Il Comune ha proceduto al saldo della quota di iscrizione: e così il prossimo 20 ottobre l'assemblea generale dell’Associazione europea della Via Francigena, riunendosi a Padova, ratificherà l'adesione della città di Foggia all’autorevole realtà associativa che certifica il tracciato ufficiale della secolare via internazionale dei pellegrini. Lo ha fatto sapere il presidente dell’Aevf, l’onorevole Massimo Tedeschi. Un traguardo atteso da anni e raggiunto solo negli ultimi tempi grazie all’impulso della commissione straordinaria che guida Palazzo di Città. Sul punto c’è l’intervento di Michele Pesante, presidente dell’associazione Tratturi e Transumanze (nonché ex consigliere comunale e già dirigente dell’Ufficio Parco Tratturi della Regione Puglia), che da tempo opera per il riconoscimento del capoluogo dauno quale tappa storica dell’importante via peregrinorum, oggi luogo d’interesse di un sempre più crescente e redditizio turismo slow.
“Molto positivo – scrive a l’Attacco Pesante - il comunicato stampa, di circa un mese fa, del prefetto Cardellicchio (numero della commissione straordinaria di Foggia, ndr) sulla titolarità del capoluogo dauno a far parte della via Francigena-Micaelica e l'invito rivolto alla Regione Puglia a porre rimedio. Tutto benissimo. Purtroppo, però, manca un passaggio obbligato. E' necessario – prosegue Pesante - che il Comune promuova un incontro con la Regione Puglia, in particolare con Aldo Patruno (direttore del Dipartimento regionale Turismo, Economia della Cultura e Valorizzazione del Territorio, ndr) per un confronto sul tracciato della via Francigena-Micaelica che attraversa Troia-Foggia-San Leonardo-Monte Sant’Angelo, percorribile e georeferenziata. L'associazione Tratturi e Transumanze – sottolinea il suo presidente - è pronta a dare, gratuitamente, tutto il supporto tecnico e conoscitivo. Il confronto con Patruno, tra l'altro uno dei 4 vicepresidenti Aevf, è un passaggio determinante. E’ inconcepibile infatti che in ottobre potremo far parte dell'Associazione europea delle Vie Francigene senza però aver approvato e riconosciuto il percorso. Cardelliccho è stato splendido, ora può e deve concludere la ‘pratica’”.
Facendo un passo indietro per ricostruire le tappe burocratiche che hanno contraddistinto la “pratica” stessa, va ricordato che, dopo la formale richiesta effettuata dal Comune di Foggia per entrare nell’Aevf - richiesta giunta (dopo anni di inerzia delle passate amministrazioni) a dicembre scorso su iniziativa della commissione straordinaria di Palazzo di Città quando era ancora guidata da Marilisa Magno –, l’Associazione europea della Via Francigena era pronta ad ammettere la città capoluogo nel circuito degli ambìti cammini ufficiali già a fine maggio scorso, in occasione dell’assemblea generale svoltasi a Calais in Francia.
Ma il saldo dell’iscrizione all’Aevf (costo 1.950 euro) non era arrivato per tempo dal Comune di Foggia, nonostante la disposizione della commissione straordinaria agli uffici competenti di eseguire il versamento della somma di spesa già amministrativamente impegnata nero su bianco. Si sarebbe potuto pensare, allora, ad un’inerzia della tecnostruttura, e invece si era poi scoperto che il ritardo nel saldo dell’iscrizione era dipeso dal mancato invio, da parte dell’Aevf, della documentazione necessaria al Comune di Foggia per poter procedere al saldo.
Con il commissariamento del consiglio comunale per infiltrazioni mafiose, infatti, le maglie liquidatorie delineate dal governo prefettizio sono più stringenti e, dunque, a Palazzo di Città, per poter versare i circa 2mila euro richiesti per l’ingresso nel tracciato francigeno, serviva una serie di carte che ratificassero pulizia e limpidezza dell’associazione europea. Carte che infine sarebbero arrivate nelle scorse settimane da Fidenza (sede dell’Aevf) a via Gramsci. La pratica all’attenzione dell’Ufficio cultura del Comune di Foggia, ora, dunque, è conclusa. Il pagamento è stato finalmente effettuato.
Ma resta l’ultimo nodo che per Pesante è necessario sciogliere celermente. E cioè l’intesa tecnica tra Comune di Foggia e Regione Puglia sulla versione definitiva del percorso storico che attraversa la città di Foggia da sottoporre al vaglio e all’approvazione dell’Aevf. L’ingresso del capoluogo dauno nel tracciato francigeno-micaelico è infatti motivato da ragioni storiche individuabili negli studi di prestigiosi storiografi nonché di Regione Puglia, Puglia Promozione e Provincia di Foggia, sulla base dei quali Pesante ha redatto e consegnato al commissario Cardellicchio la relativa cartografia finale da far approvare a Bari e consegnare poi a Fidenza. Una battaglia per lo sviluppo del territorio cittadino, quella relativa all’ingresso di Foggia nella Via Francigena, che il presidente di Tratturi e Transumanze conduce ormai da molto tempo.
Anche Tedeschi, qualche mese fa su queste colonne, aveva argomentato la bontà di una simile battaglia spiegando come Foggia abbia tutte le carte in regola affinché la cosa vada definitivamente in porto. “Primo criterio utile all’ammissione è la presenza di una fedeltà storica rispetto ai percorsi tradizionalmente battuti dai pellegrini nel corso dei secoli: la città di Foggia rientra ampiamente in questo tracciato. Ciò – aveva già evidenziato il presidente Aevf a l’Attacco - è testimoniato da autorevoli fonti storiografiche (da Infante a Calò Mariani, passando per Jean-Marie Martin, ndr) che indicano nell’asse Troia-Monte Sant’Angelo, attraverso il capoluogo dauno (e la sua via Arpi, ndr) nonché Siponto (insieme alla sua Basilica, ndr), uno dei tradizionali itinerari storici. Viene spiegato – aveva raccontato Tedeschi - pure nella relazione che il Comune di Foggia ha inviato all’Aefv per supportare la bontà della sua richiesta. Ma, a monte di un’ammissione, c’è anche una motivazione pratico-logistica: annoverare nell’itinerario una città come Foggia consente al camminatore la possibilità di usufruire di servizi che in altre realtà non troverebbe”.
La relazione comunale, precedentemente inviata insieme alla richiesta di ammissione, in sostanza, racconta quello che Michele Pesante definisce: “Un tracciato bellissimo, in cui c’è il Foggia-Campolato che si dipana per via Manfredonia, lungo un tratto alberato e servito da punti di ristoro, fino ad Amendola. Da cui, poi, si va nei campi, in area di transumanza coincidente con il sistema viario francigeno: così da Località Signoritto, tra l’altro luogo da cui parte pure un sentiero che giunge a San Giovanni Rotondo solcando la Valle dell’Inferno, inizia il percorso che porta a San Salvatore, Masseria Tomaiolo, Pulsano, Monte Sant’Angelo”. Quanto Pesante racconta è testimoniato anche nelle cartografie di rara bellezza disegnate da Antonio Nunzio Michele nel 1686.
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