Spopolamento, da Bovino un segnale positivo. La Sindaca Russo: “Nel 2025 dato migliore degli ultimi 11 anni”

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Un segnale incoraggiante che arriva proprio da Bovino e che riguarda il tema più discusso quando si parla di aree interne è quello relativo allo spopolamento. Durante l’incontro dedicato al progetto Polinterne, la Sindaca Stefania Russo ha annunciato un dato demografico relativo al 2025 che, per il comune dei Monti Dauni, rappresenta un’inversione di tendenza rispetto agli ultimi anni. “Abbiamo un dato, che oggi lanciamo in anteprima, che mi rende molto felice, ed è quello della popolazione del 2025 a Bovino, dove - nel nostro piccolo - abbiamo il dato relativo allo spopolamento migliore degli ultimi undici anni”, ha spiegato la prima cittadina intervenendo nel corso della conferenza. Un risultato che arriva in un contesto in cui molti piccoli centri dell’entroterra continuano a fare i conti con il calo demografico e con la partenza dei giovani. Secondo Russo, il dato non riguarda tanto l’aumento delle nascite, che restano basse come nel resto del Paese, quanto piuttosto i movimenti della popolazione. “Questo dimostra che, nonostante le nascite siano molto basse, sono diminuite le emigrazioni e aumentate le immigrazioni, cioè le persone che prendono residenza a Bovino”. Un segnale che, nelle parole della Sindaca, racconta un cambiamento nel rapporto tra cittadini e territori delle aree interne. “Vuol dire che c’è il desiderio di vivere qui, e iniziative come questa possono aiutarci a valorizzare le nostre risorse”. Il riferimento è proprio agli incontri e ai progetti che stanno riportando attenzione su questi territori, coinvolgendo istituzioni, università e comunità locali. Russo ha insistito su un punto che spesso ritorna nel dibattito sulle aree interne: il modo in cui questi territori vengono raccontati. “Io dico sempre che le aree interne non sono posti vuoti, dove non c’è nulla, ma luoghi ricchissimi di servizi ecosistemici e quindi dobbiamo ricominciare a vedere lavoro in questo”. Il ragionamento si lega alla possibilità di costruire nuove opportunità economiche legate alle caratteristiche del territorio. La Sindaca ha richiamato alcuni ambiti in cui, secondo lei, possono aprirsi prospettive per i giovani che scelgono di restare o di tornare. “Nell’agricoltura, ma anche nella tutela del territorio, dal rischio idrogeologico alle energie alternative. Insomma, tutto ciò che può costituire una risorsa e una fonte di lavoro per i nostri giovani”. Parole che si inseriscono in una riflessione più ampia sul futuro dei piccoli comuni dell’entroterra.

Il dato demografico annunciato da Bovino rappresenta un segnale locale, ma per l’amministrazione comunale assume anche un valore simbolico. Indica che, accanto alle difficoltà, esistono dinamiche nuove che possono contribuire a rimettere al centro il ruolo delle aree interne.

Ma il confronto promosso a Bovino è stato anche l’occasione per richiamare l’attenzione sulla necessità di allargare il dibattito sulle aree interne oltre i confini dei singoli comuni. A sottolinearlo è stato Pasquale Marchese, presidente dell’Area Interna Monti Dauni, intervenuto nel corso dell’incontro. “La materia è complessa. Quella di oggi è una giornata importante, perché l’attenzione sulle aree interne non è esclusiva di chi le vive”, ha osservato Marchese, evidenziando come iniziative di questo tipo contribuiscano ad aprire un confronto più ampio sul futuro di questi territori. Il presidente dell’Area Interna Monti Dauni ha richiamato in particolare il ruolo del mondo della formazione e della ricerca nel costruire nuove prospettive per le comunità locali. “In questo caso, l’Università di Bari sta cercando di coinvolgere i giovani, ed è una nota di merito per il Comune di Bovino che ha messo in piedi questa iniziativa”.

Secondo Marchese il valore dell’incontro sta soprattutto nella possibilità di mettere a confronto esperienze e punti di vista diversi, con l’obiettivo di far emergere proposte utili per il territorio. “Verranno fuori idee e proposte fondamentali per il nostro territorio, che vive situazioni molto particolari”. Da qui l’invito a mantenere aperto il dialogo con le comunità locali e con le nuove generazioni. “Siamo qui per apprendere. Ognuno di noi ha delle possibili soluzioni, è convinto delle proprie idee, ma è importante confrontarsi, ascoltare la gente e soprattutto i giovani, che sono gli unici che possono tirarci fuori da questa fase spiacevole che stiamo vivendo”. 

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testatina dillo al direttore WEB

 

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