Le aree interne tornano al centro di una riflessione che guarda al futuro dei territori e soprattutto dei giovani che li abitano. Lunedì, nella sala consiliare del Comune di Bovino, si è svolta la prima conferenza pubblica del progetto Polinterne, iniziativa promossa dal Politecnico di Bari che punta ad avviare un dialogo stabile tra università, istituzioni locali, mondo produttivo e comunità dell’Appennino dauno. L’incontro ha rappresentato un momento di confronto aperto con il territorio. I lavori si sono aperti con i saluti della Sindaca di Bovino Stefania Russo, dell’assessora regionale all’Urbanistica Marina Leuzzi, e del presidente dell’Area Interna Monti Dauni Pasquale Marchese. A presentare il progetto è stata Federica Cotecchia, docente del Politecnico di Bari e tra i promotori dell’iniziativa. Il progetto coinvolge diversi dipartimenti dell’ateneo barese e nasce con l’obiettivo di costruire un confronto permanente con le comunità delle aree interne del Mezzogiorno. L’attenzione è rivolta in particolare ai giovani e alle scuole del territorio, con l’idea di sviluppare percorsi di orientamento e formazione legati alle opportunità di lavoro che possono nascere proprio in questi contesti. La mattinata è proseguita con la presentazione delle aree tematiche su cui il Politecnico ha già sviluppato attività di ricerca e sperimentazione. Francesco Defilippis ha illustrato il tema della sicurezza territoriale e della resilienza ambientale. Michele Ottomano ha affrontato il tema della mobilità, dell’accessibilità e della logistica intelligente. Alessandro Cannavale si è soffermato su energia, sostenibilità e comunità. Michele Montemurro ha parlato di rigenerazione urbana. E Rossana Carullo di rigenerazione territoriale. Dopo il confronto con la platea e la pausa pranzo, il pomeriggio è stato dedicato alla costruzione di tavoli di lavoro e alla condivisione delle proposte emerse durante il confronto.
Il momento centrale della giornata è stato dedicato al confronto sul ruolo che la formazione universitaria può avere nel futuro delle aree interne. Un tema che attraversa da tempo il dibattito sui piccoli centri dell’Appennino dauno e che riguarda soprattutto le prospettive dei giovani, spesso costretti a lasciare questi territori per proseguire gli studi o trovare lavoro. Il progetto Polinterne nasce con l’intenzione di aprire un dialogo stabile su questo nodo, mettendo in relazione scuole, istituzioni, università e mondo del lavoro. Nel corso dell’incontro è intervenuta anche la neo-assessora regionale all’Urbanistica Marina Leuzzi, che ha sottolineato come il tema delle aree interne sia un punto centrale dell’azione amministrativa della nuova governance della Regione Puglia. “Per noi è assolutamente fondamentale occuparci in maniera sistemica del tema delle aree interne. Infatti, aver dato una delega specifica all’assessorato all’Urbanistica, all’Abitare e al Paesaggio su questa cosa è strettamente legato alle intenzioni politiche. L’incontro di oggi è importante perché dà il segno di quanto la collaborazione tra istituzioni, istituti scolastici e istituti di ricerca possa dare un contributo alla riflessione e alla co-progettazione di soluzioni per rinnovare lo sviluppo di questi territori”. Un passaggio che ha richiamato l’attenzione sul valore della collaborazione tra i diversi attori coinvolti. Il confronto avviato a Bovino è stato infatti pensato come uno spazio di dialogo tra istituzioni, comunità locali e mondo della formazione, con l’obiettivo di costruire percorsi condivisi che possano incidere sulle prospettive di sviluppo dei territori dei Monti Dauni.
Su questo punto si è soffermata anche Federica Cotecchia del Politecnico di Bari, che ha illustrato la filosofia alla base del progetto. “Polinterne è un progetto ideato dal Politecnico di Bari per un orientamento dei giovani delle aree interne cucito su di loro, al fine di captarne le aspettative, i sogni, e capire quanto il Politecnico, con la formazione che eroga, e anche col trasferimento delle conoscenze e tecnologico, può portarli a trovare attività lavorative nelle aree interne, anche mettendoli in collegamento con i rappresentanti del mondo del lavoro e della produzione”. L’attenzione è quindi rivolta soprattutto ai giovani e al loro rapporto con il territorio. L’obiettivo è comprendere quali siano le aspettative delle nuove generazioni e capire in che modo la formazione universitaria possa contribuire a creare opportunità professionali legate alle caratteristiche delle aree interne. Cotecchia ha evidenziato come proprio questo approccio rappresenti l’elemento distintivo dell’iniziativa. “È un progetto di confronto partecipato, per questo differente da un orientamento tradizionale, con cui il Politecnico di Bari vuole creare un rapporto continuo nel tempo con le comunità delle aree interne, e in particolare con la componente giovanile”.
Nel corso della giornata è stato ricordato anche il lavoro già sviluppato negli anni da diversi gruppi di ricerca del Politecnico di Bari in contesti legati alle aree interne. Studi e progetti portati avanti dall’ateneo hanno prodotto risultati significativi in ambiti che riguardano la sicurezza del territorio, la pianificazione e le strategie di sviluppo locale. Un patrimonio di esperienze che oggi confluisce nel progetto Polinterne e che rappresenta uno dei punti di partenza del confronto avviato con le comunità locali. “Poiché nel Politecnico di Bari vari gruppi di ricerca hanno già lavorato nelle aree interne con risultati d’impatto per l’attività, lo sviluppo e la sicurezza di queste zone, le aree tematiche aggregano i risultati di questi progetti, che sono un po’ la dote che il Politecnico porta in queste aree. L’auspicio è quello di fare in modo che gli studenti possano avvicinarsi a questi temi che andiamo a sviluppare oggi”. La giornata di Bovino si è conclusa con la restituzione dei contributi emersi durante i tavoli di lavoro pomeridiani. Spunti e osservazioni che serviranno a definire i prossimi passaggi del progetto, con il coinvolgimento diretto delle scuole dei Monti Dauni e con l’obiettivo di trasformare il confronto avviato in attività formative e laboratoriali rivolte agli studenti del territorio.
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