Monte Sant’Angelo non ci sta: “Basta con longa manus che intende continuare ad agire contro la nostra città”

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“Ho l’impressione che la longa manus, alla quale siamo abituati da decenni, continui - senza successo - ad operare in accordo e in favore di altri territori e a discapito della nostra città”. E’ dell’assessore del Comune di Monte Sant’Angelo Generoso Rignanese, piddino, una delle reazioni più salaci alla generale stigmatizzazione dell’assenza dell’amministrazione d’Arienzo nella seduta consiliare monotematica svoltasi a Manfredonia lo scorso 9 giugno e dedicata allo stato di avanzamento della bonifica del SIN da parte di Eni Rewind e ai progetti di valorizzazione dell’area ex Enichem. Durante la seduta tutti – maggioranza di centrodestra, opposizione di centrosinistra Pd compreso, associazioni presenti – avevano condannato la decisione degli amministratori di Monte Sant’Angelo di non partecipare al confronto pubblico. Una questione anche politica per il Pd sipontino, che ha chiesto al sindaco Pierpaolo d’Arienzo, segretario provinciale dei dem, di rivedere questa posizione di chiusura. 

Nelle ore successive all’incontro la maggioranza a Monte Sant’Angelo sta polemizzando sulle modalità di convocazione adottate ma in verità è da anni che, come ricordato dall’ex candidato sindaco Gaetano Prencipe, si registra l’assenza di interlocuzione. Da quando nel 2022 d’Arienzo in campagna elettorale disse pubblicamente che “sulle questioni relative al territorio di Monte decide Monte”, a sottolineare che la gran parte del SIN ex Enichem compete loro e non riguarda i vicini sipontini. 

“C’è una volontà di mostrare con la lingua dei segni, che quando Manfredonia chiama noi dobbiamo presentarci, senza concordare il giorno e a prescindere dagli impegni che possiamo avere o dalla forma utilizzata, perché io so’ io e voi”, commenta il consigliere Pd montanaro Antonio Masulli. 

“Anche se i temi che si vogliono trattare attengono a questioni ricadenti nel territorio di Monte Sant’Angelo, siamo noi che dobbiamo presentarci alla corte del re Manfredi, e non vi azzardate ad obiettare perché sennò fate campanilismo. Mentre noi non ci presentiamo, accade che i documenti originali conservati presso l’ufficio della presidente del consiglio comunale di Manfredonia, una volta fotografati, vengano messi a disposizione di un gruppo politico che a Monte Sant’Angelo attacca sistematicamente sia la maggioranza che la maggioranza della minoranza in consiglio comunale. Abbiamo il sentore di aver capito quale consigliere comunale di minoranza sarebbe stato gradito nella sessione straordinaria di martedì 9 giugno. La domanda tutta politica nasce spontanea: si può ritenere ufficiale che tra i banchi dell’opposizione in consiglio comunale a Monte Sant’Angelo, da oggi, siede anche Manfredonia?”, la conclusione di Masulli. 

Nessuna spiegazione sul perché il presidente del consiglio comunale di Monte Sant’Angelo non avesse messo a conoscenza tutti gli eletti, opposizione compresa, dell’invito pervenuto a Palazzo di Città. 

“Di questo invito, il gruppo consiliare A Monte è venuto sapere solo il 9 giugno, come siamo venuti a sapere che, da parte dell’amministrazione di Monte Sant’Angelo, è stata inviata una risposta con la quale si annunciava l’assenza del nostro Comune, quindi anche del gruppo di minoranza A Monte”, fa sapere il gruppo guidato dall’ex candidato sindaco Felice Scirpoli.

“Ad oggi, il gruppo di minoranza A Monte non ha mai delegato nessuno, ripetiamo nessuno, a rappresentare le proprie posizioni politiche e, quindi, a parlare a nome e per conto nostro! Quanto accaduto è grave, perché denota da parte della maggioranza un atteggiamento di arrogante sostituzione nelle posizioni anche della minoranza, ma così non può e non deve essere né ieri, né oggi, né domani. Va sottolineato, però, che è alquanto inusuale l’invito, da noi mai ricevuto pur avendo un luogo e un indirizzo istituzionali facilmente raggiungibili, con indicazioni vaghe e con un tono anche perentorio. In genere gli inviti non hanno, e non devono avere, un tono inquisitorio o perentorio se vogliono sortire un effetto positivo. Una cosa è certa, a nostro avviso: quando si parla di argomenti fondamentali come lo sono il futuro dello sviluppo industriale della piana di Macchia e il futuro del Sito di Interesse Nazionale non dovrebbero esserci campanilismi né dovrebbero esserci giochi a chi corre più avanti o a chi fa prima. Una classe politica matura dovrebbe mettersi seduta a ragionare, mandando in soffitta le appartenenze di partito, se ce ne sono, e gli atteggiamenti di localismo”.

Chi ha provato a mediare è stata la consigliera comunale sipontina Maria Teresa Valente: “Concordo sulle modalità errate di convocazione. Infatti nel mio intervento in aula ho dichiarato che andava indetto un consiglio comunale congiunto, ovviamente con luogo, giorno e orario decisi insieme). L'amministrazione di Monte, vista la tematica trattata, non poteva essere semplicemente ospite”. 

Ma del resto gli stessi manager di Eni Rewind durante l’assise monotematica avevano auspicato una seduta congiunta che permettesse una discussione con entrambi gli enti coinvolti. 

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testatina dillo al direttore WEB

 



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