Tribunale dichiara natura antisindacale della condotta aziendale, Cannerozzi: “Risultato importante”

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Continua la querelle sulla G&W Electric, il gruppo americano che acquistò lo stabilimento dell’allora ex Tozzi – l’azienda che si occupava di progettazione e commercializzazione di quadri elettrici – e che da marzo scorso oramai ha avviato la procedura di licenziamento collettivo per tutte le maestranze attualmente in forza presso il sito produttivo foggiano. Un periodo altalenante che aveva dapprima visto un futuro buio ed incerto per i dipendenti. Poi l’arrivo dei vari tavoli tecnici affrontati dall’azienda insieme ai dipendenti, alle sigle sindacali di riferimento, all’Enel e alla Regione avevano aperto degli spiragli di luce. Fino a qualche settimana fa, infatti, in un mare in tempesta si intravedeva la possibilità di un accordo che vedeva da un lato la G&W Electric continuare l’operato fino al 31 dicembre 2023 e dall’altro l’Enel concedere il proseguimento e il completamento dei lavori sui quadri con una rivisitazione dei costi. Accordo poi naufragato.

Intanto proprio in questi giorni il Tribunale di Foggia ha accertato e dichiarato la natura antisindacale della condotta tenuta dalla G&W, consistita nel mancato adempimento degli obblighi di informazione preventiva previsti dalla contrattazione collettiva, con particolare riferimento alla situazione, alla struttura e all’andamento prevedibile dell’occupazione ed alle misure di contrasto previste al fine di evitare o attenuarne le conseguenze in caso di previsioni di rischio per i livelli occupazionali, oltre che in relazione alla decisione di cessare l’attività produttiva e di avviare la procedura di licenziamento collettivo del personale dipendente addetto presso lo stabilimento di Foggia e ha ordinando alla società resistente di astenersi per il futuro dal reiterarla.

“Purtroppo, però – ha spiegato a l’Attacco Fedele Cannerozzi avvocato Fiom Cgil - aderendo all’orientamento giurisprudenziale maggioritario che si sta formando sulla questione ha ritenuto di non poter annullare l’intera procedura di licenziamento collettivo che era l’altra richiesta formulata dalla Fiom. Sono felicissimo della decisione del Tribunale che ha giudicato illegittimo l’atteggiamento di superbia con il quale la multinazionale americana ha affrontato l’intera questione- aggiunge - insensibile alle conseguenze della sua decisione sulla vita di centinaia di famiglie e sull’intero tessuto economico della città. Costituisce un precedente che potrà orientare anche future e non auspicabili crisi aziendali”.

Secondo il legale, infatti, la sentenza del Tribunale di Foggia può dare maggiore forza all’immediato avvio di interlocuzioni anche con nuovi soggetti industriali e finanziari, pubblici e privati, capaci di stilare un progetto di reindustrializzazione del sito foggiano nell’ambito di politiche industriali nazionali a più alto valore aggiunto e che assicurino continuità di produzioni e forniture strategiche per l’energia italiana. La decisione del Tribunale, però, non porterà grandi cambiamenti utili a sostenere l’illegittimità dei licenziamenti.

“A parte il valore giuridico e “politico” della sentenza che stigmatizza il comportamento di un imprenditore straniero chiuso a qualsiasi dialogo con le organizzazioni sindacali che discutevano, tra l’altro, di ipotesi alternative, la decisione del tribunale potrà sostenere le ragioni dei lavoratori che vogliono impugnare i licenziamenti anche in ragione del fatto che non è mai stato comunicato in precedenza alle organizzazioni sindacali che vi era una situazione di crisi. Oltre al fatto che il non aver comunicato con immediatezza che intendevano chiudere non ha dato ai singoli lavoratori la possibilità di cercare, ad esempio, una situazione lavorativa diversa – rincara Cannerozzi – nessuno di loro ha avuto la possibilità di ripiegare anche su altro, su nuove ed eventuali strade lavorative. È assolutamente falso che la Fiom non ha voluto firmare un accordo per continuare a lavorare sino a dicembre- ribadisce in conclusione Cannerozzi rispondendo alle voci che vedrebbero la Fiom Cgil come una delle cause del mancato accordo – i lavoratori che dicono questo affermano un falso clamoroso. L’ipotesi di arrivare fino al 31 dicembre è anche una richiesta portata avanti dalla stessa Cgil a cui però, l’Azienda ha rifiutato. La Fiom non ha voluto firmare nessun accordo che contenesse l’accettazione dei licenziamenti. Cosa che peraltro - sia pure convintisi in ritardo delle reali intenzioni aziendali - hanno fatto anche Cisl e Uil”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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