Barese di nascita, il neo assessore ai Lavori Pubblici di Foggia, Giuseppe Galasso vive con la famiglia nel capoluogo dauno da 22 anni. A portarlo da una parte all’altra, non solo della Puglia ma anche di altre regioni è stata la sua professione di ingegnere all’Anas. Galasso a Bari lo conoscono per la sua pragmaticità. Un approccio molto tecnico, presente sui cantieri, preferisce fare il suo lavoro lasciando agli altri la politica. Nel 2014 la chiamata al telefono del collega Antonio Decaro. Nove anni nella giunta del comune capoluogo di regione, non senza matasse da sbrogliare e rompicapo da risolvere. Lui si definisce, proprio per il suo andare e venire da una città all’altra, cittadino del mondo. Insomma, come egli stesso ammette nella prima intervista rilasciata al quotidiano l’Attacco, è sempre stato considerato un forestiero. Galasso sarà assessore ai lavori pubblici, urbanistica e rigenerazione urbana della Giunta Episcopo.
A partire dal primo gennaio gli è stata assegnata la delega ai lavori pubblici, urbanistica e rigenerazione urbana. Il decreto della sindaca Episcopo porta quella data e Galasso si dimetterà a Bari in concomitanza con l’ultima seduta per il 2023 del consiglio comunale. L’addio di Galasso sarà ufficializzato lunedì prossimo durante la riunione dei capigruppo e quindi, come ultimo atto, si procederà con l’approvazione di alcuni progetti in itinere per poi dare inizio a quella che lo stesso assessore definisce come “l’avventura nella città di Foggia”.
Assessore, quella di Foggia la definisce una nuova avventura. Bari è stato non solo un test ma ha portato tanto nel suo bagaglio professionale. Che tipo di esperienza trasferirà in una città così complessa come Foggia ?
Nove anni e mezzo di lavori pubblici a Bari sono un bagaglio conoscitivo, la pratica sul campo che è impareggiabile. Abbiamo affrontato, toccato con mare, programmato e realizzato opere pubbliche che hanno interessato le diverse specificità perché ci siamo interfacciati con tanti enti che con i comuni hanno relazioni profonde. Immagino le Ferrovie per tutto quello che è stato ragionare per la Variante Ferroviaria Sud, quella Nord, il nodo verde di Bari centrale oppure la soppressione dei passaggi a livello di Carbonara piuttosto che quelli della linea ferroviaria a nord. Ma anche i confronti con l’Agenzia del Demanio per quello che sarà la Cittadella della Giustizia, con le Autorità di Bacino per una infinità di problematiche. L’esperienza barese è enorme a tutto campo che ha permesso di conseguire risultati importanti di opere realmente realizzate e completate. Ricordo il ponte con il primo pilone, lo abbiamo fatto nel giro di tre anni inaugurato un anno prima della fine della prima consigliatura. Volendo ragionare in politichese è una delle classiche opere che un politico si tiene per l’ultimo semestre del proprio mandato. Via Sparano concorso internazionale fatto nel 2007, in sette anni c’era il progetto preliminare ed un parere della Sovrintendenza romana. Noi abbiamo fatto la partecipazione, definitivo, esecutivo, gara e realizzazione eseguito in toto con un intervento che sebbene ci abbia riservato un dibattito feroce, oggi è un’opera apprezzata non solo dalla città ma anche da chi arriva a Bari.
Trasferiamo il ragionamento su Foggia. Per quello che l’a attende. Il suo ruolo e l’individuazione della sua persona da cosa è scaturita?
Ho avuto una richiesta e ho conosciuto la sindaca Episcopo qualche giorno fa e devo dire che ho avvertito fin dalle prime battute una fortissima insistenza nel volermi come assessore tecnico all’interno dell’Esecutivo comunale. Io non conoscevo la Episcopo, lei aveva notato e apprezzato in termini di trasformazione quanto eravamo riusciti a fare a Bari. Tra l’altro anche nel suo ruolo di Provveditore agli studi di Bat e Foggia, l’aveva portata a vivere e frequentare Bari in questi anni avendo modo di vedere le trasformazioni della città. La mia conoscenza della sindaca è veramente recente. Non è stata una scelta facile anche perché il mio approccio a questa esperienza a Bari è stato di natura tecnica contraddistinto nel primo e secondo mandato. Non ho tessere di partito, non mi sono mai candidato e come molti sanno anche la prima investitura di Decaro mi vide partire con una certa perplessità poiché avendo un incarico assessorile a Bari vivendo a Foggia mi sembrava una operazione di non facile gestione e anche il secondo mandato, quello della conferma fu un secondo mandato abbastanza combattuto. Anche lì non ero abbastanza convinto di voler continuare questa avventura. Il mio ruolo non è politico. Adesso questa ulteriore investitura nella città in cui vivo è una scommessa. Perché è una scommessa prendere in mano per la sindaca una amministrazione nuova, reduce da due anni di commissariamento della città. E’ una scommessa importante.
Il suo approccio sarà tecnico in questo nuovo contesto. Avete avuto modo di fare una prima ricognizione delle criticità esistenti nel capoluogo dauno?
Confermo il mio modo di operare. Sarà identico. Un approccio non solitario ovviamente ma di ascolto e di dialogo con tutti come ho fatto su Bari avrò massima apertura non solo nei confronti di coloro che rappresentano le forze di maggioranza, ma si dialogherà anche con la minoranza in Consiglio perché ci potranno essere anche delle proposte che opportunamente analizzate e inquadrate possono trovare compimento nella risoluzione di problemi. Non dobbiamo assolutamente pensare che chi è all’opposizione di default pronunci cose ineseguibili così come non dobbiamo avere la presunzione che chi è al governo possa pensare di fare cose giuste per la città. Certo chi è al governo ha la facoltà e soprattutto il mandato di fare sintesi e di assumersi le decisioni che prende. Sono assessore di una coalizione di sinistra, di un campo largo che nel caso specifico della città di Foggia. E questa sarà la linea che caratterizzerà le scelte in materia di urbanistica e lavori pubblici per quello che andremo a realizzare.
Cosa l’ha colpita maggiormente ?
Da cittadino si avverte nella città di Foggia uno spazio pubblico che è meritevole di attenzione. Fatemelo dire con questo garbo. Nel momento in cui si va in giro e si nota che glii impianti di illuminazione sono parzialmente non funzionanti, negli ultimi mesi si sono verificati casi di caduta di pali di illuminazioni e che in alcuni casi hanno danneggiato delle autovetture, questa non è una buona cosa e bisogna cercare di capire cosa c’è all’origine di questo deterioramento e di come possiamo arginare e migliorare questa situazione. Anche le strade di Foggia, faccio il paragone su Bari dove ci sono anche delle doglianze. Ma abbiamo fatto numerosi interventi per migliorarle. Anche su Foggia dovremo capire a parte i nuovi interventi, dovremo occuparci della manutenzione dell’esistente. Foggia snel settore dei lavori pubblici e dell’urbanistica ha bisogno di due particolari attenzioni, la prima è quella di sviluppare al meglio delle buone pratiche che permettono di mantenere efficiente lo spazio pubblico con buoni interventi di manutenzione. La seconda è quella in prospettiva e cioè di traguardare una città che deve avere un’idea di sviluppo differente. E poi ci metterei la partita relativa alle incompiute che sono presenti in città ad esempio il teatro Mediterraneo, le piscine vicine che sono così da anni e che secondo me bisognerà concentrare l’attenzione per portarle a compimento. E poi capire quali sono i finanziamenti che sono stati conseguiti e questi finanziamenti cercare di trafsormarli in opere iniziate e finite in un tempo contenuto in modo da non far perdere a Foggia un’opportunità finanziaria che di questi tempi è particolarmente preziosa. Il completamento dell’iter del PUG che a Foggia è bloccato dal 2021 è uno degli argomenti che sembra stia più a cuore … Anche questa cosa del Pug, sono stato a Foggia l’altro ieri, è stato un mantra della stampa che su questo argomento mi ha rivolto diverse domande. Non ho conoscenza di questo procedimento ma lo acquisirò. Come tutti i procedimenti che sono in sospeso vedremo di portarlo avanti e completarlo. Anche su Bari non abbiamo chiuso la partita del PUG che è sicuramente una partita complessa e articolata che decide le sorti future della città e su quello avremo modo di capire le ragioni del blocco, capiremo in che direzione andare. Ma su questo credo sia opportuno pazientare. E’ curioso però che anche a livelloo giornalistico la prima problematica che viene rapresentata è quella del Pug. Secondo me è sicuramente da affrontare ma credo che a cuore dei foggiani ci sia soprattutto la manutenzione di quello che loro hanno: strade, giardini, parchi, scuole, videosorveglianza. Su questo lavoreremo e non trascureremo anche altri grossi temi.
La sindaca anche in modo interlocutorio ha posto delle priorità?
Assolutamente no. Abbiamo semplicemente parlato di una disponibilità per questo incarico tecnico dando la mia disponibilità.
Uno dei temi è quello del verde pubblico e degli spazi comuni. Foggia ha un pessimo rapporto tra abitanti e verde esistente.
Il verde pubblico all’interno di una città è uno degli indicatori che incide sulla qualità della vita. E sicuramente è uno di quegli indicatori che ha inciso su quella 107ma posizione in classific. Sarà una delle prime operazioni che andrò a fare: recuperare i dati relativi a queste classifiche cercando di analizzare le cause che hanno generato la collocazione di Foggia in quelle posizioni cercando di attuare politiche con azioni mirate e quindi di riuscire a risalire quelle posizioni perché questo diventa l’indicatore inconfutabile di un cambio di passo di cui la città di Foggia ha bisogno.
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