"Sfide e aspettative per la stagione del pomodoro ‘23 - Dal campo libero alle tavole di tutto il mondo: come valorizzare il pomodoro etico ‘Made in Puglia’”. Con questo titolo Princes Industrie Alimentari, il più grande trasformatore di pomodoro del Mezzogiorno (con lo stabilimento di settore più grande d’Europa), ha tenuto ieri presso la propria sede operativa in area Asi l’ormai tradizionale confronto con le parti agricole, alla vigilia della nuova campagna dell’oro rosso in Capitanata.
A moderare l’incontro - arricchito dalla presenza, tra gli altri, dell’amministratore delegato di Princes Industrie Alimentari Gianmarco Laviola, del procuratore Vaccaro, della commissaria Grandolfo, di Giorgia Ceccarelli di Oxfam Italia e dei rappresentanti di Coldiretti, Futuragri nonché dei sindacati Cgil Flai, Fai Cisl e Uila Uil - il noto giornalista Tony Mira, che con le sue inchieste denuncia da anni lo sfruttamento nei campi di lavoro del sud Italia, le tristi condizioni di vita cui spesso sono sottoposti i braccianti agricoli e la vergogna del caporalato.
Un convegno per sottolineare l’importanza della collaborazione tra l’industria e la parte agricola, alla base di tutte le politiche di sostenibilità che da tempo Princes sviluppa nella sua filiera.
Sostenibilità etica, ambientale ed economica i focus al centro dell’impegno dell’azienda che anche quest’anno assumerà nella campagna del pomodoro circa 1300 unità all’interno del suo stabilimento di trasformazione per lavorare all’istante, 24h e fino a settembre, le circa 200mila tonnellate di pomodoro fresco, 100 per cento pugliese e in buona parte di Capitanata, che acquisisce dai produttori agricoli della sua filiera e che vanno a insaporire le tavole inglesi (dove Princes è market leader con il brand Napolina), europee, sudamericane, orientali, australiane. In base a un export estero che arriva ad un tasso del 90 per cento della sua produzione.
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