Non è il traforo del Monte Bianco, chiuso due giorni fa, e non ci sono ancora i dati del Pil che in Piemonte stimano nella perdita di 1.500 posti di lavoro, ma in proporzione le conseguenze sono le stesse. La chiusura prolungata della galleria “Passo del Lupo” sta provocando danni e disagi inimmaginabili per chi non vive, opera e lavora al di qua e al di là del traforo che di fatto rappresenta il confine tra Puglia e Molise sulla Strada Statale 17, l’unica arteria in grado di sopportare l’intenso traffico veicolare nella direttrice verso Roma. Ne stanno facendo le spese le popolazioni residenti che per spostarsi solo di pochi chilometri sono costrette a fare giri lunghi e tortuosi sulle provinciali della zona che non possono certamente assolvere alla gestione di un numero elevato di mezzi, tanto meno quelli pesanti. E ancora di più ne stanno facendo materialmente le spese le attività commerciali e ricettive che hanno basato il proprio business soprattutto sul passaggio di tanta gente che deve fare rifornimento di carburante, deve acquistare generi di primi necessità e deve fermarsi a mangiare.
“Da quando hanno chiuso, siamo passati da 35-40 coperti al giorno a massimo 3-4 – è la conferma di Filomena Frandina, titolare del Punto Ristoro La Lanterna, collocata sulla Statale 17 nei pressi del bivio per Motta e Volturino – perché la nostra attività è frequentata a pranzo, quando si fermano persone che devono raggiungere Lucera o andare verso il Lazio. Stiamo morendo a causa della chiusura della galleria e a nessuno importa questo, mentre noi continuiamo a fare sacrifici per restare vivi e non chiudere la nostra storica attività. Speriamo che qualcuno si svegli, perché sta diventando veramente difficile sopportare tutto questo, non solo per noi ma anche per i nostri vicini di altri settori commerciali”.
E in effetti anche dal bar distributore che sorge nelle vicinanze fanno sapere che il fatturato ha subito una forte contrazione, così come altre attività che stanno lamentando veri e propri problemi economici prolungati. “Se lavorano solo due persone due volte al giorno, rimarremo così fino a Natale 2033 – ha commentato Vincenzo Campitelli che opera nel settore della distribuzione per la ristorazione – mentre in altre zone d’Italia provvedono ad attivare una strada alternativa e lavorano su tre turni, quindi senza interrompere mai il cantiere. Veniamo trattati sempre come gli ultimi degli ultimi, perché ci considerano già morti, nessuno più protesta e soprattutto nessuno interviene a nostra difesa”.
“Hanno preferito differire la chiusura della galleria e l'inizio dei lavori a settembre, rispetto alla chiusura a luglio originariamente prevista, per non danneggiare il flusso turistico – ha commentato Maria Pia Altieri, professione avvocato - così creando enormi problemi a lavoratori e studenti che quotidianamente devono raggiungere Campobasso e non riescono a conciliare i propri orari di lavoro e di scuola con i tempi di viaggio, senza che, in tutto ciò, ci sia stata il benché minimo adeguamento degli orari dei già scarsi mezzi pubblici”.
“E’ vergognoso – ha concluso Antonio Mazzitelli – perché la galleria è rimasta aperta in estate con l'università chiusa e le ferie, solo per favorire le feste nei paesini. Ora, invece, lavoratori e studenti pendolari devono affrontare quelle strade nel periodo invernale”.
E la situazione non si preannuncia risolvibile a breve perché, dopo essere stata disposta ai primi di settembre scorso, l’interruzione si protrarrà almeno fino al 22 dicembre prossimo, a causa degli annunciati interventi di manutenzione, soprattutto nella installazione delle centine metalliche sul soffitto, oltre alla preparazione plano altimetrica dell’area dove verrà realizzata l’area cabine. In effetti una prima scadenza indicata da Anas era quella del 30 ottobre, ma è stata quindi già allungata, perché evidentemente non più sufficiente per concludere i lavori per la lunghezza superiore al chilometro, con grande protesta da parte di tutti, automobilisti e conducenti di mezzi pesanti compresi.
E lo si deduce anche da un’ordinanza della Provincia di Foggia che a sua volta ha emanato un divieto di transito per i veicoli con carico complessivo superiore alle 7,5 tonnellate, sull’intero tratto della SP.145 (dell’Appennino Abruzzese – dell’Appennino Sannitico) che passa nella zona. Il provvedimento è nato da una richiesta avanzata dal Comune di Volturara, nel cui territorio passa l’arteria che in questo periodo funge da valvola di sfogo del traffico deviato per aggirare la galleria interdetta. Da Palazzo Dogana hanno accolto la richiesta, proprio sulla base della nuova comunicazione giunta da Anas che a sua volta aveva già indicato quella deviazioni solo per i mezzi leggeri, a causa della chiusura della cosiddetta “Variante di Volturara”, dal km 4+330 al km 11+100.
Tuttavia, la realtà riferita del Sindaco Vincenzo Zibisco è di frequenti violazioni da parte di conducenti di veicoli pesanti che si rifiutano di aggirare l’ostacolo utilizzando la Statale 16 o l’A14, come da cartellonistica visibile in zona.
A questo si aggiunge che proprio oggi fino alle 14, in occasione dello svolgimento della tradizionale Fiera di San Luca, il tratto della SP.145 transitante nel centro abitato sarà temporaneamente chiuso al traffico, consentito solo agli utenti della Fiera stessa e ai residenti. Dal Comune hanno fatto sapere che la chiusura della strada si è resa necessaria poiché non esiste una viabilità alternativa che bypassi il centro abitato, e quindi il flusso in entrambi i sensi di marcia sarà deviato verso San Marco la Catola, sulla SP.2.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).