Addio a Mauro Finiguerra, storico amministratore delegato del Foggia: un altro pezzo di Zemanlandia è volato via

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Era malato da tempo. Si era ritirato a vita privata, e in Tribunale a Foggia, la sua seconda casa, non lo si vedeva da un pezzo. A 85 anni martedì scorso si è spento Mauro Finiguerra, lo storico amministratore delegato del Foggia Calcio protagonista della scalata dalla Serie C alla Serie A, e che ha contribuito in prima linea a scrivere una delle pagine più gloriose della ultracentenaria storia del club rossonero. Era nato a Lavello il 12 dicembre del ’40, lascia i figli Attanasio e Massimiliano, oltre alla moglie Angela. I funerali saranno celebrati a Lavello oggi alle ore 16 presso la Parrocchia Sacro Cuore. Finiguerra, prima che apprezzato dirigente del Foggia negli anni d’oro di Zemanlandia, è stato valente avvocato appartenente al Foro di Melfi (soppresso nel ’13), e nel ’22 è stato insignito dal Coa di Potenza della Toga d’oro. Ha ricoperto dal 1986 al 1994 la carica di amministratore delegato del Foggia Calcio. Un’esperienza professionale ed umana esaltante, se si pensa alla scalata dei satanelli dalla C alla Serie A. Erano i tempi di Zdenek Zeman in panchina e di Zemanlandia, termine presente anche nella Treccani, e del trio delle meraviglie Rambaudi-Baiano-Signori. Finiguerra è stato, inoltre, consigliere della Lega Nazionale Professionisti di Serie C. Di lui e della sua milizia in rossonero si iniziò a parlare nel corso di un processo davanti alla Giustizia sportiva nel quale nell’86 difendeva, con Vincenzo Siniscalchi, la società Foggia Calcio, deferita perché coinvolta nel calcio scommesse, noto come Totonero bis.

Sarebbe salito agli onori della cronaca perché dopo una settimana di udienze avanti alla Caf, riunita nell'Hotel Hilton di Roma, avrebbe evitato al Foggia la retrocessione in Serie C2. “L’emozione di sentire il presidente Vigorita leggere il dispositivo è stato indimenticabile”, ricorderà sempre Finiguerra, che nell’88 entrerà stabilmente nei quadri societari del club passato nel frattempo nelle mani dei fratelli Casillo. “La società Calcio Foggia 1920 abbraccia la famiglia dell’avv. Mauro Finiguerra, nato a Lavello 84 anni fa e morto quest’oggi martedì 21 ottobre. Foggiano di adozione, stimato avvocato, aveva legato il suo nome ai rossoneri nel periodo a cavallo tra gli anni ‘80 e ’90. Amministratore delegato del club, fu protagonista di una storica scalata dalla serie C alla serie A contribuendo a creare uno dei momenti più prestigiosi della ultracentenaria storia della società rossonera”, così lo ha ricordato il club rossonero in una nota ufficiale. Finiguerra è stato la mente geniale del gruppo Casillo, l’uomo che contribuì dietro la scrivania a costruire il mito di Zemanlandia, e che resse le sorti della Salernitana fino al passaggio da Casillo ad Aliberti, salvandola più volte dal fallimento con la sua finanza creativa. “Un triste giorno per l’Avvocatura. Ci lascia un grande professionista e un grande uomo. Una personalità poliedrica che coltivava la sua passione per lo sport e in particolare per il calcio, dove si è affermato come dirigente ai massimi livelli nazionali”, il messaggio di cordoglio dell’associazione forense Roberto Maranta.

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