Manfredonia brilla di luce e di visitatori grazie ai privati (e sembra già meglio di Salerno)

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Luminarie sfavillanti lungo corso Manfredi, che richiamano visitatori estendendosi sul lungomare e in zone di Manfredonia distanti dal centro; una serie di attrazioni nel fossato del castello e

una lunga fila di genitori e figli; un impegno economico dell’associazione Io sono partita IVA pari a 230.000 euro.

È ancora presto per fare qualsivoglia bilancio, tuttavia è passato pur sempre un mese da quel 7 novembre scorso che diede il via alla rassegna Luci del Golfo. Un’iniziativa nata nella mente degli associati di Io sono partita IVA, che ha trovato realizzazione grazie alla fiducia dei più disparati generi di attività. Scorrendo l’elenco dei contributori, si trova praticamente tutto: tabacchi, alimentari, bar, autofficine, ristoranti, distributori di carburanti, grossisti di carta, imprese edili, impiantistica elettrica e idraulica, pizzerie, panifici, pasticcerie, fino alle onoranze funebri.

Un desiderio di sentirsi parte di qualcosa: di un’associazione, per chi vi ha aderito; ma anche parte di una comunità. Una collettività rimasta lungamente inascoltata. Persone che si sono chieste cosa potevano fare per la città. La risposta se la sono data mettendo mano al portafoglio e offrendo due mesi di luci, colori, emozioni, ricordi. Manfredonia è pur sempre dei suoi cittadini, prima che di chiunque altro se ne voglia vantare.

“Da quando ci sono le luminarie, il sabato e la domenica la città è pienissima di gente”
Girare in tarda mattinata, in un giorno festivo come era ieri, percorrendo corso Manfredi comporta un’andatura più lenta del solito. Non mancano i praticanti dello struscio nemmeno nei giorni feriali, né gli avventori delle centinaia di attività commerciali presenti, però è più faticoso del solito ‘farsi una vasca’, come dicono, da un capo all’altro del principale corso di Manfredonia.
Le luminarie sono spente, c’è ancora luce, tuttavia occhi e dita di molti le guardano e le indicano. C’è anche chi scatta foto, anche se la maggior parte delle persone indugiano sulle vetrine di boutique, calzature e affini.

Emiliano Di Carlo è il titolare di Vintage Store, quindi vende abbigliamento. In pieno centro, cioè a due passi dalla ormai frequentatissima villa comunale che circonda il castello svevo-angioino. Parte dalla considerazione che “che ogni tipo di evento, manifestazione e iniziativa si realizzi, porta con sé un maggior afflusso di persone dai centri limitrofi. Non è una novità, poi, che a Manfredonia arrivi gente che viene da Mattinata, Monte Sant’Angelo, San Giovanni Rotondo e Foggia”.

La maggiore attrattività degli allestimenti natalizi la si vede sui bambini. Sono loro che spalancano gli occhi quando vedono corso Manfredi illuminato a festa e che quasi perdono la parola quando hanno davanti le attrazioni collocate nel fossato del castello. “Molto spesso diventano pretesto per i loro genitori, che vogliono soddisfarli e che ne approfittano volentieri per fare l’uscita serale”, aggiunge Emiliano. Guardano le vetrine dei negozi, qualcuno entra per vedere meglio, qualcun altro approfitta e acquista.

“Da quando ci sono le luminarie, il sabato e la domenica Manfredonia è pienissima di persone – riconosce Di Carlo -. C’è il fine settimana in cui si lavora di più e quello che c’è meno lavoro, però questa è un’iniziativa che ha fatto conoscere Manfredonia in una maniera diversa. Io sono partita IVA ha sviluppato un bellissimo progetto e noi vi abbiamo preso parte convintamente”.

Pensa che “i riflessi maggiori si sono visti nel settore del food: dal bar al ristorante, alla pizzeria. È più semplice e immediato acquistare in questa tipologia di attività, piuttosto che comprare un maglione o un giubbotto”. Non se ne duole e non recrimina, anzi aggiunge che “mi va bene, perché lavora per esempio la pizzeria e domani il pizzaiolo potrà venire ad acquistare un capo d’abbigliamento da me. È con la circolarità che gira l’economia cittadina – osserva - c’è anche chi entra e non acquista ma, così facendo, conosce il negozio. Può tornare per i saldi, se non acquista oggi. O per i regali di Natale, oppure potrà parlarne con un amico e quest’ultimo verrà a Manfredonia per fare compere”.

“Chiudo con l’apprezzamento per l’elenco redatto con le indicazioni di chi ha aderito all’iniziativa”. Di Carlo plaude perché “tutti apprezzano la bellezza dell’iniziativa e così, chi vuole acquistare qualcosa, può scegliere consapevolmente di spendere nelle attività di chi ha reso possibile quest’atmosfera”.

Si è parlato di attività di ristorazione, quindi l’Attacco ha fatto riferimento al ristorante Coppola Rossa. Ha dalla sua una lunga tradizione famigliare e si trova in via Maddalena, cioè un’immediata parallela del frequentato corso Manfredi.

“Ho notato che c’è più gente del solito in giro e ho registrato anche maggiore affluenza nel mio ristorante”. A raccontare di questi ultimi weekend è Matteo D’Ambrosio, titolare di Coppola Rossa. “Da noi, il maggior afflusso è di domenica sera. Però – precisa -, c’è stato un cambiamento in meglio anche negli altri momenti del fine settimana”. Considerata la tipologia della sua attività, è piuttosto normale che la clientela sia soprattutto non sipontina. D’Ambrosio lo conferma e specifica che “oltre che da città più vicine, come per il caso di Foggia, ci sono venuti a trovare anche da Andria e, più in generale, dal barese”.
Ciò sortisce ovvi riflessi occupazionali. Nel caso di specie, sono altre 2-3 persone che, nel fine settimana, si vanno ad aggiungere all’organico del personale. Il titolare di Coppola Rosa auspica che ci possa essere seguito, “anche perché stanno entrando altri associati con noi e non può che essere positivo. In fin dei conti, le istituzioni non hanno mai impegnato budget così cospicui”.

Luminarie a attrazioni nel fossato del castello, come già detto, fanno rima con bambini. E i negozi che vengono articoli per loro? Nuvola Rossa è tra i più noti e longevi. A due passi dalla centralissima piazza del Popolo, è aperto anche nel giorno festivo dell’8 dicembre.

“Quello che abbiamo riscontrato è che la sera dei fine settimana – dice a l’Attacco Leonardo Castigliego, marito della titolare - c’è maggiore affluenza da parte di chi ci raggiunge da altri centri della nostra provincia. La ragione è quella di venire a vedere le luminarie e, tutto sommato, c’è qualche ricaduta positiva per noi”.

Il signor Castigliego puntualizza che “l’utenza che viene da Foggia è solita da noi, come quella di Mattinata, San Giovanni Rotondo e Monte Sant’Angelo”. Non la tiene in conto per l’analisi che fa. “In queste settimane – continua - ci hanno raggiunti da San Nicandro Garganico, Vieste, San Severo, Trinitapoli, Orta Nova”.

Manfredonia si è aperta all’esterno. Sono forse i prodromi di una consapevolezza collettiva che arrecherebbe benefici meno sporadici. “Faber est suae quisque fortunae”, lo hanno detto i i latini e non i sipontini. Ma questi ultimi ci stanno credendo. E ci stanno prendendo gusto.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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