Alessandra Caccavo, il volo nel tempio dell’Olimpia Milano. Fa parte dello staff Marketing del club

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Per esaudire i propri sogni bisogna lavorare sodo ed essere disposti a sacrificarsi e ad accettare inevitabili rinunce. Il segreto è credere in sé stessi e tenere sempre aperta ogni porta per essere pronti ad intraprendere una nuova strada. Alessandra Caccavo oggi ha 24 anni e ha realizzato il suo sogno calcando un prestigioso parquet di serie A, il Mediolanum Forum di Milano, se pur non da giocatrice di basket, ma da Ticketing&Sales Specialist nello staff Marketing dell’Olimpia Milano, la società più titolata d’Italia e una delle big d’Europa.

Figlia d’arte, è cresciuta a pane e basket, a partire dai nonni materni Giuseppe La Rotonda e Ombretta Petrozzi, per proseguire coi genitori Carla e Nunzio, e finire al fratello Vincenzo, tutti passati dalla storica Libertas Foggia, in cui finanche il nonno paterno Vincenzo è stato presidente alla fine degli anni ’70. Ha percorso tanti chilometri Alessandra per dar sfogo alla sua passione, in mancanza di una società femminile a Foggia, e così dopo il minibasket, dai 12 ai 22 anni ha dovuto girovagare sempre per allenarsi e giocare dai campionati giovanili fino alla serie B. “Sin da piccola - racconta mamma Carla - ha svelato quella che sarebbe stata la sua personalità: solare, socievole, curiosa, gioiosa e schietta. Crescendo, poi, ha imparato che la condivisione, la generosità, l’altruismo unito alla determinazione, la gentilezza ed il sacrificio possono favorire il raggiungimento di un obiettivo. Quando è salita la competizione non ha mai rinunciato ad un allenamento o gara la domenica mattina in giro per la Puglia per un sabato sera con gli amici”.

Ed è sempre riuscita a conciliare scuola e attività sportiva, perfino nell’esperienza di studio all’estero, in quarto liceo, ha continuato a giocare a basket, trovando anche in quel contesto nuovi stimoli per la formazione della sua personalità. “L’esperienza in Canada - prosegue la mamma - l’ha proiettata in un sistema scolastico educativo che non escludeva le gare sportive e che favoriva lo studio di discipline quali leadership, teatro e attività di volontariato, divenute poi determinanti per la sua crescita umana e culturale”.

La laurea in Scienze Motorie conseguita nel ’21 col massimo dei voti ha rappresentato un altro traguardo nell’ambito del suo percorso legato al mondo dello sport. “A settembre di quell’anno mi sono trasferita a Milano- racconta Alessandra Caccavo - per frequentare per un anno il Mastee Sport Business Management con poi 6 mesi di stage obbligatorio. Dal gennaio successivo ho inviato ovunque il mio curriculum dando priorità al basket, Olimpia Milano e Virtus Bologna su tutte. Sono stata fortunata, perché dopo 4 colloqui all’ Armani Milano, a maggio del ‘22 ho iniziato lo stage”.

Alessandra così a novembre viene subito integrata nello staff dell’Olimpia, a conferma che in quella giovane solare, curiosa e socievole ragazza erano state individuate quelle qualità che le permettono oggi di essere in prima fila in quello che è considerato il tempio del basket. “Il mio lavoro è bellissimo - dice-, perché è come continuare a giocare a basket: non sono io a scendere in campo ovviamente, ma vivo le stesse emozioni, siano esse gioie o delusioni, si vince e si perde tutti insieme. Il mio ufficio si trova all’interno del Forum, quindi sono ogni giorno a stretto contatto con giocatori, tecnici e staff tecnico. Da noi si respira aria da NBA grazie a coach Messina che è capo allenatore ed anche il Presidente del ‘Basketball Operations’. E che dagli Stati Uniti ha trasferito modelli americani del management”​.

Caccavo ha smesso di giocare da quando lavora all’Olimpia perché non ha più tempo da dedicare alla sua passione: “Il trasferimento a Milano ha cambiato molto la mia vita soprattutto per quanto concerne i ritmi, siamo negli uffici marketing dal lunedì al venerdì dalle 9 alle  18, e poi il giorno della gara dobbiamo occuparci di tutto, dall’accoglienza delle tv,  ai giornalisti presenti e a tutto a ciò che ruota attorno all’evento fino al post gara, insomma siamo gli ultimi a lasciare il Palazzetto”.

“Passo dopo passo. Non conosco altra maniera per raggiungere i successi”, diceva Michael Jordan, e la storia di Alessandra Caccavo sembra ripercorrere questo pensiero, come conferma anche la madre: “Il lavoro che la impegna oggi è la conseguenza di un percorso formativo che si è costruita da sola e che la gratifica sotto il profilo umano, relazionale, sportivo ed economico, ed io credetemi non potrei essere più orgogliosa di lei”.

Marisa Bizzarro

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testatina dillo al direttore WEB

 

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