Franco Tuppi è un commerciante storico, tanto a Manfredonia quanto in tutta la provincia. È il titolare di una cartolibreria molto frequentata e nota per le forniture agli istituti scolastici
di larga parte del territorio provinciale. Il suo è uno sguardo privilegiato, perché con esperienza e perché la sua attività il sabato sera può tirare avanti anche fino a tardi. E la domenica, come in buona parte dei festivi, è aperta. “Per forza, altrimenti che dovrei fare?”, ci scherza.
Lui non ha dubbi sugli eventuali riflessi economici di Luci del Golfo. “Dall’accensione delle luminarie è aumentato il numero di clienti, nonostante le serate di pioggia. Sono state stimate oltre 100.000 presenze negli ultimi 4 fine settimana e lo ritengo plausibile. Sono venute persone da Serracapriola, come da San Marco in Lamis e altri centri che solitamente non ci tenevano in gran conto”. Prevalgono le famiglie, che “fanno la passeggiata per le luci, entrano per libri ai bambini e più di una volta ci aggiungono anche acquisti per loro stessi”.
L’adesione delle attività su corso Manfredonia, come quella di Tuppi, è stata elevata: circa 9 su 10. Non ci sono segni distintivi visibili e, sorridendo come suo solito, Franco Tuppi sottolinea che “di questa iniziativa si giova anche chi non ha sborsato un centesimo. Si pensano furbi, invece è gente che non ci ha creduto”.
“Vogliamo che riparta l’indotto. Se lavora uno, allora lavoriamo tutti”
Tutto quello che si sta sviluppando a Manfredonia ha come protagonista l’associazione Io sono partita IVA, per quanto è ovvio che nulla si sarebbe potuto realizzare senza una diffusa adesione.
Michele Bisceglia è il titolare del Bar Fiore e il presidente dell’associazione nata ufficialmente nei primi giorni di gennaio scorso per tutelare gli interessi degli aderenti e, al contempo, contribuire al processo di cambiamento e sviluppo del territorio. “Noi vogliamo che riparta l’indotto di Manfredonia perché è chiaro che se lavoro io, lavorano tutti.
I primi vagiti furono dovuti alle misure di prevenzione epidemiologica che stavano interessando e penalizzando i cosiddetti ‘professionisti’. Era un’impostazione di rottura, ma non di conflitto. Tanto è vero che, nel prosieguo di questo primo anno, o quasi, sono già numerose le iniziative organizzate e rese possibili con l’impegno associativo. Nulla che nasca per caso, comunque. Luci del Golfo è stato immaginato come evento già da mesi fa. Partì da un’intuizione di Nicola Pesante, vicepresidente e titolare de La maison della farrata.
Era marzo scorso, “quando vennero a Manfredonia rappresentanti della ditta che avrebbe provveduto alle luminarie – racconta Bisceglia -. Sono del frusinate e ricordo bene, oltre che con piacere, che rimasero incantanti dalla bellezza della nostra città. Ci chiesero come facessimo a non valorizzarla, anzi a trascurarla”. Lui non poteva dare una risposta valida, dal momento che fa parte di quella schiera di sipontini che si sente e si mostra orgoglioso della sua appartenenza. Non ci ha pensato due volte quando l’associazione ha fatto il preventivo della spesa. Quei 230.000 euro necessari per luci e servizi connessi sono una cifra non da poco, senza ripetere i refrain della crisi, del Covid, del Mezzogiorno d’Italia e così via.
“Avevamo qualche timore perché ci stavamo assumendo un onere economico elevato – ammette – ma ci abbiamo creduto”. Questa è stata la scintilla e il carburante: crederci. È stato anche il ‘germe’, positivo, che hanno trasmesso ai colleghi commercianti e a chiunque altro abbia una partita IVA. Vincendo le resistenze di chi ricordava precedenti esperienze con sviluppi nefasti.
L’organizzazione messa a punto per l’accesso e il godimento delle attrazioni per bambini nel fossato del castello è meticolosa. “Ci sono circa 9 persone per la sicurezza, cioè per verificare il rispetto delle norme antiCovid: PASER, Croce Rossa e Associazione Carabinieri ‘R.Castriotta’. Poi ce ne sono altrettante che si dedicano all’animazione, nel fossato”. Un’altra persona è preposta alla vigilanza notturna.
“Sono venuti pullman da Napoli, da Bari, da Varese. Tutti felici di quello che hanno visto e vissuto”, annota con soddisfazione Bisceglia.
Il progetto prevedeva “la proiezione sulle mura del castello di video mapping di grande effetto scenico. Purtroppo ci è stata rifiutata l’autorizzazione. Un po' come era successo quest’estate, quando avremmo voluto una ruota panoramica nel piazzale Maestri d’ascia, ma ci provammo invano”. Nemmeno i rifiuti finora collezionati hanno spento la propositività di Io sono partita IVA. Oggi inizia l’allestimento del presepe in piazza del Popolo, con i personaggi a grandezza naturale realizzati dal maestro cartapestaio Matteo Trotta.
“Abbiamo fatto tutto, ma si può fare di più. E così sarà”, chiosa convintamente Michele Bisceglia.
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