Provincia dinamica? Siamo sottosviluppati, lo dimostra il peso del settore agricolo: unico in Italia e Europa

Carattere
  • Più Piccolo Piccolo Medio Grande Più Grande
  • Predefinito Helvetica Segoe Georgia Times

Qualche giorno fa è uscito un comunicato stampa a firma del Presidente della Camera di Commercio di Foggia il quale afferma che “I dati sul valore aggiunto confermano la straordinaria resilienza e la capacità di innovazione del nostro tessuto imprenditoriale. Il terzo posto in Italia per crescita è un risultato eccezionale che premia gli sforzi di tutti gli attori economici della Capitanata”, riferendosi ai dati dello studio del Centro Studi Tagliacarne-Unioncamere, che fissa a 12,25 miliardi di euro il valore prodotto dal territorio provinciale. Lo stesso continua affermando che “Il settore agricolo si dimostra, ancora una volta, il motore trainante della nostra economia, un'eccellenza riconosciuta a livello nazionale che continua a creare valore e occupazione. Ma è altrettanto significativo osservare la tenuta e la crescita di altri comparti strategici, dai servizi alle costruzioni, che testimoniano una vitalità diffusa sul territorio”. La provincia di Foggia, dunque, si afferma come uno dei motori economici più dinamici d'Italia, conquistando il terzo posto nazionale per crescita del valore aggiunto nel 2024 con un eccezionale +4,22%. Questi dati presi singolarmente raccontano una verità fuorviante che un rappresentante di una istituzione che rappresenta l’intero mondo imprenditoriale non può divulgare. L’economia di Capitanata vale lo 0,5% del PIL nazionale a fronte di una popolazione che supera l’1% di quella dell’intero Paese, ed è tra le dieci province più povere del Paese, mezzogiorno nel mezzogiorno. Il fatto che il settore agricolo pesa per oltre il 10,28% (1,26 mld) per un numero di imprese di 23.864 e un numero di occupati pari a oltre 27.500 è la dimostrazione evidente di un territorio sottosviluppato nel quale l’agricoltura supera addirittura l’industria sia in termini di valore aggiunto (8,1%) sia in termini occupazionali (8,21% per un numero di 17 mila occupati), unico caso in Italia e in Europa. Difatti, in Italia e nell’intera UE a 27 l’incidenza del settore agricolo sul PIL totale è del 2% con il 4% di occupazione. La forte incidenza del settore agricolo sul Pil totale la troviamo solo in territori dove vi è desertificazione industriale, in Africa rappresenta il 17% del PIL con il 60% degli occupati. 

A dimostrare ulteriormente quanto detto è il valore aggiunto creato in media da ogni impresa agricola di poco superiore a Euro 52 ml per un numero di occupati in media di 1,15%., i più bassi rispetto a tutti gli altri settori. Il settore agricolo occupa più o meno le stesse persone del settore manufatturiero più quello delle costruzioni (29.770). Il vero dramma che dalle materie prime agricole non si è riusciti a creare l’intera catena del valore dell’agroalimentare a forte valore aggiunto, allora sì che la Capitanata avrebbe conosciuto un altro tipo di economia più sostenibile e innovativa, determinando un PIL tre volte superiore a quello attuale con effetti straordinari sull’occupazione di qualità. 

Il modello di economia esaltato dal Presidente della CCIIA è per la stragrande maggioranza basato sui servizi pubblici e privati per niente innovativi (Pubblica Amministrazione e commercio in primis), pari al 77% del totale PIL, e la sola Pubblica Amministrazione (2,7 mld) supera di gran lunga il settore agricolo, industriale e le costruzioni (2.4 mld) per un numero di occupati leggermente inferiore. 

Per quanto riguarda la crescita del PIL del 2024 pari al 4,22% rilevato dall’istituto Tagliacarne e non ancora dall’ISTAT, non è affatto una buona notizia, tutt’altro, come dimostrano i dati ISTAT ufficiali fino al 2022 il Valore Aggiunto della Capitanata è cresciuto negli anni 2021 e 2022 a prezzi correnti rispettivamente del 8,49% e del 10,39%, che per un’economia povera non sono dati di cui esaltarsi visto il bassissimo valore del denominatore. Tra il 2014 e il 2022 il PIL di Capitanata si è incrementato a prezzi correnti del 17,4% (1,9% annuo), quello reale (al netto dell’inflazione) è stato del 3,80% in nove anni (0,42% annuo).

Più che esaltare l’incremento del PIL assoluto, bisognerebbe evidenziare chi beneficia di tale crescita. 

L’analisi dei dati sul valore del reddito da lavoro dipendente, di quello di impresa e di quello complessivo raccontano di una terra povera e senza dignità. Il reddito da lavoro dipendente annuo medio al lordo delle imposte non supera Euro 17 ml, inferiore addirittura a quello pensionistico. Le imprese di Capitanata dichiarano un reddito annuo al lordo dell’imposizione fiscale di poco superiore a Euro 18,8 ml. Il 53% (199 mila) delle famiglie di Capitanata vive con un reddito medio annuo lordo di Euro 6,3 ml (Euro 572 mese). In altre parole, più di una famiglia su due vive in povertà assoluta (MEF 2023 sulle dichiarazioni dei redditi presentate). 

Non voglio illustrare gli effetti devastanti che questo modello di economia ha avuto sulle dinamiche demografiche, più che esaltarci ci verrebbe l’angoscia e una tristezza ad immaginare il futuro fatto di desertificazione di giovani, di anziani e povertà. La composizione del PIL (torta) vede il valore del lavoro di poco superiore al 30% del totale, il 70% è soprattutto rendita ereditata, finanza e speculazioni di ogni genere, il reddito di impresa contribuisce al PIL per il 3,49%.

La verità è che la Capitanata sta facendo la fine della rana bollita, chi segnala che l’acqua prima o poi diventerà bollente (per il sottoscritto siamo ad un passo), e sarà impossibile risalire, viene ignorato, deriso ed etichettato pessimista, nella migliore delle ipotesi. Se non si prende atto di ciò che siamo e di ciò che veramente possiamo fare per uscire dalla trappola della povertà e della desertificazione demografica, allora si che ci attende un futuro nefasto, e nessuno né è immune nenché la rendita parassitaria ed ereditata poiché non avrà più nulla da “succhiare”. 

Al Presidente della Camera di Commercio e ai tanti (sindaci, amministratori, classe dirigente), etc che continuano ad avere il sintomo della rana bollita, suggerisco di leggere e studiare il lavoro fatto sull’intera situazione della provincia di Foggia dal punto di vista economico, sociale, del lavoro e delle dinamiche demografiche di ognuno dei 61 comuni che la compongono, realizzato dal sottoscritto – La Capitanata – Mezzogiorno nel Mezzogiorno – per poter decidere e comunicare  informati. 

   banner whatsapp canale 700

 

testatina dillo al direttore WEB

 

Migliora la tua esperienza: installa la nostra app ora!

Ottieni accesso immediato alla nostra app installandola sul tuo dispositivo iOS!
È sufficiente toccare il pulsante Share (condividi) in basso allo schermo,
poi selezionare Add to Home Screen (Aggiungi alla schermata Home).
Segui le istruzioni per aggiungere l'icona della nostra app alla schermata Home per un accesso rapido e facile.
Goditi una navigazione senza interruzioni e rimani connesso ovunque tu vada!

× Installa l'app Web
Mobile Phone
Offline: nessuna connessione Internet
Offline: nessuna connessione Internet