Chi si aspettava uno di quei momenti durante i quali ci si parla addosso, manifestando buoni propositi che restano poi irrealizzabili, si è ricreduto quasi da subito. Il meeting ‘La portualità di Manfredonia: stato e prospettive’, organizzato dal Lions Club Manfredonia Host, ha offerto una marea (per restare in tema) di spunti al pubblico presente nell’auditorium C. Serricchio di Manfredonia. Numeroso, nell’ordine quasi di un centinaio di unità, ed interessato dal primo all’ultimo minuto delle buone due ore e mezza di conversazioni. Il protagonista assoluto è stato il professore Ugo Patroni Griffi. Il presidente dell’Autorità di sistema portuale del mare Adriatico meridionale ha quasi gigioneggiato, sia durante la sua lunga relazione e sia con veloci incursioni chiarificatrici allorquando la parola era passata a qualcun altro dei relatori presenti. C’erano infatti, oltre al presidente del Lions sipontino Roberto Lo Scocco e il delegato all’organizzazione Salvatore Guglielmi, il governatore del Distretto 108AB Puglia Pasquale Di Ciommo, l’onorevole Antonio Tasso a fare da moderatore, il Sindaco Gianni Rotice e Ivano Chierici, vicepresidente Confindustria Foggia.
“I porti sono al servizio dell’economia” è stata la frase introduttiva di Patroni Griffi, che è valsa per spiegare la direzione seguita finora nella sua presidenza, attraverso un profluvio di dati e informazioni circa il porto di Manfredonia.
Per quanto concerne la movimentazione delle merci, “negli ultimi 5 anni, è il porto italiano cresciuto di più in termini percentuale. Anche quando c’era il Covid – ha aggiunto -, è stato l’unico che ha continuato a crescere”. Nel 2022, il computo complessivo dice che sono state movimentate 705.444 tonnellate. Sono lontani i numeri record di 1.761.630 tonnellate del 1988, ma è un ottimo risultato tenendo conto che nel 2011 erano state solo 356.957 tonnellate.
Patroni Griffi non si accontenta e ha infatti ricordato che si tratta di un risultato “mortificato dalla irrisolutezza dei problemi rivenienti dal passato. Abbiamo un porto alti fondali la cui funzione è limitata perché per 40 anni non è stata spazzata nemmeno la polvere, nonostante la prima cosa fare sarebbe sempre la manutenzione e, soltanto dopo, si dovrebbero aggiungere le ulteriori attività”.
Tra gli interventi già realizzati, è stato ricordato l’allestimento della banchina di Ponente dedicata/destinata al traffico passeggeri e la novità del porto turistico Marina del Gargano “entrato a far parte delle nostre competenze a decorrere dal 1° gennaio 2020”. Patroni Griffi ha anche anticipato che “di recente, abbiamo rilasciato l’AUZES per la realizzazione di un solarium che potrà ampliare ulteriormente la già ricca offerta di servizi del porto turistico”.
È terminata la caratterizzazione ambientale dei fondali del porto commerciale, ora “è in fase di redazione il piano di gestione dei sedimenti, in sincronia con la redazione della proposta di Piano regolatore portuale”. In corso anche un ulteriore progetto, del valore di 1,5 milioni di euro, che prevede la realizzazione di punti di sbarco, bagni pubblici, area coperta per la riparazione delle reti, depositi e magazzini per i pescatori.
Il ‘piatto ricco’ della relazione proposta dal presidente dell’Adsp Mam è stato l’approfondimento sulla programmata ristrutturazione e rifunzionalizzazione del molo alti fondali. Un intervento programmato di importo pari a 121 milioni di euro per “una delle opere più importanti in Italia. E, in una zona ad economia depressa come è questa, vale un punto e mezzo di PIL”. Un piccolo miracolo, nonostante le titubanze iniziali ai piani alti delle istituzioni. “Mi hanno chiesto se fossi consapevole dell’enormità di soldi che avevo previsto si dovessero utilizzare per Manfredonia – il dietro le quinte - e risposi che o Manfredonia deve avere un porto come nella visione che stiamo realizzando oppure l’alternativa sarebbe demolirlo, e anche questo comporterebbe enormi costi”.
Sarà creato “un esoscheletro in metallo per rafforzare, che diventerà un fattore caratterizzante della struttura, come una sorta di landmark architettonico”. Si tratta di un progetto “pazzesco”, Patroni Griffi l’ha definito così, perché “il revamping di quest’opera è estremamente sfidante”.
Come tutte le opere che godono di finanziamenti provenienti dal PNRR, dovrà essere realizzata entro il 2027. La Sovrintendenza ha impiegato “soltanto 24 ore per esprimere il proprio parere, si meritano un applauso”, ha osservato per corroborare la constatazione dei tempi biblici della burocrazia. Al momento, comunque, è in Conferenza di servizi.
Grazie alle domande dell’onorevole Tasso, il presidente dell’Adsp Mam ha confermato innanzitutto l’allungamento del braccio del molo di Levante e poi ha detto la sua, senza ipocrisia, sui tanto discussi nastri trasportatori.
“Ho la convinzione che non servissero a nulla, tanto è vero che avevamo avviato un procedimento per la demolizione in danno. Gli uffici stanno tirando le somme e faremo ciò che è necessario per la valorizzazione del porto. Il procedimento per la demolizione è soltanto sospeso – ha chiarito - e, se non ci saranno alternative, lo andremo a riprendere. Quei nastri sono senza titolo. Non hanno nessun procedimento concessorio, nessuno li ha mai utilizzati, non c’è nessuna legittimazione che siano nel porto”. Il momento “è vicino, molto più vicino di quanto qualcuno possa pensare”, ha concluso.
Entro l’estate, come si era precedentemente lasciato sfuggire.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).