Questa mattina, nel cortile di Palazzo Dogana, 13 aziende artigiane hanno esposto i loro prodotti: pane, paposcia, pizze, salumi e salse, in un evento che punta a definire una nuova proposta per arricchire l’offerta turistica del territorio.
“È un'iniziativa promossa dal Cna Puglia, sostenuta dalla Regione Puglia, e finalizzata a rendere protagoniste anche del marketing territoriale le imprese artigiane dell’agroalimentare”, spiega l'organizzatore Arcangelo Renzulli ai microfoni del quotidiano l'Attacco. “L’economia del pane e dei prodotti da forno interessa oltre il 30% delle imprese del settore manifatturiero e il 70% delle imprese alimentari che operano sul territorio”, sottolinea.
“Notevole è la presenza di imprese artigiane nel settore, con presidi presenti in tutti i comuni”, precisa. “L’impresa artigiana del settore è mutata negli anni, seguendo il mutare dei gusti e delle tendenze che hanno interessato il mercato”, fa sapere.
“Nati come forni, luoghi dove le famiglie portavano a cuocere il pane e altri prodotti, sono diventati panifici, luoghi deputati alla produzione di pane, con la crisi della cultura contadina e l’affermarsi della cultura urbana”, racconta. “Negli anni ‘80, di fronte a nuovi mutamenti e alla crisi del settore, sono stati capaci di mettere in campo un percorso di qualificazione, realizzando punti vendita interni e arricchendoli l’attività con la produzione di prodotti da forno che hanno radici nella tradizione locale”, prosegue.
“Grazie a questa scelta si è riusciti a tramandare la ricchezza gastronomica della Capitanata", afferma. “Il mercato della maggior parte di queste imprese resta locale, ma non mancano alcune importanti esperienze, che vanno ben oltre il mercato locale”, specifica. “Il settore è attualmente interessato da processi innovativi che riguardano le farine, le miscele delle stesse, l’innovazione di prodotto nella panificazione con la produzione di pani particolari, con impasti che vedono la presenza di verdure, l’uso di lieviti tradizionali”, continua. “In Capitanata si panifica con farina di grano tenero e dobbiamo lavorare per dare un nome e un soprannome al nostro pane”, dichiara invece Antonio Trombetta, direttore provinciale della Cna di Foggia.
“Sono tanti i pani della tradizione e tante le proposte di pane presenti oggi sul mercato, ma riteniamo che si possa fare di più per rafforzare un sistema di imprese che merita di andare oltre il mercato locale”, aggiunge. “Il treno dei sapori ha la sua locomotiva nel pane, che traina tanti vagoni di gusto”, rimarca.
“La mushiska, la bottarga, la salicornia, il miele di fico, la skipecia federiciana, la pampanella, il caciocavallo podolico, la mozzarella di bufala e quella vaccina, il pecorino, il canestrato e tanto altro ancora sono solo una prima elencazione di quello che viene già prodotto per il mercato e di quanto ancora potrebbe arrivare sul mercato recuperandolo dalla tradizione”, conclude.
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