Nuova stangata per bollette della luce, ora è il turno di Comuni e Province

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Sta arrivando una nuova stangata per le bollette della luce per l’ultimo trimestre del 2022, secondo la nuova comunicazione diffusa dall’Autorità di regolazione per energia rifiuti e acqua. Il peso si abbatte soprattutto su famiglie e imprese italiane con contratto dell’elettricità nel mercato tutelato, che avranno un rialzo del 59%. Ma il bilancio finale, alla fine dell’anno, risulterà oltre il 100% rispetto al 2021, e sarà pari a una spesa superiore a 1.322 euro a famiglia rispetto ai 632 euro dell’anno scorso. La crescita esponenziale dei costi energetici colpisce famiglie e imprese, e nemmeno i Comuni ne sono indenni. Anzi.

Sono numerose le Amministrazioni comunali che si trovano in palese difficoltà nel cercare di gestire l’aumento esponenziale delle bollette e sono quindi costrette a trovare soluzioni alternative per far fronte a questo aumento dei costi. Ci sta chi denuncia la mancanza di risorse e rivede i bilanci, chi invece è costretto a tagliare i servizi e chi cerca di dare un colpo al cerchio e uno alla botte, con equilibrismi da autentici frombolieri.

Non è un caso che l’Associazione Nazionale Comuni Italiani e l’Unione Province Italiane siano intervenute vigorosamente nel dibattito nazionale perché ritengono “indispensabile una misura di sostegno per i Comuni e le Province, in assenza della quale i bilanci degli enti locali sono destinati a saltare. È necessario uno stanziamento straordinario - hanno osservato - di almeno ulteriori 350 milioni di euro per compensare l’impennata delle nostre spese energetiche, altrimenti i Sindaci saranno costretti a tagli dolorosi dei servizi pubblici”.

In vista del Consiglio europeo del 20 e 21 ottobre, Mario Draghi, insieme al ministro per la Transizione ecologica Roberto Cingolani, sta mettendo a punto la proposta italiana sul piano Ue per l’energia, sostenuta da Grecia, Polonia e Belgio. Un progetto basato su tre pilastri: far calare i prezzi del gas, lanciare la riforma dell’elettricità e convincere i leader europei a mettere a disposizione un fondo di solidarietà per aiutare i governi. Nel frattempo, si salvi chi può.

Il casus belli più evidente delle pesanti difficoltà che gli enti locali stanno cercando di fronteggiare in Capitanata è quello del Comune di Manfredonia. L’Amministrazione ha annunciato la prossima partenza della settimana corta a scuola. Apriti cielo, in un profluvio di proteste.

Un provvedimento a cui Gianni Rotice è stato costretto, viste le purtroppo note ambasce di cassa del Comune che amministra. “Abbiamo la scure del Piano di riequilibrio che pende sempre su di noi e, per questo, abbiamo pensato a formule che vadano nella direzione del risparmio energetico. Da quelle più semplici, riferiti agli uffici comunali per il corretto utilizzo dell’illuminazione e del riscaldamento, fino a tutti i provvedimenti che potranno venire utili”.

Il Sindaco di Manfredonia rileva che “dobbiamo continuare a garantire i servizi pubblici. Però, più la cinta è stretta e meno abbiamo possibilità di muoverci”. Cinta che, per restare alla metafora di Rotice, si è ristretta ulteriormente a causa delle mancate occasioni che portano la firma della Commissione straordinaria. Piscitelli, Crea e Soloperto hanno lasciato che €180.000 tornassero al Ministero dell’Interno dopo che questo li aveva stanziati al fine di realizzare progetti di efficientamento, installazione di impianti fotovoltaici e di energia rinnovabile, ammodernamento degli edifici pubblici. L’attuale Amministrazione, invece, si è impegnata “per quelli che riguardano l’annualità 2022 – conforta Rotice -, da utilizzare per la frazione Montagna”.

A San Severo, non ci sono problemi nell’immediato ma potranno insorgere nel giro di pochi mesi. “Sebbene la situazione sia emergenziale, il mio Comune ha intercettato una serie di finanziamenti per l’efficientamento energetico nelle scuole e in alcuni edifici pubblici, al fine della riduzione dei consumi energetici – spiega il Sindaco Francesco Miglio -. Alcuni interventi sono stati ultimati e altri sono in via di cantierizzazione”.

Tuttavia, il primo cittadino ricorda che “le proiezioni di questi consumi non sono nel breve periodo ma in quello a medio e lungo termine. I risultati “potremo vederli tra 4-5 anni, cioè in tempi del tutto incompatibili con la situazione di emergenza creatasi”.

Già nelle prossime settimane, “un approfondimento dovrebbe sfociare in un atto deliberativo per creare una comunità energetica rinnovabile. La Regione Puglia ci mette nelle condizioni di poterla attivare e, per la verità, abbiamo una delibera di Consiglio comunale su mozione del consigliere Gianfranco Di Sabato (M5S) adottata all’unanimità nel dicembre 2020 che, però, non ebbe attuazione perché poco dopo ci fu l’emergenza Covid che assorbì buona parte della nostra agenda politica”.

Anche questa è una misura che, tuttavia, non offrirà una subitanea boccata d’aria. “Per affrontare l’emergenza c’è bisogno subito del sostegno del Governo, a cui si devono accompagnare attività da portare avanti nel locale: il CER; l’efficientamento energetico degli immobili comunali e dell’impianto di pubblica illuminazione”. A questo riguardo, “già da qualche anno, abbiamo sostituito le lampade preesistenti con quelle a led. Lo abbiamo fatto nel centro storico e lo faremo su corso Gramsci e su corso Garibaldi, per esempio”.

Forme di risparmio che si possono realizzare nell’immediato, ma Miglio ha consapevolezza che “sono poca roba, rispetto all’emergenza. Al 31 dicembre prossimo, non dovrei avere grossi problemi. Successivamente, potremmo fare fatica e andare avanti con il limite di spesa in dodicesimi del bilancio precedente”.

“Il 25 ottobre saremo al fianco dei nostri ristoratori e dei nostri commercianti che ci hanno chiesto un’azione energica per far sentire la loro voce – dice a l’Attacco Francesco Bonito, Sindaco di Cerignola -. Il Comitato sta organizzando una serrata e in quella data Cerignola spegnerà le luci in segno di protesta civile e pacifica. Interverremo, da parte nostra, sulla proroga dei termini del pagamento della Tosap e per l’anno prossimo, insieme ai commercianti, valuteremo ulteriori misure, compresa la rimodulazione o compensazione della tassa di occupazione del suolo pubblico per le attività commerciali”.

È altresì pacifico che “il caro bollette incide in maniera straordinaria anche sulle casse comunali, perché ad oggi il Comune di Cerignola, per quanto attiene le proprie utenze, ha registrato un incremento dei costi in bolletta pari a +80% sul gas e +100% sull’energia. Questo significa che, in assenza di politiche governative efficaci – aggiunge -, l’aumento incontrollato dei costi si tradurrà in penuria di servizi al cittadino e questo non possiamo permetterlo. Per questa ragione, la battaglia di civiltà dei ristoratori è una battaglia che riguarda tutti, dalle istituzioni ai privati cittadini, e per tale ragione non faremo mancare il nostro sostegno”.

“Gli uffici comunali – termina Bonito - stanno valutando altre iniziative, da un punto di vista tecnico, anche se lo spazio di manovra per gli enti pubblici è assai ridotto: noi Sindaci siamo letteralmente ingabbiati.

Per Michele Bisceglia, Sindaco di Mattinata, “non è ‘un’ problema, bensì ‘il’ problema, anche se abbiamo raggiunto l’efficientamento energetico di tutti gli immobili comunali e dell’illuminazione pubblica”.

Nel frattempo che il Governo recepisce le richieste avanzate dai Sindaci italiani, “abbiamo speso tutto quello che era destinato per il 2022 e abbiamo impegnato risorse anche per il 2023. Adesso, navighiamo a vista”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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