Dopo che i cambiamenti climatici hanno rovinato agli operatori turistici quasi totalmente i mesi di maggio e giugno, con vacanze annullate e posti letto rimasti vuoti, adesso inizia finalmente la stagione estiva. Il weekend appena archiviato è stato il primo davvero in linea – sia per temperature che per flussi – con lo storico del periodo. Ma che estate sarà per il Gargano e il resto della Capitanata?
La pandemia costrinse nel biennio 2020-2021 a fare a meno dei turisti stranieri, tornati nel 2022 quando si registrarono numeri record in Puglia poiché al mercato interno si aggiunse quello estero. Ora c’è da chiedersi se gli affari sfumati nelle ultime settimane saranno compensati da maggiori arrivi e presenze tra settembre e ottobre, come sperano a Vieste, locomotiva del comparto turistico di Capitanata e Puglia. Del resto, chi ha dovuto rinunciare a partire è presumibile che intenda rifarsi più avanti.
Secondo l’ultimo rapporto sul turismo dell’istituto Demoskopica, quest’estate in Italia sono attesi ben 68 milioni di visitatori. Una buona percentuale di questi sceglierà la Puglia, che si conferma tra le regioni più attrattive in particolare per il periodo estivo. Ma non solo. Gli ultimi dati previsionali sul turismo nazionale premiano spiagge e località d’arte pugliesi con numeri che rinverdiscono i fasti pre-Covid.
Rispetto al 2022 il Tacco d’Italia si prepara a ricevere 2 milioni 800mila visite (+3,4%) per un totale di 12 milioni e mezzo di pernottamenti (+2%), nonché un aumento della spesa turistica del 2,8%, una cifra pari a 1,7 miliardi. Si attende dunque un incremento di quelli che erano stati i numeri già più che soddisfacenti del 2022, presentati a febbraio scorso alla Bit di Milano. Numeri che avevano trovato conferma anche nei flussi sui due maggiori aeroporti di Bari e Brindisi che nell’ultimo report avevano registrato un +20,8% di passeggeri tra arrivi e partenze rispetto all’anno precedente. Un grande balzo in avanti soprattutto per quanto riguarda il turismo dall’estero, ma a mantenere un ottimo trend è anche quello di prossimità.
Segnali positivi sono giunti di recente anche dal sesto Rapporto del turismo enogastronomico italiano: la Puglia sale sul podio delle mete preferite per le prossime vacanze, all’insegna del buon cibo: il 23% dei turisti italiani e il 22% dei turisti appassionati di enogastronomia vorrebbero visitare la Puglia, terza per preferenze nella classifica nazionale subito dopo Sicilia e Sardegna. Il food & wine pugliese si conferma un volano per il turismo della regione.
Maggio e i primi 20 giorni di giugno sono stati caratterizzati da parecchie giornate di maltempo e temperature molto al di sotto delle medie stagionali. Ma a Vieste - fresca di riconoscimento delle Cinque Vele per il suo splendido mare, tra i più belli in Italia a detta di Legambiente e TCI - il comparto turistico resta come sempre ottimista.
“Come dico sempre, la processione si vede quando si ritira”, esordisce a l’Attacco Mariella Nobiletti, albergatrice e presidente del consorzio Gargano Mare. “Abbiamo avuto settimane di stand by a causa del maltempo, le prenotazioni si erano fermate dopo il ponte del 2 giugno. Anche a maggio la gente non è partita dì a causa del meteo, tranne i bus già programmati. Sicuramente abbiamo avvertito il colpo ma da due giorni siamo ripartiti con le prenotazioni. Finalmente è iniziato il vero caldo, la differenza è evidentissima rispetto alle scorse settimane. Quello appena trascorso è stato il primo vero weekend estivo, nonostante Vieste sia stata interessata da un forte vento. Penso, però, che alla fine di questa stagione trarremo un buon bilancio e che chiuderemo l'estate come quella del 2022. Sono convinta che possiamo recuperare a settembre e ottobre ciò che abbiamo perso tra maggio e giugno, perché chi non è partito per le vacanze a maggio lo farà a fine estate. La richiesta di informazioni già la stiamo verificando”.
Prima il biennio pandemico, ora i cambiamenti climatici. Però la città del Pizzomunno resta sempre capitale pugliese delle vacanze, forte del primato nella capacità ricettiva e di un territorio adatto davvero a tutti i gusti. “Ogni anno ne abbiamo una, sta a noi attrezzarci e pensare come lavorare al meglio”, continua Nobiletti.
“Credo che le strutture ricettive quest'anno faranno una chiusura ritardata di un mese, lavorando anche a ottobre per recuperare quello che hanno perso tra maggio e giugno. Rispetto ai flussi stranieri al momento la situazione è simile al 2022, non so più avanti cosa potrà accadere. Oltre ai soliti Paesi, stiamo registrando anche l'arrivo di nuovi mercati come quello norvegese e dei Paesi scandinavi più in generale. E’ un movimento molto interessante perché è gente che viaggia fuori stagione e ci può dare una grossa mano a destagionalizzare. Si tratta di un mercato che spende e che è fatto di persone che amano la natura e lo sport. Apprezzano molto il territorio garganico per la sua conformazione, perché permette loro di passare dalla montagna al mare, alla Foresta Umbra”.
Nelle scorse settimane l’amministrazione comunale ha investito altre risorse nel recupero di vari recuperi di tanti sentieri perfetti per escursioni e trekking. “Sono interventi che vanno nella direzione di attrarre il turismo naturalistico e sportivo, che interessa la media e bassa stagione”, sottolinea Mariella Nobiletti.
Ma quanto sta incidendo la riattivazione dei voli dall’aeroporto Gino Lisa di Foggia, per ora limitati solo a Milano, Torino, Catania, Verona e Mostar? “Sicuramente l’effetto c’è, lo vediamo. Ci aiuta, è un elemento in più rispetto al passato. Il nostro sogno, come comparto turistico, è ovviamente aumentare il numero dei voli e delle rotte, inserendovi qualche capitale europea. Serve inoltre migliorare il collegamento tra il Gino Lisa e le destinazioni costiere del Gargano. Qualcosa è stato fatto, con collegamenti bus e autonoleggi in aeroporto. Il Lisa può darci un’ulteriore spinta ma mi riferisco soprattutto alla bassa stagione, quando i flussi possono essere favoriti dalla possibilità di raggiungere in breve tempo Gargano, Tavoliere Monti Dauni. Può rivelarsi determinante per spingere le destinazioni non legate al turismo balneare”.
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