Manfredonia, il pianoforte a mezza coda che conosce Vincenzo Bellini è arrivato a Il palco in una stanza

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Sono passati alcuni giorni dal suo arrivo a Manfredonia, nell’accogliente location de Il palco in una stanza, eppure Mirella non ha perso nulla del suo fascino. Anzi, diventa sempre più lucente nell’attesa di farsi sentire. Mirella, infatti, è il nomignolo con cui Francesca Rinaldi ha chiamato l’ultimo arrivato: un pianoforte a mezza coda. “Lo faccio sempre con gli strumenti – conferma sorridendo –, per esempio il precedente che era qui si chiama Francesco”. La particolarità di Mirella è innanzitutto quella che le è stata donata. O meglio, è stata donata alla sua oasi musicale che aprì i battenti circa un anno fa.

Un arco temporale in fin dei conti nemmeno lungo, ma che ha visto Il palco in una stanza conquistarsi uno spazio importante nell’offerta culturale del territorio. Un risultato reso meno ostico dall’inesauribile verve di Francesca, che dirige e organizza continui spunti musicali, corsi, momenti aggregativi.

Nel suo auditorium di circa 100 metri quadri con poltroncine per la platea, c’è il palco a cui ha dato il nome di Luca. Fu l’insistenza di suo marito Luca Simonini a convincerla che il progetto che lei aveva in mente poteva realizzarsi anche a Manfredonia, piuttosto che a Roma come invece lei avrebbe voluto fare. Il precedente pianoforte, poi, risponde al nome di Francesco perché era stato consegnato il 4 ottobre, giorno di San Francesco.

Il dono di cui si diceva all’inizio glielo ha fatto la signora Cristina, che è la figlia della scomparsa signora Mirella Testoni. Da qui il nome Mirella allo strumento musicale. Mirella Testoni “era pianista e concertista, fino all’arrivo dei figli ha dedicato la vita alla musica. Il lago di Como – dove viveva traghettava le sue melodie”. Nel suo giardino c’era una maestosa magnolia “che, nell’Ottocento, ispirò Vincenzo Bellini per alcune arie dell’Opera La Sonnambula - precisa Francesca Rinaldi - quando era ospite nella dimora di fronte a quella della famosa soprano Giuditta Pasta.  È la magnolia "Belliniana", che regnava da molti decenni prima che diventasse di proprietà di Mirella e che tutt’ora impera”.

Prima della sua morte, la signora Mirella aveva chiesto espressamente alla figlia che quel pianoforte a mezza coda continuasse a vivere attraverso chi lo avrebbe amato come lei aveva fatto. Cristina aveva saputo de Il palco in una stanza dalla sorella di Francesca, Tea Rinaldi, che vive in quelle zone. Ha pensato subito che fosse il posto più adatto per onorare la volontà della madre quando le aveva chiesto: “Non fermare la musica”.

“Avevo saputo del desiderio di donarlo ma credevo che ci fosse una donazione a favore del Conservatorio, per esempio. Invece è arrivato qui. L’amore per la musica – commenta la soprano di Manfredonia - ha generato amore, e non so se io meriti tutto questo. Di certo il pianoforte Mirella sarà il protagonista di questa stagione e di tutte le stagioni che mi sarà dato di organizzare”.

Ma l’altro pianoforte a mezza coda non andrà in pensione. C’è qualche progetto che lo riguarda però stavolta Francesca si sbilancia poco. Dice soltanto che “avrà la sua collocazione in un posto estivo, dove già dall’estate prossima ci saranno concerti”. Incalzata, aggiunge che “è una location all’aperto relativa a Il Palco in una stanza” e poi si ferma.

La rassegna pianistica che è stata organizzata con il titolo ‘Donne di nota’ sarà intitolata a Mirella Testoni. Domenica 15 ottobre prossimo c’è il primo appuntamento che, nel centenario della sua nascita, è dedicato a Maria Callas. Lei era ‘La Divina’ “poiché aveva il registro vocale da mezzo soprano, da soprano di coloratura e soprano drammatico”, specifica Francesca, che farà quest’ultima voce. Sarà un giorno ancora più speciale perché saranno 30 anni dal suo debutto nella Bohème di Puccini, nel ruolo di Mimì, con Katia Ricciarelli come madrina.

Sarà proprio la soprano di fama internazionale a partecipare come presidente della giuria del Premio lirico Umberto Giordano, che ospiterà dall’1 al 3 dicembre prossimo a Il Palco in una stanza. Un’attività continua, una goccia che scava la roccia. Come Francesca disse in una precedente occasione con l’Attacco, riprendendo una citazione del Don Giovanni di Mozart: “È aperto a tutti quanti, viva la libertà”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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