Prime adesioni da parte dei Comuni al protocollo d’intesa proposto contro l’inverno demografico dal dipartimento Demet dell’Università di Foggia, da Blechis srl (impresa editrice del quotidiano l’Attacco) e dalla Provincia. Dopo il Comune di San Severo anche quelli di Vieste e Manfredonia hanno risposto positivamente. Lo scorso 30 maggio la giunta comunale sipontina, guidata dal sindaco Domenico la Marca, ha deliberato di approvare lo schema del protocollo d’intesa al fine di analizzare il fenomeno dell’inverno demografico e individuare le possibili strategie di contrasto. “Per inverno demografico si intende un fenomeno che si verifica quando la popolazione di un paese o di una regione inizia a diminuire o a crescere molto lentamente. Questo può accadere per vari motivi, come un basso tasso di natalità, un aumento della mortalità o una diminuzione dell'immigrazione. Significa, in buona sostanza, che ci sono meno bambini e giovani rispetto agli anziani, e questo può portare a diverse sfide riguardanti, principalmente, il sistema pensionistico, il mercato del lavoro e i servizi sociali”, ha spiegato la Marca. “Il fenomeno interessa molte Nazioni, soprattutto in Europa, dove le famiglie tendono ad avere meno figli e la popolazione invecchia. Il rapporto annuale dell’Istat, presentato recentemente alla Camera dei deputati, analizza a fondo la situazione del Paese, e in particolare quest’anno offre uno spaccato demografico del tutto nuovo che così può riassumersi: l’aumento straordinario della sopravvivenza ha trasformato radicalmente la struttura della popolazione italiana e i suoi impatti economici, dando origine a una società in cui oggi convivono insieme più a lungo diverse generazioni. I loro percorsi di vita hanno contribuito a ridefinire il contesto demografico, sociale ed economico del Paese. Questo in un contesto di crescita moderata e di progressiva perdita del potere di acquisto. Aumenta, inoltre, l’emigrazione, in particolare tra i giovani italiani qualificati. Negli ultimi dieci anni, il Paese ha avuto una perdita netta di circa 97mila laureati di età compresa tra 25 e 34 anni, con un forte impatto sul capitale umano disponibile per lo sviluppo. In questo scenario diventa fondamentale attivare sinergie che puntino prima ad esaminare il fenomeno e poi ad individuare quali strategie porre in essere”.
“Le finalità del protocollo riguardano lo svolgimento di programmi di interesse comune e in relazione ad ambiti di comune interesse, con primario e non esclusivo riferimento a varie tematiche: sensibilizzazione dell’opinione pubblica sul tema dell’inverno demografico attraverso i media, i social, l’organizzazione di convegni, workshop e tavole rotonde; analisi dei principali indicatori socio-demografici ed in particolare di quello relativo ai centenari come indicatore di longevità e qualità della vita in aree a rischio di spopolamento e invecchiamento; ruolo della formazione e, in particolare, dell’Università di Foggia nel contrastare la fuga delle giovani menti e dei laureati; individuazione delle possibili strategie di contrasto; creazione di un tavolo di concertazione tra le parti più rappresentative della società, della politica, delle autorità pubbliche, della scuola e dell’Università”.
Passi avanti salutati con soddisfazione dalla professoressa Barbara Cafarelli, direttrice del Demet, il dipartimento di Economia, Management e Territorio. “Tutto è nato da una serie di iniziative tenutesi dapprima a Manfredonia a settembre 2024 e, poi a dicembre scorso, presso la Provincia”, spiega a l’Attacco Cafarelli. “In quelle occasioni iniziammo ad affrontare il problema dell’inverno demografico che è un problema di tipo multidimensionale, perché non riguarda solo la denatalità, il tasso di invecchiamento e alla mortalità ma copre vari ambiti e, innanzitutto, rispetto a quello che è l'ambito di intervento del nostro dipartimento, coinvolge il diritto di restare, ovvero di non essere costretti ad emigrare verso altre realtà territoriali più sviluppate dal punto di vista economico e che offrono altri standard di qualità della vita. Come dipartimento siamo convinti che il primo passo da fare per contrastare tale fenomeno sia fare squadra. Dopo quelle iniziative intendiamo realizzare molteplici attività, questo è lo scopo del protocollo d'intesa, volto ad individuare strategie di intervento che non si limitino solo ad un sostegno alle donne e alle famiglie per contrastare la denatalità ma comprendano anche investimenti volti a favorire la crescita sociale, economica e culturale del territorio”.
“In Unifg, e parlo sulla base della mia esperienza di delegata alla didattica fino al 2023, abbiamo puntato moltissimo sulla formazione per fornire competenze necessarie ad innescare un processo di sviluppo del territorio con nuove figure. Siamo riusciti in tal modo a contrastare una vera e propria emorragia trattenendo gli studenti che altrimenti si sarebbero iscritti presso Atenei di altre regioni italiane. L'altra cosa fondamentale che come Dipartimento possiamo fare è porci come punto di raccordo tra i diversi attori del territorio, affinché si possano confrontare rispetto all'individuazione di strategie di contrasto all'interno demografico. In alcune realtà come i Monti dauni potrebbero rendersi necessari interventi legislativi ad hoc oppure fondi specifici per progetti di integrazione, che, in molti casi, hanno già portato ottimi risultati. Ma ciò che serve, in primis, è che queste realtà vadano a sistema affinché gli effetti non siano solo temporanei ma duraturi nel tempo e non affidati all'intervento dei singoli”, sottolinea Cafarelli.
“Le varie realtà vanno messe a sistema perché non c'è una sola possibile linea di intervento ma ce ne sono tante e diverse tra loro. Nel Nord Italia ci sono realtà che potrebbero essere prese come punto di riferimento, ovviamente calate del nostro contesto locale. Il problema del declino demografico è diffuso in tutta Italia e anche nel resto d'Europa, ma nella provincia di Foggia ha un'entità più forte. Al contempo, all'interno della stessa Capitanata esistono situazioni differenti tra loro. Ad esempio, nei cinque Reali Siti l'immigrazione ha portato ad una situazione meno negativa rispetto al calo demografico ma esistono altri problemi legati all'integrazione e alla regolarizzazione degli immigrati. Sui Monti dauni la situazione è molto preoccupante perché c'è un fortissimo calo demografico nei borghi. Anche il Gargano ne soffre tantissimo e vive di una doppia realtà: pieno d'estate grazie al turismo e molto più vuoto nel resto dell'anno, quando i giovani vanno via. Molto si potrebbe fare puntando sulla destagionalizzazione del turismo ma serve un intervento sinergico di tutti i Comuni, degli imprenditori e delle associazioni culturali. La nostra ambizione col protocollo d'intesa è proprio mettere insieme i vari attori interessati a tutti i livelli: amministratori pubblici, classe politica, mondi della cultura, delle professioni, imprese e la scuola. La partecipata iniziativa di dicembre scorso a Palazzo Dogana fece emergere come tutti si sentissero soli”, prosegue la direttrice del Demet.
“E’ fondamentale arginare la fuga dei giovani, perché senza di loro un territorio non ha speranza né possibilità di cambiamento. La formazione riveste un ruolo importantissimo per offrire ai giovani strumenti e competenze con cui sottrarsi alla logica della predestinazione. Ma, ripeto, si possono avere risultati se si opera in sinergia con tutti gli attori locali. La consapevolezza della gravità del declino demografico si sta diffondendo e dopo le nostre prime iniziative alcuni docenti di diverse scuole della provincia hanno cominciato a parlarne con i propri studenti, portando le esperienze di coloro che hanno deciso di tornare a vivere in Capitanata. Quanto agli enti locali, la partecipazione molto forte all'evento in Provincia ha innescato un meccanismo positivo e propositivo, volto alla ricerca di soluzioni. Se, dopo i primi Comuni e la Provincia, altri enti vorranno aderire sarà un piacere accoglierli. Più se ne parla, più ci si confronta e più ci sono possibilità di risultati positivi”, conclude Cafarelli.
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