Tutti al Porto di Bari, con pullman organizzati che arriveranno – oltre che da tutta l’Area Metropolitana barese – da Capitanata, Bat, Brindisi, Lecce e Taranto per una grande manifestazione che riunirà tutti i cerealicoltori pugliesi. L’iniziativa è organizzata da Cia Agricoltori Italiani di Puglia. Lunedì 11 settembre 2023, alle ore 10:30, i produttori cerealicoli provenienti dalle sei province si ritroveranno al Varco della Vittoria posto all’ingresso del porto di Bari.
Terranno un sit-in e una conferenza stampa per tornare a chiedere, con tutta la voce che hanno in corpo, misure che tutelino i produttori cerealicoli e i consumatori italiani; una task force che verifichi dna, provenienza e salubrità dei grani che arrivano nei porti d’Italia; l’attivazione del Registro Telematico e del pacchetto di azioni previste dal programma Granaio d’Italia. Alla manifestazione sono stati invitati e parteciperanno numerosi sindaci, consiglieri e assessori regionali, senatori, deputati e parlamentari europei.
“La battaglia sul valore del grano duro riconosciuto ai nostri cerealicoltori non si ferma”, annuncia Gennaro Sicolo, presidente di Cia Puglia e vicepresidente nazionale di Cia Agricoltori Italiani. “Le quotazioni sono troppo basse e le speculazioni in atto danneggiano enormemente il settore. La petizione lanciata dalla Cia (https://chng.it/zVC8sWyT75) ha avuto un'ulteriore impennata raggiungendo quasi 70mila firme”.
“Se non sappiamo nemmeno da dove provengono e quali standard di salubrità caratterizzano i grani che arrivano nei nostri porti, allora occorre che ci spieghino perché si continua a parlare di sovranità alimentare”, aggiunge Sicolo. “C’è un altro aspetto inquietante, inoltre. Se le massicce quantità di grano importato che arrivano nei nostri porti fossero di provenienza russa, allora saremmo di fronte alla palese e gravissima violazione dell’embargo imposto a chi ha scatenato la guerra in Ucraina. C’è una paurosa speculazione in atto e l’Italia, con i suoi cerealicoltori e consumatori, è la prima vittima. La nostra protesta continuerà finché il Governo italiano non adotterà misure urgenti e adeguate per fermare questa infame e gravissima speculazione”.
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