Le campagne di scavi a Siponto hanno ottenuto enorme successo per aver finalmente consentito la fruizione di tesori che, altrimenti, resterebbero nascosti sotto qualche metro di terra. Ma ce ne sono altri ancora che sono visibili, eppure restano comunque relegati nell’oblio. A poche decine di metri dall’anfiteatro romano – di cui proprio su queste colonne se ne parlò ancor prima che iniziassero a emergere le mura -, si trova uno degli ipogei meno noti e certamente il meno frequentato.
Originariamente utilizzato come luogo di sepoltura, l’ipogeo Minonno - in tempi relativamente recenti - fu adibito anche a deposito di attrezzi agricoli.
È intitolato a Minonno, come la località in cui si trova, in un terreno privato della famiglia Rinaldi. E’ un luogo - presumibilmente di epoca dauna, quindi risalente a circa 3000 anni fa - dove non entravano esseri umani da 12 anni a questa via.
Queste sono le immagini riprese da l’Attacco, grazie alla disponibilità concessa dai signori Rinaldi, Antonio e Michele.
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