Risorse residue Contratto d’Area, Rotice: “Prima di pensare a chi deve venire, pensiamo a non far andare via chi c’è”

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Da più di vent’anni il Contratto d’Area di Manfredonia è un simbolo di incompiutezza: opere avviate e mai concluse, collaudi rimasti sospesi, infrastrutture che non hanno mai funzionato come avrebbero dovuto. Nel frattempo, l’area industriale oggi PIP e D46 è diventata un luogo dove decine di imprese locali hanno scelto di investire nonostante le buche, nonostante l’illuminazione carente, nonostante la mancanza di acqua, nonostante la totale assenza di servizi essenziali. Nonostante tutto. Qualcosa sembra essersi rimesso in moto, alla luce del fatto che il Comune di Manfredonia ha la volontà di recuperare le somme residue del Primo e del Secondo protocollo aggiuntivo del Contratto d’Area, come ha riferito Confindustria Foggia che ha annunciato un tavolo tecnico permanente e il proprio sostegno pieno alle iniziative dell’Amministrazione. Gianni Rotice, che ha ospitato l’incontro tra Comune e Confindustria nella sua azienda, parte da lontano. “Questa è una cosa vecchia”, dice subito a l’Attacco. “Iniziammo a lavorare su questo tema quando ero Sindaco, e fu in quel periodo che portammo il punto acqua per le aziende. Poi bisognava fare tutta una serie di interventi per la distribuzione dell’acqua e, successivamente, iniziammo l’operazione depuratore con l’ASE”. Ci sono delle somme del Contratto d’Area ancora bloccate. Perché? “Perché tutte le operazioni dell’area, in primis i collaudi, non sono ancora completate. Se non completi le opere con i collaudi – ribadisce -, non si va da nessuna parte”. E spiega perché: senza collaudi “non si possono chiudere le rendicontazioni”, senza rendicontazioni “non si possono recuperare le somme residue”, e senza quelle somme “non si possono completare le opere rimaste a metà”. Il motivo del blocco è ascrivibile ad una diatriba “tra progettista, direttore lavori, imprese fallite”. Una matassa che nessuno, per anni, ha voluto o saputo sbrogliare. L’assessore allo Sviluppo economico Matteo Gentile conferma che la questione delle aree industriali è una priorità politica. “La zona industriale PIP e D46 è una delle nostre priorità. Le leve per sviluppare nuovi posti di lavoro sono poche, perciò dobbiamo cercare di far funzionare quelle che ci sono. E lì c’è una potenzialità enorme, perché logisticamente è molto accessibile”.

Gentile ricorda che l’area ha vissuto una metamorfosi. “Vent’anni fa dovevano arrivare investimenti da fuori, imprenditori del Veneto, cose che conosciamo. Oggi, invece, è diventata un’area molto appetibile per gli imprenditori locali, che si stanno spostando lì perché la trovano vantaggiosa”. Ma c’è un problema, visto che “l’area non ha ancora la maggior parte delle infrastrutture che rendono tale un’area industriale”. Per questo, “insieme all’assessore Francesco Schiavone (con delega alle Opere pubbliche e Infrastrutture, ndr) stiamo lavorando per terminare l’opera delle infrastrutture presenti e renderla appetibile anche a potenziali investitori”.

La situazione, ammette, “è molto complessa perché ci sono una serie di questioni irrisolte ed è passato molto tempo. Sono cambiati tre dirigenti comunali, quindi anche riprendere in mano tutta la situazione amministrativa e burocratica non è stato semplice”. Ma oggi, dice, “abbiamo chiara la questione. Abbiamo ripreso i contatti con Europrogetti e Finanza, la società che per il Ministero gestisce i finanziamenti dei tre protocolli. Stiamo portando a termine le rendicontazioni”.

Sulle risorse disponibili, Rotice è netto: “C’è tra un milione e mezzo e un milione e ottocentomila euro”. Gentile, più prudentemente, riferise di non avere una cifra precisa davanti a sé nel momento in cui risponde a l’Attacco.

Il Terzo protocollo riguarda il depuratore, che “non è stato realizzato perché si voleva utilizzare quello della tintoria tessile poi passato ad ASE”. In vent’anni, le aziende si sono auto-organizzate e la maggior parte ha strumenti di auto-depurazione. “Oggi non hanno necessità di un depuratore – conferma Gentile -. Hanno necessità di acqua”. Per questo motivo l’Amministrazione ha deciso di concentrarsi sul Primo e Secondo protocollo. “Dobbiamo portare l’acqua lì. Per farlo, le urbanizzazioni devono essere completate e funzionanti”.

E anticipa che “stiamo fissando un nuovo incontro con i sindacati e Confindustria, da svolgersi presso la sede del Comune di Manfredonia nella prima o seconda settimana di febbraio. In quel momento, magari, potremo dire qualcosa in più”.

Come dice giustamente Rotice, evidenziando a l’Attacco un punto che sembra banale ma non lo è, nella zona industriale “ci sono tutte aziende del territorio. Qualcuno pensa a chi deve venire. Io dico sempre: iniziamo a mantenere chi abbiamo”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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