Aumenta tutto, anche il caffè. La Capitanata resiste, ma presto dovrà affrontare la realtà

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Dopo la pasta e la pizza forse il caffè è il prodotto più consumato dagli italiani. E’ un must durante una pausa-lavoro

o un incontro con gli amici. Spesso viene offerto a un conoscente che non si vede da tempo. E’ un rito al quale non si può rinunciare.

A mettere in crisi questa certezza, però, potrebbe essere l’aumento generalizzato che si sta registrando in gran parte d’Italia. A lanciare l’allarme sulla “stangata-colazione” è stata Assoutenti: “Stiamo ricevendo negli ultimi giorni numerose segnalazioni dei consumatori che denunciano aumenti dei prezzi dell'espresso, ma anche di cappuccini e dolci lievitati, consumati al banco o ai tavoli dei bar. I maggiori costi in capo agli esercenti per il rincaro dei prezzi dell'energia vengono inevitabilmente scaricati sui consumatori finali”.

Il 2022, infatti, tra le tante novità ha portato un aumento delle materie prime e i commercianti vedono sempre di più ridursi il profitto. Dal loro punto di vista, quindi, l’aumento del prezzo è così spiegato. Il caffè non è un bene di prima necessità, anche se come detto è consumato in lungo e in largo. Il timore, dunque, è che la classica colazione al bar possa andare in stand-by finché i prezzi resteranno più alti.

Come spiegato dalla maggior parte dei cittadini il problema non sono i 10, i 20 o i 50 centesimi in più, ma il fatto che ciò si va ad aggiungere ad altri rincari che a lungo termine pesano alle “tasche” della gente.
I titolari dei bar, quindi, sono indecisi sul da farsi. In Capitanata ancora non si è percepito tanto l’aumento. C’è chi resiste, c’è chi pensa a un rincaro “concordato” con i colleghi a partire da una certa data. E c’è chi, invece, alle strette con i conti da far quadrare ha già applicato un piccolo surplus.

“Le famiglie si ritrovano oggi in una situazione estremamente pericolosa: da una parte sono assediate dall’aumento dei prezzi al dettaglio e incrementi dei listini che stanno proseguendo nelle ultime settimane; dall’altra parte sono impoverite dai maxi-rincari delle bollette di luce e gas”, spiega Assoutenti.

“La perdita del potere d’acquisto dei cittadini causata da bollette sempre più salate e prezzi al dettaglio più alti impoverirà ulteriormente una consistente fetta di popolazione costringendola a tagliare la spesa nei settori non primari per riuscire ad arrivare a fine mese, con immensi danni per il commercio e per l’economia nazionale”.

 

Cerignola. Quasi tutti i bar hanno mantenuto il prezzo inalterato “Massimo 1 euro, altrimenti lo prenderemo a casa”
C’è chi non se la sente, chi “resiste”, chi (una piccolissima minoranza) ha ceduto. A Cerignola il costo del caffè resta di 1 euro, ma l’aumento sembra dietro l’angolo. Alcuni bar, infatti, già offrono una tazzina a 1,20 euro.

“Sicuramente aumenterà – spiega a l’Attacco il titolare dell’American Bar, locale ubicato in pieno centro – perché c’è stato un rincaro dei prezzi del latte, delle brioche, un po’ di tutto. Altri hanno già alzato i prezzi? Ognuno fa come crede, ciascuno comanda a casa sua”.

Anche una semplice abitudine come quella di fare colazione al bar, dunque, sta cominciando a incidere negativamente sulle tasche dei cittadini. Le quotazioni del caffè nel 2021 sono salite dell’81 per cento, insieme a quelle del latte (60 per cento), dello zucchero (30 per cento) e del cacao (60 per cento). Si tratta di aumenti che vanno a colpire direttamente gli esercenti, i quali si vedono a loro volta costretti a far salire i prezzi per i consumatori, nel tentativo di recuperare un minimo le spese.

“Parecchi hanno ritoccato il prezzo del caffè – aggiunge a l’Attacco Sergio del Caffè Mercadante –, purtroppo paghiamo le conseguenze del rincaro dell’energia elettrica e di altre materie prime. Iniziamo a non trovarci più con i conti, dopo anche mesi e mesi di pandemia. C’è meno affluenza? Si, sto iniziando a riscontrare un calo della clientela. Giustamente i cittadini iniziano anche loro a fare i propri conti e il caffè può essere un prodotto sul quale risparmiare, non è un bene di prima necessità”.

E’ ormai chiaro che a partire da questo anno l’abitudine di consumare un caffè e un cornetto al bar diventerà un piccolo lusso. Anche Federconsumatori ha espresso la propria preoccupazione, parlando di un rincaro complessivo del 48 per cento. Nel 2022 una colazione al bar potrebbe passare dal prezzo medio di circa 2 euro e 40 centesimi a 3 euro e 40. Tutto questo è purtroppo dovuto all’aumento del costo dell’energia e della materia prima.

Anche nei supermercati è possibile assistere a rincari significativi. Il caffè, ad esempio, ha subito un aumento del 20 per cento già nel 2021 e il suo prezzo potrebbe ulteriormente salire in questo anno. Stesso discorso per la pasta e il pane, per i quali è già prevista una crescita del 38 per cento.

Il fenomeno del caro-colazione, secondo Assoutenti, potrebbe infine portare tanti italiani a rinunciare al bar, cosa che influirà negativamente sugli esercizi commerciali già fortemente in crisi. Dunque, i commercianti sono pessimisti sul futuro e, dal loro punto di vista, dovranno quasi per forza aumentare il prezzo. Ciò si scontrerà contro la volontà del cliente oppure il consumatore chiuderà un occhio pur di non rinunciare al caffè? I pareri, come in ogni grande cambiamento, sono diversi e discordanti.

“Quando aumenterà a 1,20 euro non verremo più al bar. Verrà il Governo a pagarlo – dice ironicamente a l’Attacco un avventore –. Anche pochi centesimi fanno la differenza, perché si sommano a tutti gli altri rincari che si registrano in questo periodo. Bere un caffè seduti al bar è un modo come un altro per scambiare quattro chiacchiere con gli amici. Ma possiamo anche farne a meno, il caffè lo prendiamo a casa e gli amici li possiamo incontrare in Villa”.

Al Bar Reale, invece, il caffè costa addirittura 0,90 centesimi. “In altri bar 1,20, 1,50 euro – riferisce a l’Attacco un cliente –. Questo è l’unico locale che garantisce un certo prezzo e il prodotto è molto buono. A noi interessa andare dove si risparmia e dove si gusta un ottimo caffè”. “Si può pagare massimo 1 euro – aggiunge un altro avventore, tracciando un limite virtuale –. Ad oggi, non si può rinunciare alla pausa-caffè, in particolare con gli amici. E’ un momento conviviale in cui si scambiano pareri, si dialoga e perché no ci si diverte anche. Per me è indispensabile”.

Ogni giorno 5,5 milioni di italiani fanno colazione nei bar dislocati sul territorio, un appuntamento irrinunciabile che sia un caffè veloce al banco o una brioche consumata seduti al tavolo. “E purtroppo siamo solo all'inizio - avverte Assoutenti - Se l'emergenza bollette proseguirà, e a fronte delle quotazioni delle materie prime ancora alle stelle, la classica tazzina di caffè consumata al bar potrebbe raggiungere il record di 1,50 euro nel corso dell’anno”. Allora la battuta è d’obbligo: ci sarà la rincorsa a farsi offrire il caffè? “No – ha risposto un cittadino – perché poi devi ricambiare il favore”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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