Ceschin: “Buon lavoro di alcuni operatori e prezzi bassi, ma sul posizionamento resta ad anno zero”

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Dopo anni di arretramento nei flussi turistici, torna a crescere San Giovanni Rotondo. A renderlo evidente sono i dati definitivi diffusi dall’agenzia regionale Pugliapromozione, nei giorni scorsi, relativi al 2022. Lo scorso anno la città di San Pio ha avuto 355.861 presenze (+ 133.580 rispetto al 2021) e 189.711 arrivi (+71.545 rispetto al 2021). Era cresciuta di 90.580 unità nelle presenze tra 2020 e 2021 (da 131.701 a 222.281) e negli arrivi, + 51.957 (da 66.209 a 118.166). Se si considera la Capitanata, le principali mete turistiche sono tutte concentrate nel Gargano: Vieste, Peschici, San Giovanni Rotondo, Rodi Garganico che complessivamente rappresentano il 76 per cento del flusso turistico provinciale. Il segno più che accompagna arrivi e presenze negli ultimi anni è un dato estremamente positivo per una città che ha perso molte posizioni nel recente passato.

Un anno fa Pugliapromozione pubblicò un’analisi molto accurata sul trend 2015-2021, da cui si evidenziava l’evoluzione avuta dal Tacco d’Italia e dalle sue principali località. Nel 2015 San Giovanni Rotondo figurava nella top 15 delle destinazioni turistiche pugliesi: era al decimo posto con 404.209 presenze complessive (di cui 86.431 stranieri), dopo Vieste, Ugento, Otranto, Peschici, Bari, Fasano, Lecce, Gallipoli e Carovigno.

Nel 2019 scese al dodicesimo posto con 442.774 presenze totali (di cui 113.825 stranieri) dopo la solita Vieste, Bari, Ugento, Lecce, Otranto, Fasano, Peschici, Carovigno, Gallipoli, Melendugno e Monopoli. Nel 2021 San Giovanni Rotondo era del tutto sparita dalla classifica delle 15 principali destinazioni turistiche pugliesi: c’erano Vieste, Ugento, Peschici, Bari, Otranto, Lecce, Gallipoli, Fasano, Melendugno, Carovigno, Ostuni, Monopoli, Porto Cesareo, Rodi Garganico e Castellaneta.

Ma come vanno interpretati i dati 2022 di San Giovanni Rotondo? Si è di fronte a nuova linfa per il turismo religioso, che l’ha sempre caratterizzata? Quel che è certo è che dopo la terribile fase pandemica sono tornati lo scorso anno i turisti stranieri. Quanto allo stato di salute del segmento che caratterizza il paese garganico, se nel mondo il turismo religioso muove più di 18 miliardi di dollari e 330 milioni di persone, per l’Italia ci si prepara sin da adesso al Giubileo del 2025. Proprio in vista dell’evento è stato previsto dal Ministero del turismo uno stanziamento di circa 4,5 milioni di euro per i cammini religiosi.

Chi conosce molto bene la città – come del resto tutta la Capitanata – è Federico Massimo Ceschin, che a San Giovanni Rotondo lavorò ai grandi eventi nello staff del sindaco tra il 2008 e il 2011 e tuttora segue le mosse del comparto turistico sangiovannese. Esperto di turismo e di valorizzazione dei beni culturali e ambientali, il veneto oggi è presidente nazionale di SIMTUR (associazione a carattere tecnico, scientifico e culturale, costituita per garantire la qualità dei servizi dei propri associati, professionisti della mobilità e del turismo sostenibile) ed è stato nominato ambasciatore del Patto europeo per il clima della Commissione europea.

 “C'è stato un buon lavoro parte di alcuni tour operator di San Giovanni Rotondo, che anche durante il biennio pandemico, approfittando di quel tempo immoto, hanno mostrato fermento e lavorato su mercati interessanti, svolgendo ad esempio missioni a Fatima in Portogallo e in Brasile. In particolare hanno studiato il caso del santuario di Fatima. L’altro fattore è la leva del prezzo: generalmente anche gli alberghi più importanti di San Giovanni Rotondo sono andati nella direzione di incoraggiare i viaggi da parte di chi ha destinazioni diverse, per esempio veneti e lombardi che vanno in Salento e che si convincono a spezzare il viaggio a San Giovanni Rotondo. Le offerte che si trovano a San Giovanni Rotondo sono davvero significative, con camere anche a 30 euro. Si è ripreso a riempire le strutture ricettive. Andrebbe poi analizzata la permanenza media”.

Per Ceschin “non è solo turismo religioso quello dei flussi in aumento”. “Resta quella la vocazione più celebre del paese, è chiaro che chi viene da lontano - per esempio dal Brasile - collega la motivazione di viaggio alla devozione e quindi arriva in Italia per visitare Roma e poi San Giovanni Rotondo. Oggi ci sono agenzie sangiovannesi che commercializzano tutta la Puglia”. Ma quanto si è lavorato sull’esperienza della vacanza? “Sul posizionamento di San Giovanni Rotondo siamo per me all'anno zero. Oltre alla notorietà determinata dal Santo, questa città resta a zero rispetto al lavoro fatto sulle aspettative di viaggio. Al contempo va detto che esistono operatori che hanno compreso di dover guardare oltre il campanile in senso stretto, di dover guardare alle altre località di Capitanata e Puglia. C'è una consapevolezza nuova in questo senso e non era così scontato fino a qualche anno fa”.

A differenza di città come Vieste e Mattinata, le amministrazioni sangiovannesi non paiono focalizzate sulla promozione turistica. “Una decina di anni fa conobbi un dirigente che si occupava di analisi turistica. Faceva un report ogni anno e, grazie anche a Confcommercio, analizzava i numeri. Rimaneva sempre un po' mortificato dal fatto che quei numeri non spingevano alcuna scelta di indirizzo strategico e di pianificazione da parte dell'amministrazione comunale. Anche adesso, al momento di redigere i progetti da candidare ai fondi del PNRR, il pubblico – ovvero il Comune – ha inserito la circonvallazione, mentre i privati hanno pensato di chiedere un centro congressi, un altro oltre a tutte le strutture analoghe già esistenti. Se ci sono tante strutture ma quella non è una città da turismo congressuale una domanda bisognerebbe porsela…”, osserva Ceschin. “Questo, purtroppo, continua a essere il gap di San Giovanni Rotondo: il turismo resta un fenomeno che non viene assolutamente governato. Non è una cosa che succede solo a San Giovanni Rotondo ma qui fa più specie perché questa città continua ad avere numeri significativi”.

Resta da capire anche che effetti sta avendo la riattivazione dei voli dall'aeroporto Gino Lisa di Foggia e, in particolare, se si stiano creando le condizioni per flussi interessanti in virtù del collegamento con Mostar, in Jugoslavia, vicina al santuario mariano di Medjugorje. “Non è automatico. Serve far incontrare Aeroporti di Puglia, operatori sangiovannesi e qualche referente di Mostar. Se gli operatori capiscono che c'è mercato si attivano. Davvero non si sente la mancanza di un'agenzia di promozione territoriale come era la vecchia Promodaunia? So che può sembrare una provocazione, considerati tutti i difetti che aveva. L’amministrazione di Vieste, per il ruolo che ha quel territorio nel turismo, credo che potrebbe assumere una leadership anche morale per mettere attorno a un tavolo gli operatori”, conclude Ceschin.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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