Nei piccoli comuni dei Monti Dauni il futuro passa anche da chi arriva da lontano. È il messaggio emerso dal convegno “Dall’accoglienza alla restanza”, ospitato giovedì scorso nel municipio di Monteleone di Puglia, dove amministratori locali, esperti e rappresentanti delle istituzioni regionali si sono confrontati su come trasformare i percorsi di accoglienza in opportunità di ripopolamento e sviluppo per le aree interne. Al centro dell’incontro la presentazione del progetto “Integra”, una sperimentazione pensata per accompagnare i cittadini extracomunitari in uscita dai programmi SAI – il Sistema di Accoglienza e Integrazione – verso una piena autonomia. L’idea è quella di costruire un passaggio concreto dall’assistenza iniziale alla possibilità di diventare nuovi residenti stabili nei borghi montani. Tra gli strumenti messi in campo: accesso alla casa, recupero del patrimonio edilizio inutilizzato, inserimento lavorativo e valorizzazione delle competenze nei settori più radicati nel territorio, come agricoltura, artigianato e servizi alla persona. Un percorso che punta anche a rafforzare i legami sociali e a creare comunità inclusive capaci di accogliere nuovi abitanti. Il confronto ha riunito numerosi amministratori dei Monti Dauni.
A fare gli onori di casa il Sindaco di Monteleone di Puglia Giovanni Campese, affiancato dal consigliere regionale Giulio Scapato e da diversi primi cittadini dell’area: Francesco Caserta (Troia), Pasquale Marchese (Castelluccio Valmaggiore e presidente dell’Area Interna Monti Dauni), Agostino De Paolis (Accadia), Amedeo De Cotiis (Panni) e Paolo Lavanga (Anzano di Puglia). Presente anche Giuseppe Ambrosino, vicesindaco di Deliceto, insieme alla dirigente scolastica dell’istituto omnicomprensivo di Accadia Roberta Saccinto e al presidente del Gal Meridaunia Pasquale De Vita.
La parte tecnica del progetto è stata illustrata dal project manager Marco Sbarra, mentre Paolo Ponzio, coordinatore del Piano strategico della cultura della Regione Puglia, ha collocato l’esperienza nel più ampio quadro delle politiche regionali per le aree interne. È intervenuta durante i lavori anche l’assessora regionale alla Cultura con delega alle politiche migratorie Silvia Miglietta, che ha sottolineato come iniziative di questo tipo possano rappresentare una risposta concreta alla crisi demografica dei piccoli centri.
Nei Monti Dauni, infatti, il calo della popolazione mette a rischio servizi essenziali, scuole e attività economiche. L’idea che emerge dal progetto è semplice ma ambiziosa: non limitarsi a ospitare, ma creare le condizioni perché chi arriva possa scegliere di restare. Una prospettiva che, per molti territori dell’entroterra, potrebbe trasformare l’accoglienza in una leva di rigenerazione sociale ed economica.
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).