L’olio extravergine d’oliva si appresta ad essere straordinario protagonista della tre giorni di Evolio expo 2026. Un evento che non si limiterà a esporre eccellenze, ma che metterà al centro il racconto del territorio, delle filiere produttive, delle comunità rurali e dei paesaggi che l’olio rappresenta, intrecciando agricoltura, turismo, cultura e sviluppo economico. In Puglia l’olivo ha una storia antichissima e il suo territorio accoglie la più alta concentrazione al mondo di piante millenarie, veri e propri monumenti viventi, patrimonio inestimabile dal punto di vista naturalistico, storico e culturale. Tra le cultivar autoctone più rappresentative dell’olio pugliese troviamo Ogliarola di Bitonto, la Peranzana di Capitanata, Cellina di Nardò e la Coratina del nord barese. Attualmente la regione vanta cinque riconoscimenti DOP: Dauno (con le sottozone Alto e Basso Tavoliere, Gargano e Subappennino), Terra di Bari (con le sottozone Bitonto, Castel del Monte, Murgia dei Trulli e delle Grotte), Collina di Brindisi, Terra d’Otranto e Terre Tarantine. “Celebrare questo nostro “oro di Puglia”, ha evidenziato l’assessora al turismo Grazia Maria Starace, significa mettere in campo strategie integrate tra i diversi assessorati, affinché il settore possa crescere e svilupparsi nel migliore dei modi. Sono appena rientrata da Milano, - ha continua l’assessora - dove, nell’ambito del Forum Internazionale sul Turismo, si è fatto il punto sulle modalità di turismo open air: il turismo rurale e l’oleoturismo rientrano pienamente in questo modello e rappresentano una leva fondamentale da rafforzare e sostenere. Su questo impegno, la mia presenza e il mio sostegno non mancheranno”.
In riferimento alle dichiarazioni della Presidente di Unioncamere Puglia e della Camera di Commercio di Bari, Lucia Di Bisceglie, che ha definito la Puglia il cuore produttivo dell’olivicoltura italiana – con oltre 16mila imprese, più di 700 frantoi, oltre 20mila addetti e 111mila tonnellate di produzione nel 2024 – grandi numeri che non sempre corrispondono ad un adeguato valore aggiunto per chi produce, né ad una capacità di export in grado di garantire un posizionamento competitivo sui mercati esteri, la Starace ha evidenziato: “Evolio Expo rappresenterà l’occasione per affrontare e concertare, insieme a tutti gli operatori del settore, affinché il territorio possa essere conosciuto anche per ciò che l’olio realmente rappresenta: non solo un prodotto, ma un insieme di valori, identità e radici profonde che vogliamo trasmettere agli ospiti che arrivano dall’esterno. L’evento costituisce inoltre un tassello strategico per il rilancio della Fiera del Levante, infrastruttura espositiva unica nel Mezzogiorno al servizio delle eccellenze produttive del territorio. Non una semplice vetrina, ma un’opportunità concreta per imprimere un cambio di passo: favorire l’aggregazione tra imprese, rafforzare la capacità contrattuale della filiera, investire in innovazione e qualità certificata e raccontare la Puglia come origine riconoscibile e competitiva nel mondo. In questo quadro, l’oleoturismo diventa una politica concreta: apre i frantoi, organizza i percorsi, valorizza i saperi produttivi, crea domanda qualificata e nuova economia diffusa. ‘Evolio Expo 2026’ si inserisce pienamente nella strategia regionale: fare dell’agroalimentare di qualità una componente strutturale della nostra politica turistica e promozionale”.
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