Anche a Lesina situazione preoccupante ma senza catene circo mediatico non si mobilita (manco le istituzioni)

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Con una mossa dal forte impatto mediatico, tutoliana l’ha definita qualcuno rievocando le battaglie del politico lucerino, il Sindaco di Cagnano Varano Michele Di Pumpo è riuscito a focalizzare l’attenzione di tutta la Puglia su quanto sta accadendo al lago di Varano. Insomma, incatenarsi funziona. Ma non appena il problema ecologico e ambientale si è palesato è partita la corsa allo scaricabarile. L’eco mediatica della vicenda è stata così forte che i rappresentanti politici del territorio si sono precipitati a manifestare solidarietà e impegno per risolvere il problema del lago. Immediata anche la convocazione di un incontro in Prefettura. Reazioni che non sono passare inosservate a Lesina, dove c’è pure un lago che ha le stesse problematiche di quello di Varano. Il primo cittadino Primiano Di Mauro aveva lanciato l’allarme ad ottobre scorso: senza incatenarsi, aveva convocato la stampa a Palazzo di città per esprimere tutta la propria preoccupazione per lo stato di salute del lago.

In quella circostanza non ci furono particolari reazioni. Fonti in Comune rivelano che il Sindaco avrebbe inviato una nota agli uffici governativi per ricordare come nel corso degli ultimi mesi siano arrivate da Lesina più e più sollecitazioni in Prefettura per porre in essere attività volte a arginare i rischi di ulteriori emergenze per il lago. Quasi a sottolineare che non ci sono due situazioni distinte e separate per le quali non si giustificherebbe una disparità di trattamento, la nota si sarebbe conclusa con il richiamo ai “principi di uguaglianza e pari dignità istituzionale, costituzionalmente sanciti”.

“Questo è il problema, noi garganici abbiamo un limite, una malattia: guardare sempre con un occhio solo. Le due lagune vanno osservate nel loro complesso, non in maniera separata: con due occhi”. A parlare è Gianfranco Pazienza, legambientino e ricercatore ex Cnr, membro del Gruppo di Azione Costiera e impegnato nell’ambito del Feamp (Fondo per gli affari marittimi e pesca) con un progetto di formazione e informazione rivolto agli operatori della pesca e dell'acquacoltura.  C'è differenza tra quello che è successo qualche mese fa a Lesina e quello che sta succedendo oggi a Varano? “No – la risposta netta dello studioso – assolutamente. E’ la stessa cosa. Forse l'anno scorso la situazione era persino più severa dal punto di vista delle temperature, molto alte già da metà maggio. Abbiamo monitorato le temperature in mare, al largo di Capoiale: il 12 luglio la temperatura superficiale era 30°, sul fondo a 12 metri era 24. Adesso probabilmente sarà un paio di gradi più alta e immagino che nelle acque del lago (Varano non supera i 5 metri di profondità) siano molto superiori”.

Le alte temperature, oltre ad altri fattori, provocano il proliferare di tutta quella quantità di biomassa che oggi ha determinato l’allarme per lo stato di salute del lago. Nonostante questo, così come era successo a Lesina lo scorso autunno, il livello di ossigenazione è ancora sufficiente, anche se le alte temperature che si registreranno anche nei prossimi giorni potrebbero finire per aggravare la situazione.

Tuttavia non è una condizione irreversibile, rassicura Pazienza. “Non appena le condizioni lo consentono, il normale ciclo biologico si ripristina – conferma il ricercatore -.  Il tema vero ha a che fare con la corretta gestione delle lagune, che non si limita soltanto alla apertura e chiusura dei canali, si tratta piuttosto di una combinazione di più elementi e di attività che vanno effettuate durante tutto l’anno e che riguardano il controllo dell’apporto di nutrienti, dei prodotti usati in agricoltura, degli scarichi non depurati che finiscono nei laghi e così via che favoriscono la crescita e l'esplosione delle fioriture di fitoplancton. Il punto è che dobbiamo fare i conti con i cambiamenti climatici e capire quali sono i cicli ecologici. Non in emergenza ma in maniera costante. Soprattutto bisogna intervenire senza creare disagi”.

Ad esempio all’economia balneare, spalancando i canali ora, le alghe e i batteri finirebbero in mare, nelle zone che in questo momento sono prese d’assalto dai turisti, come peraltro già accaduto nei pressi di Foce Varano e Lido del Sole, tanto che il Sindaco di Rodi Carmine d’Anelli ha dovuto rassicurare i cittadini che non si tratta di liquami ma di flora acquatica per l’appunto.

L’eco mediatica che ha scatenato il caso Varano dimostra come quell’ecosistema sia vitale per le comunità costiere, sia dal punto di vista identitario ma soprattutto economico e sociale. Ecco perché per Pazienza la battaglia del Sindaco di Cagnano va sostenuta.

“Va dato merito al primo cittadino ma non si può parlare di una laguna sì e dell’altra no. Entrambe hanno problemi pressoché identici: di amministrazione, di ecologia, di mancato governo, di scelte istituzionali e gestionali pubbliche e degli operatori. Non si possono trattare diversamente l'una dall'altra.  Poi in emergenza, capita che ci si scarichi le responsabilità a vicenda però in questo modo si crea ulteriore confusione e si scatenano quelle guerre fratricide nelle quali ognuno pensa al proprio interesse. Non si trova il bandolo vero della matassa che è appunto quello di convincere privati, pubblici e istituzioni regionali, comunali, locali, Parco che il tema va governato e condiviso con regole uguali per tutti da rispettare tutto l'anno. In passato era così del resto, chi viveva la laguna sapeva esattamente quali erano i periodi dell'anno in cui bisognava far entrare il pesce, quali erano i periodi dell'anno in cui bisognava pescarli, qual era il periodo dell'anno in cui andavano aperti i portelloni per far circolare l'acqua e i sedimenti e quindi ripulire i canali. Andrebbe recuperata quell’esperienza dei pescatori e forse ripensare alla ricchezza del Gargano che non è solo rappresentata dalla Foresta Umbra. Proprio le lagune hanno la capacita di filtrare le acque che diversamente arriverebbero in mare tal quale. Invece è proprio grazie ai laghi che il mare in quella zona è cristallino, pulitissimo”.

Ecco perché non ci dovrebbero essere divisioni nella tutela dell’ambiente ma una strategia condivisa.

Intanto la consigliera del M5S e delegata regionale alle politiche culturali Grazia di Bari ha chiesto di audire in commissione ambiente l’assessora Anna Grazia Maraschio, gli uffici competenti, un rappresentante di Arpa Puglia e i Sindaci dei Comuni di Cagnano Varano, Carpino ed Ischitella.

“Parliamo del maggiore lago costiero italiano - evidenzia Di Bari - che dovrebbe essere una risorsa paesaggistica e turistica per l’intero territorio, al contrario di quanto avviene oggi. Parliamo di una questione che deve andare oltre l’appartenenza di partito e la polemica politica”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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