Siponto, crolla parte d’intonaco ed emerge vescovo che indossa mitra: è il Gran Maestro teutonico Balduino

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Oggi è iniziata l’ultima settimana della terza campagna di scavi archeologici a Siponto, diretti e condotti dalle Università di Foggia e Bari. Nel mentre, sono ancora vivide le sensazioni provate da migliaia di visitatori nella giornata di sabato scorso, 7 ottobre, nell’occasione dell’Open day che ha permesso la visita ai siti oggetto di scavi. Tanti ragazzi provenienti dagli istituti scolastici della Capitanata, parecchi turisti da fuori regione e taluni anche stranieri, ma anche tutti quei manfredoniani che hanno unito il desiderio della vista dei tesori dell’antica Siponto al piacere di godersi il blocco del traffico veicolare nel tratto di strada che scorre davanti al Parco archeologico.

Tutti a piedi o, al massimo, con bici e monopattini. Un’anticipazione di quello che si dovrebbe fare per consentire una migliore fruizione, in sicurezza, di un’area che è tra le più grandi in Europa ad essere oggetto di scavi. “Il Parco archeologico comincia ad assumere dimensioni importanti – commenta il Sindaco Gianni Rotice -, quindi è impensabile avere una strada trafficata che divide un’area dall’altra. Questa esperienza vale per la programmazione futura della città, che deve prevedere un diverso accesso alla città e l’eliminazione dei binari ferroviari”.

Stupore, innanzitutto, poi ammirazione e anche malcelato orgoglio – in questo caso dei manfredoniani – per le rilevanti testimonianze storiche che gli archeologi stanno riportando alla luce. A fare da guida ai gruppetti che hanno raggiunto i siti, tanto gli studenti – nel numero di una settantina – dei due atenei quanto i docenti che dirigono gli scavi. La professoressa Mariuccia Turchiano e il collega Roberto Goffredo - entrambi dell’Università di Foggia -, insieme al professore Giuliano Volpe – Università di Bari -, hanno illustrato con dovizia i rinvenimenti.

Nell’area delle cosiddette ‘due basiliche’ si è lavorato prevalentemente nella zona oltre i binari ferroviari. Lì ci sono i resti degli edifici della Siponto portuale, che ha rappresentato un avamposto di assoluta rilevanza nell’età augustea. Al di sotto degli edifici medievali, sono state rinvenute possenti mura reticolare di età romana che confermano la sovrapposizione di epoche diverse su tutto l’abitato della città.

Una delle certezze rivenienti da questa campagna di scavi è che Siponto non fu abbandonata nella seconda metà del XIII secolo, come si era fin qui creduto, bensì è rimasta popolata ancora per parecchi decenni.

Ormai una certezza anche in virtù dell’edificio di culto trovato nell’area dell’anfiteatro, che si trova di fronte a quella delle basiliche. Una struttura con una sola navata e resti di un altare, allocata all’interno della precedente arena dell’anfiteatro – anche qui, in età medievale, erano stati eretti edifici sopra quelli di età romana – dotata di abside e nartece, cioè un piccolo atrio.

In realtà, gli archeologici ne avevano sospettato l’esistenza dall’anno scorso. Cioè da quando erano state individuate numerose sepolture, a mò di cimitero, che lasciavano immaginare che nelle vicinanze ci fosse qualche edificio sacro. “Una volta trovato, abbiamo fatto una scoperta spettacolare – racconta il professor Volpe -, perché è crollato l’intonaco e abbiamo trovato una serie di elementi figurati, che ricostruiremo, con l’immagine di un vescovo che indossa la mitra”.

Inoltre, gli archeologi hanno recuperato un frammento iscritto sul quale si legge la parola ‘Baldu’. Secondo Volpe, la parola completa è ‘Balduinus’ “che è una personalità importante della seconda metà del 1200, che ha operato a San Leonardo ed è stato Gran Maestro dei Cavalieri teutonici. Forse, tra i frammenti rinvenuti, c’è anche la rappresentazione di uno di questi soldati”.

Sono pitture successive al 1263, la data in cui si riteneva convenzionalmente che gli abitanti di Siponto si fossero spostati in massa nella costruenda Manfredonia. “Secondo noi c’è stato un primo nucleo che si era trasferito prima del 1263, probabilmente dopo la distruzione di Guglielmo I nel 1165. Abbiamo elementi archeologicamente irrefutabili che ci indicano che questa chiesa ha continuato a vivere anche oltre l’atto di trasferimento a Manfredonia disposto da Carlo I d’Angiò attraverso l’autorizzazione a rendere Siponto una cava per costruire la nuova città”.

Come anticipato su queste colonne già due settimane fa, il secondo elemento importante emerso durante questi scavi è la torre con base quadrata risalente al Medioevo che è a ridosso delle mura perimetrali fortificate, databili invece intorno al II sec. a.C.. Tutto a pochi metri dall’anfiteatro che, come detto in precedenti occasioni, era solitamente ubicato ai margini dell’abitato per consentire un più facile accesso anche a chi proveniva da altri insediamenti. Anfiteatro che “si conserva in uno stato anche imponente – spiega il professor Volpe a l’Attacco -. Abbiamo capito meglio le sue dimensioni, che sono di circa 86 metri per 64 metri. Originariamente poteva contenere tra 6.000 e 7.000 spettatori”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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