La prossima settimana, i panificatori di Cerignola terranno una riunione per decidere quali strategie adottare per ammortizzare il vertiginoso aumento dei costi che ha colpito anche la loro categoria. Quasi sicuramente, il costo del pane subirà un ulteriore rincaro: “È inevitabile, la situazione è ormai insostenibile e facciamo fatica ad andare avanti”, dice a l’Attacco Francesco Carducci, referente cittadino dei panificatori, titolare egli stesso dell’omonimo panificio e vicepresidente della Confcommercio di Cerignola.
La sofferenza del settore causata dai rialzi dei costi energetici e delle materie prima ha portato già a dei rincari dei prodotti da forno registratisi nei mesi scorsi e il fatto di essere stati inizialmente esclusi dal bonus energia istituito dal Comune di Cerignola in favore non ha certo rassicurato gli esercenti del comparto (vicenda della quale le pagine de l’Attacco hanno più volte parlato). Tuttavia, l’immediata correzione da parte degli uffici preposti e dell’assessorato al ramo ha appianato i malumori. In ogni caso, Carducci non alimenta polemiche: “Un errore può starci – commenta in maniera pacata – Non è mio compito difendere questa amministrazione, ma si è trattata di una semplice svista a cui è stato posto prontamente rimedio. Piuttosto, il problema è un altro: se un esercente ha un debito anche piccolo verso il Comune per non aver versato un tributo, non ha diritto a ricevere il bonus. E su questo non sono affatto d’accordo”.
Ecco allora il vero punto che divide i panificatori e i commercianti di Cerignola dall’amministrazione targata Bonito. In seguito alle perplessità espresse a l’Attacco dal segretario cittadino della Lega Vincenzo Specchio sul fatto che chi non sia in regola con i pagamenti non potrà ottenere alcun ristoro economico, l’assessore comunale alle Attività Produttive Sergio Cialdella ha risposto (sempre tramite queste colonne) che “le tasse si pagano” e che il fatto l’accesso al fondo di 100 mila euro del bonus energia sia garantito solo a chi ha pagato i dovuti tributi è “prescritto dalla legge”. Anche Carducci esprime dei dubbi su quanto affermato da Cialdella: “Io capisco ciò che dice l’assessore, ma trattandosi di tasse comunale e di bonus erogato dal Comune, ritengo che almeno in questa occasione il Comune avrebbe potuto essere meno rigido. Per esempio, si sarebbe potuto versare il denaro ai commercianti avvisandoli che, in caso di un futuro bonus, i mancati pagamenti delle tasse comunali non avrebbero permesso loro di ottenerlo”.
La situazione della categoria rappresentata da Carducci, intanto, è tutt’altro che rosea: “Tasse o non tasse, la batosta l’abbiamo presa – argomenta il referente – Noi le bollette dell’energia le abbiamo pagate far funzionare i nostri forni, così come abbiamo pagato tutte le altre spese con enorme sacrificio. Cialdella dice che non possono versare il bonus alle aziende perché non hanno presentato il Durc? Ma perché sono così rigidi? Se avessero detto che non sono in grado di darci quei soldi perché magari li hanno dati alle famiglie più povere della città, avremmo capito. Invece continuano a nascondersi dietro a motivazioni quali i Durc e il mancato pagamento delle tasse”.
Su questo punto, insomma, Carducci concorda con Specchio: “Se non paghi la luce, ti viene staccata e un panificatore non se lo può permettere. Se sto vivendo un momento di crisi e devo scegliere se pagare una tassa comunale o la bolletta della corrente, io scelgo quest’ultima. Qui non si tratta di essere d’accordo con Specchio, si tratta di semplice buon senso. Senza corrente non si può lavorare, non è difficile da capire. Io non riesco a capire questo atteggiamento da parte dell’amministrazione. A questo punto, la riunione servirà anche a decidere come interfacciarci con assessore e Sindaco”.
I circa 25 panificatori cerignolani che prenderanno parte alla riunione della settimana prossima saranno anche chiamati a prendere una decisione impopolare, vale a dire l’aumento dei prezzi dei prodotti da forno, pane in primis: “I costi delle materie prime sono arrivati alle stelle, a partire dall’olio EVO – spiega il rappresentante della categoria – Attualmente, un litro costa 9 euro. L’anno scorso costava meno della metà, 4 euro. Le farine sono aumentate nell’ordine del 15 – 20%. Il prezzo di tutti gli ortaggi è raddoppiato. Un kg di pomodori, per esempio, adesso costa 1,70 – 1,80 euro. Dodici mesi fa costava circa 80 centesimi. In città, il prezzo del pane al kg si attesta tra i 3 euro e i 3,50 euro. Tra due o tre settimane al massimo, aumenteremo i prezzi di almeno 50 centesimi. Se vogliamo sopravvivere, purtroppo non abbiamo altra scelta. Andando avanti così, molti di noi rischiano di abbassare la serranda”, è l’amara conclusione di Carducci.
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