Sono molto alte le aspettative del territorio garganico e daunio dopo la nomina della viestana Graziamaria Starace quale nuova assessora regionale al turismo. La scelta operata dal neo presidente Antonio Decaro in favore dell’esperta amministratrice comunale, anch’ella operatrice turistica nella città del Pizzomunno, dà finalmente, dopo quattro decenni, alla locomotiva del turismo della Puglia del nord la possibilità di indirizzare il comparto cui sono legate importantissime prospettive di ulteriore sviluppo della Puglia. Starace arriva dalla città che da sempre è regina delle presenze ma che deve fare i conti col difficilissimo obiettivo della destagionalizzazione e con una situazione generale, quella consegnata dai report dell’agenzia regionale Aret Pugliapromozione degli ultimi anni, in cui la provincia di Foggia cresce meno delle altre province pugliesi. Una minor crescita le cui cause meritano di essere studiate e affrontate con la massima attenzione, con interventi tempestivi. Dalle lacune nel sistema dei trasporti ai segmenti di mercato su cui lavorare maggiormente (enogastronomico, culturale, naturalistico-sportivo, religioso), dalla formazione al complessivo innalzamento della qualità di un’offerta che sia sempre più diversificata, sono tantissime le sfide che attendono la volitiva Starace. Da dove iniziare? Ecco le prime indicazioni fornite dagli operatori del settore. “Siamo felici di questa delega a Graziamaria Starace, certamente sarà all’altezza del compito”, commenta a l’Attacco Franco Salcuni di Legambiente FestambienteSud di Monte Sant’Angelo, che ha saputo fare del proprio storico festival FestambienteSud un vero attrattore turistico che si snoda lungo varie città del Gargano, compresa la Vieste di Starace. “Le sue deleghe assessorili sono impegnative ma molto sfidanti. Nella nostra provincia sono due i focus sui quali consigliamo di concentrare l’attenzione nell’arco della legislatura: il primo è quello del turismo culturale che, nonostante i siti Unesco e la ricchezza del patrimonio, ancora deve diventare una realtà all’altezza del resto della Puglia e del Paese; il secondo è quello del turismo outdoor che vede la crescita della domanda e sul Gargano anche dell’offerta, ma occorre fare molto di più”, conclude Salcuni.
“L’assessorato a Starace rappresenta una bella notizia per la tutta la provincia, sicuramente”, fa eco, a l’Attacco, l’esperto di turismo Michele Falco, originario di Ischitella. “A livello turistico sicuramente ci sono alcuni punti su cui l'assessora può dare una mano e spingere: dare seguito e supportare la nascita della DMO Gargano e delle altre DMO provinciali; supportare nella crescita i piccoli borghi e quelli meno conosciuti, come i Monti Dauni; incentivare e migliorare i servizi turistici e il coordinamento degli stessi, come gli info point da aumentare e coordinare, la necessità di festival ed eventi di qualità”. La DMO è la Destination Management Organization, ovvero l'organizzazione di gestione della destinazione. “E poi serve puntare su formazione del personale e imprenditori e lavoro nei mesi a spalla con promozione su mercati specifici. Mancano i dati di dicembre ma da quello che vedo si confermano alcuni punti”, continua Falco. “In particolare la crescita dei flussi in provincia su Vieste e altre località dell’entroterra, quali Carpino, Ischitella e Mattinata. Ci sono velocità diverse in alcuni comuni del Gargano, penso a Peschici e Cagnano Varano. Aspettiamo i dati definitivi per un quadro completo della situazione relativa ai flussi del 2025”.
Da Vieste ovvia soddisfazione è arrivata dal Consorzio Gargano Mare presieduto da Mariella Nobiletti, che unisce diversi operatori turistici. “Dopo 40 anni torna alla provincia di Foggia l’assessorato al turismo. Un’ occasione unica e di grande prestigio per il territorio pugliese e per la città di Vieste”, sottolinea Nobiletti. “La nomina di Graziamaria Starace rappresenta un segnale importante per la provincia di Foggia e per l’intera Puglia, per tutte le realtà che operano nel settore turistico e dell’indotto. Siamo orgogliosi del fatto che la Capitanata abbia espresso ben due assessori regionali su due settori sinergici e complementari (turismo, mobilità e infrastrutture) per lo sviluppo del turismo del nostro territorio, dai Monti Dauni al Gargano, fino a Santa Maria di Leuca senza dimenticare le isole Tremiti. Il turismo ha bisogno di strategie integrate, intelligenti e rilevanti. La sua connessione anche con gli altri assessorati come cultura, agricoltura e food sanità e sviluppo delle imprese e delle politiche attive del lavoro sarà il volano dell’economia pugliese. Il Gargano e la Puglia, infatti, devono sempre più sviluppare un turismo internazionale con esperienze che bilanciano sostenibilità, autenticità e comunità locali, al fine di rafforzare la competitività complessiva del territorio. Questa visione, già operata dalla neo assessora regionale al turismo Starace nelle politiche di sviluppo del Comune di Vieste, rappresenta le fondamenta per una nuova azione sinergica, che vedrà gli operatori turistici a sostegno del nuovo corso del programma regionale attraverso una proficua collaborazione”, conclude Mariella Nobiletti.
“Sono curioso di sapere che ne pensano del fatto che la nostra provincia a livello di numeri turistici è quella che è cresciuta di meno di tutta la regione, negli ultimi anni”, puntualizza a l’Attacco il viestano Diego Romano, esperto di destination marketing. “Da lungo tempo poniamo l’attenzione sulle stesse questioni: servizi, trasporto pubblico, destagionalizzazione, trasparenza. Mi sembra che queste problematiche non fossero nell'agenda, che funzionasse tutto benissimo. Auspico un’inversione di tendenza, mettendo al centro azioni concrete e propedeutiche a un cambio di rotta, sui temi dei servizi, della destagionalizzazione turistica e della modernizzazione del settore”.
Jessica Pizzarelli, apprezzatissima guida turistica che opera soprattutto nel Gargano nord, accende i riflettori sulla necessità di puntare con forza sul turismo naturalistico, che consentirebbe di destagionalizzare slegando arrivi e presenze dal solito e declinante segmento balneare. “Per quanto riguarda il trekking”, dice a l’Attacco, “servirebbe uniformare la segnaletica, ottenere fondi per la pulizia dei sentieri, attuare un piano di promozione per renderli pienamente fruibili. E poi è molto importante la previsione di trasporti pubblici efficienti, capaci di collegare le aree dell’entroterra del Gargano e della Capitanata coi principali centri di arrivo, come il capoluogo Foggia. Su questo, purtroppo, siamo molto carenti: non ci sono né treni né bus che, dopo un certo orario o nei festivi, permettono ai turisti di spostarsi agevolmente. Inoltre, ritengo necessario anche prevedere un piano di comunicazione e marketing che promuova il Gargano in tutte le stagioni e non solo durante il periodo estivo, enfatizzando le diverse peculiarità che il nostro variegato territorio offre”.
“Una grande occasione per la nostra provincia, considerando che ci mancava un assessore al turismo da lunghissimo tempo. Ora più che mai servono visione e condivisione per cambiare marcia al fine di sentirci più pugliesi perché non abbiamo più alibi: l’assessora è di questa terra”, evidenzia a l’Attacco l’esperto sipontino Michele De Meo, referente TCI ed ex presidente dell’Agenzia del turismo di Manfredonia, direttore commerciale del Gruppo Gelsomino, alle prese con l’organizzazione della VI edizione del Destination Marketing Awards, in programma il 23 gennaio a Manfredonia, all’interno di Puglia Vibes. Un appuntamento utile a capire come, in altri territori, visioni, strategie e buone pratiche abbiano contribuito a migliorare le destinazioni e la qualità della vita delle comunità. “Bisogna pensare alla riqualificazione dell’offerta turistica in termini non solo di ospitalità ma di servizi offerti, metterli in connessione tra loro ma anche un portale di destinazione in grado di vendere l’esperienza già da casa. Serve cambiare la narrazione e raccontare l’altra faccia del Gargano: i borghi, le tradizioni, le esperienze legate al turismo attivo. Siamo una palestra a cielo aperto ma ancora troppo legati ad ombrellone e lettini. La destagionalizzazione avverrà di conseguenza”, conclude De Meo.
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