E’ allarme per la vera pasta Made in Italy con il grano duro pugliese che viene pagato oltre il 30 per cento in meno rispetto allo scorso anno nonostante i raccolti siano stati decimati dal clima, mentre si è intensificato il via vai al porto di Bari di navi cariche di grano straniero. E’ quanto afferma la Coldiretti Puglia, in occasione del capitombolo del prezzo del grano duro che nella ultima quotazione alla Borsa merci di Foggia ha perso 60 euro a tonnellata.
Con gli agricoltori che hanno speso per produrre grano fino a 300 euro a ettaro in più rispetto ai periodi pre-conflitto in Ucraina, la domanda di grano 100 per cento Made in Italy si scontra con anni di disattenzione e di concorrenza sleale delle importazioni dall’estero, soprattutto da aree del pianeta che non rispettano le stesse regole di sicurezza alimentare e ambientale in vigore in Italia. Proprio in queste ore sono sei le navi attraccate al porto di Bari per scaricare grano estero, oltre due navi che attendono in rada di poter attraccare e altre due in arrivo nelle prossime 48 ore, per un totale di 10 navi cariche di frumento duro proveniente da Turchia, Egitto, Malta, Romania e altri Paesi del mondo.
“L’inaccettabile taglio dei compensi ha fatto scendere i prezzi del 40 per cento rispetto allo scorso anno. Non è accettabile – afferma Coldiretti Puglia – che di fronte all’aumento del prezzo della pasta al consumo rilevato dall’Istat a giugno pari al 12 per cento, il grano duro nazionale necessario per produrla venga invece sottopagato appena 33 centesimi al chilo agli agricoltori che per potersi permettere anche solo un caffè devono vendono ben 4 chili di frumento. I ricavi – afferma la Coldiretti regionale – non coprono infatti i costi sostenuti dalle imprese agricole e mettono a rischio le semine ma anche la sovranità alimentare del Paese con il rischio di abbandono di buona parte del territorio”.
“E’ necessario adeguare subito – sottolinea la Coldiretti – le quotazioni del grano duro per sostenere la produzione in un momento difficile per l’economia e l’occupazione. Le migliori varietà di grano duro selezionate coltivate dagli agricoltori sul territorio pugliese che produce più di 1/4 di tutto il frumento duro italiano. Le superfici seminate – aggiunge Coldiretti Puglia – potrebbero ulteriormente raddoppiare già a partire dalla prossima stagione, con la produzione di grano che deve puntare sull’aggregazione, essere sostenuta da servizi adeguati e tendere ad una sempre più alta qualità, scommettendo esclusivamente su varietà pregiate, riconosciute ormai a livello mondiale”.
“Dal grano canadese al pomodoro cinese occorre che tutti i prodotti che entrano in Italia e in Europa – conclude Coldiretti – rispettino gli stessi criteri, rispettando il principio di reciprocità e garantendo così un analogo percorso di qualità nei confronti dell’ambiente del lavoro e della salute”.
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