Foggia, le saracinesche abbassate sono i simboli di un declino che preoccupa cittadini e istituzioni

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Il centro di Foggia, un tempo anima pulsante della vita economica e sociale, oggi si presenta in affanno. Le chiusure di negozi storici come il megastore Benetton e il negozio di bomboniere Orizzonte hanno lasciato un vuoto che appare sempre più difficile da colmare. Questi addii non rappresentano casi isolati, ma segnano il declino di un tessuto commerciale che per anni ha fatto da traino all’identità della città. Passeggiare lungo Corso Vittorio Emanuele, fermandosi nei negozi per curiosare o acquistare, è sempre stata un’abitudine profondamente radicata tra i foggiani. Oggi, però, quella tradizione sembra svanire, le vetrine attirano sempre meno clienti, mentre gli acquisti si riducono drasticamente. Il fenomeno è il riflesso di una crisi alimentata da costi di gestione insostenibili, concorrenza spietata dell’e-commerce e una crescente percezione di insicurezza generale. L’attuale contesto economico scoraggia anche il dialogo. Molti commercianti, contattati dal giornale l'Attacco per raccontare la propria esperienza, hanno preferito rimanere anonimi. La paura di ripercussioni sulla clientela li ha spinti a non esporsi, rivelando un clima di fragilità e tensione che caratterizza l’intero settore. Questa reticenza non fa altro che accentuare il senso di isolamento che molti esercenti provano, peggiorando ulteriormente le prospettive di ripresa. Mentre il panorama generale appare scoraggiante, i commercianti rimasti stanno cercando di reinventarsi. Alcuni puntano su strategie innovative, come il marketing digitale e promozioni mirate, per attirare clienti; mentre il Comune sta lavorando a un piano per rilanciare il centro cittadino. La sfida per Foggia è trasformare questa crisi in un’opportunità di rinnovamento economico e sociale, restituendo al centro la vitalità che lo ha caratterizzato per decenni. Non sarà certamente facile, ma il cuore commerciale della città non può permettersi di fermarsi.

Negli ultimi anni, Foggia ha assistito a un progressivo deterioramento del suo tessuto economico e commerciale, con il centro cittadino, un tempo cuore pulsante di attività e di incontri, che oggi appare sempre più spopolato e in difficoltà. La chiusura di negozi storici e attività consolidate è diventata un fenomeno ricorrente, trasformando le vie dello shopping in zone desolate e prive di vita. Questa crisi non è un fenomeno isolato, ma il risultato di un insieme complesso di fattori che hanno messo a dura prova l’economia locale e si riflettono su un contesto nazionale in cui il PIL italiano è previsto in crescita dello 0,5% nel 2024 e dello 0,8% nel 2025.

La chiusura di esercizi storici rappresenta uno degli aspetti più evidenti e dolorosi della crisi. Tra i casi più emblematici, spicca quello che coinvolge il megastore Benetton di Corso Vittorio Emanuele, che ha cessato l’attività lo scorso 24 novembre 2024. Per anni, questo negozio è stato un vero e proprio punto di riferimento per i cittadini, un luogo dove lo shopping si trasformava in un momento di aggregazione sociale per la comunità foggiana. La sua chiusura ha lasciato un vuoto economico tangibile nel cuore della città, lasciando spazio all'apertura della catena statunitense di fast food KFC. Senza considerare che la chiusura del megastore, rappresenta per giunta, la perdita di molti posti di lavoro.

Un altro addio che ha segnato profondamente Foggia è stato quello di Orizzonte, storico negozio di bomboniere, che ha abbassato le serrande nell’ottobre 2024, dopo decenni di attività. Questo esercizio rappresentava un punto di riferimento per feste e celebrazioni, ma i titolari, ormai anziani, hanno deciso di chiudere a causa della mancanza di ricambio generazionale e delle difficoltà economiche. Anche negozi più piccoli, come un punto vendita di scarpe per bambini, sono stati costretti a chiudere. Questi episodi, purtroppo, non sono casi isolati. Negozi di abbigliamento, librerie, botteghe artigianali e perfino bar e ristoranti hanno subito la stessa sorte, trasformando il centro di Foggia in uno scenario desolante.

La crisi che sta colpendo il commercio foggiano ha radici profonde e lampanti. Tra le cause principali figura l’aumento dei costi di gestione. Le bollette energetiche hanno subito un’impennata, mentre gli affitti e le imposte locali continuano a pesare sulle spalle dei commercianti. Questo ha reso sempre più difficile mantenere aperte le attività, soprattutto per i piccoli esercenti che non possono contare su economie di scala. Un altro fattore cruciale è rappresentato dal cambiamento delle abitudini dei consumatori: con l’avvento dell’e-commerce e la diffusione dei grandi centri commerciali, come GrandApulia, sempre più persone preferiscono fare acquisti online o spostarsi in periferia per approfittare di prezzi più bassi e una maggiore varietà di prodotti.

A livello locale, in sostanza, i dati economici indicano una crescita moderata nella provincia di Foggia nel terzo trimestre del 2024, con un incremento delle imprese artigiane dello 0,09%, nettamente inferiore rispetto allo 0,22% registrato nel 2023. Tuttavia, questa debole crescita non sembra sufficiente a compensare il declino del commercio cittadino. La chiusura dei negozi non ha solo conseguenze economiche, ma anche sociali e culturali. Il centro di Foggia, un tempo luogo di incontro e convivialità, oggi appare sempre più vuoto e meno sicuro. Le strade, un tempo animate dai commercianti e dai clienti, sono ora caratterizzate massicciamente da vetrine vuote e saracinesche abbassate, che trasmettono abbandono e declino. Secondo i pareri più diffusi, parrebbe che la maggior parte delle attività cessate, restino chiuse definitivamente. La motivazione è che si sta diffondendo una paura sempre maggiore per il futuro dell'imprenditoria locale, e sempre meno persone si sentono sicure di investire nel settore commerciale.   

Nonostante il quadro attuale sia preoccupante, ci sono flebili segnali di speranza e possibilità di rilancio. Alcuni commercianti stanno cercando di adattarsi alle nuove sfide, investendo nel digitale e sperimentando strategie innovative per attirare i clienti. Altri hanno creato profili social personalizzati, seguendo i trend del momento e rimanendo costantemente aggiornati. Anche le istituzioni locali stanno valutando interventi per sostenere il commercio e rilanciare il centro città. La Camera di Commercio di Foggia, ad esempio, ha avviato bandi per promuovere l’innovazione e la digitalizzazione, incentivando la ripresa economica. Anche il turismo locale, in crescita con un’occupazione media delle strutture ricettive che ha raggiunto il 95% nel Sud Italia, rappresenta un’opportunità per attrarre nuovi flussi di clienti nel cuore della città. 

La crisi commerciale di Foggia è un problema allarmante, che richiede un approccio strutturale e una visione a lungo termine. È necessario intervenire su più fronti, non solo sulle cause immediate, come i costi di gestione e la messa in sicurezza, ma anche sulle dinamiche sociali ed economiche che stanno trasformando il modo in cui le persone vivono e fanno acquisti. La chiusura di negozi come Benetton e Orizzonte, rappresenta una perdita economica, ma anche un simbolo di un cambiamento più ampio che riguarda l’intera comunità. Tuttavia, con la giusta combinazione di innovazione, collaborazione e sostegno istituzionale, Foggia può forse avere l’opportunità di trasformare questa crisi in un’occasione per ripensare il proprio futuro.

Debora Cicconetti

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testatina dillo al direttore WEB

 

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