Verso il ballottaggio, M5S davanti a due scenari: accordo serio con Prencipe o sarà opposizione

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A Manfredonia non c’è stato nemmeno il tempo di chiudere definitivamente lo spoglio del primo turno che già lunedì mattina erano partite le prime telefonate e ammiccamenti in vista del ballottaggio che il 21 novembre decreterà chi tra Gaetano Prencipe e Gianni Rotice sarà il nuovo sindaco.

I due sfidanti si contendono il sostegno da parte dei quattro esclusi, i quali nel complesso sono stati votati da circa 13.800 persone, pari al 48% dei votanti di domenica scorsa. I più ambiti, ovviamente, sono gli elettorati che hanno scelto il pentastellato Raffaele Fatone e la civica Giulia Fresca.

L’orientamento che viene dal capo politico Giuseppe Conte è, laddove possibile, a favore degli accordi col centrosinistra. Dunque il primo scenario che si prospetta per i 5S è quello di un’intesa o di un vero apparentamento tecnico con Prencipe, cui porterebbero in dote almeno una parte del 19,15% conquistato (5.495 voti).

Ma il M5S intende usare la massima cautela per non danneggiare la propria immagine con una mossa incompresa dall’elettorato. Lunedì sera sono tornati a Manfredonia i due big che più da vicino stanno seguendo la città, ovvero l’europarlamentare Mario Furore e l’assessora regionale Rosa Barone. C’è stata una prima riunione nel comitato di Fatone, al termine del quale si è visto un gustoso siparietto in corso Manfredi. Fatone è stato intercettato dapprima da Prencipe e dopo pochi istanti da Rotice, col risultato che i tre si sono ritrovati insieme.

A quel punto l’eletto del MoVimento li ha salutati lasciandoli soli, in un’atmosfera di fredda cortesia tra l’edile e il suo ex avvocato. Poi Rotice è stato avvistato a passeggio a braccetto col suo principale sponsor politico, il forzista Giandiego Gatta. Già alcune ore prima il deputato Pd Michele Bordo aveva telefonato al senatore M5S Marco Pellegrini, mentre Prencipe aveva contattato Barone.

Nel M5S non è stata ancora decisa la linea, ma l’intenzione è quella di stilare una serie di punti che impegnino Prencipe e i suoi a posizioni comuni. Non solo Parco del Gargano ma anche comparti CA (dove il ticket Cifaldi-Rosciano è stato riuscitissimo per il M5S) e il veto alle “teste di legno”. Il riferimento dei pentastellati è in particolare a Francesco Schiavone, il più votato nella lista di Progetto Popolare, il quale ha beneficiato di un aiuto da parte dell’ex vicesindaco Pd Salvatore Zingariello (incandidabile). Da Prencipe il M5S si attende garanzie anche rispetto all’eventuale presenza in giunta di Schiavone. Al momento, però, non è chiaro se il Pd voglia un apparentamento tecnico o un semplice appoggio esterno. Di sicuro i dem si sentono galvanizzati: “Eravamo stati dati per morti, non è così”.

La forte diffidenza del M5S nei riguardi del Pd, le reciproche chiusure già viste nei mesi scorsi quando si lavorava ad un’alleanza, inficeranno anche stavolta la concretizzazione di un accordo? “L’intesa con Prencipe è possibile solo se seria, su punti previsi, con un impegno pubblico assunto davanti ai cittadini rispetto ai nostri temi”, commentano alcuni pentastellati a l’Attacco.

“Anche noi dovremo spiegarlo bene ai nostri elettori. Non possiamo rischiare che si verifichi quanto si sta vedendo tra Bonito e Sgarro a Cerignola. Il secondo scenario è quello che ci vede liberi, come ha fatto Raggi a Roma. Non c’è un’altra ipotesi, non andremo mai con Rotice. Conte non impone in alcun modo l’alleanza col Pd ma l’indicazione nazionale è a non andare col centrodestra. Se si volesse si potrebbe chiudere nell’arco di questa settimana”.

I 5S non escludono nemmeno la possibilità di un ingresso in giunta, ma “i conti in sospeso sono tanti, c’è poca fiducia tra noi e il Pd”. “Manfredonia non è né San Nicandro Garganico né Cerignola. Questa è la città del Fattore M, è un altro Pd. Sono situazioni ben differenti, dobbiamo andarci coi piedi di piombo. La domanda di cambiamento che la popolazione sipontina ha espresso domenica la intercetti al ballottaggio solo se fai precise scelte di rinnovamento e non solo sulle teste di legno, nel Pd devono capirlo”.

Nel M5S replicano anche a quanto detto da Tasso ieri su queste colonne: “Fresca fu contattata da Marco Pellegrini per verificare la possibilità di unirci, ma pretendeva che rinunciassimo al simbolo del MoVimento. Una cosa assurda. E alcuni nostri attivisti andarono a parlare con Massimiliano Ritucci, il quale disse rispetto, all’idea di correre assieme, che non se ne parlava proprio”.

Fresca – premiata col 17,2% e 4.882 consensi - ha dichiarato in un video Fb che non darà indicazioni di voto per il secondo turno, ma le parole a l’Attacco del deputato del Gruppo Misto Antonio Tasso fanno ritenere che una preferenza ci sia.

“Personalmente, ritengo che potrebbe essere arrivato il momento di provare una sana alternanza”, ha sentenziato l’ex 5Stelle, una frase che è apparsa come un endorsement o quasi per Rotice. Maria Teresa Valente (fermatasi al 6,57% con 1.885 voti) si trova tra due fuochi: CON è nell’alveo del centrosinistra e Emiliano vorrebbe accordo con Prencipe, ma Riccardi da mesi ha promesso sostegno all’amico Rotice. “CON è di centrosinistra, però nel caso di Manfredonia è stato antagonista a tale ambito politico. Immagino che chi ha votato per CON lo abbia fatto anche in virtù di questa ragione”, ha affermato ieri a l’Attacco l’ex sindaco Angelo Riccardi, fondatore di CON nel Golfo e mentore politico di Valente. Il calendiano Tommaso Rinaldi, nonostante il 5,13% (1.471 consensi), potrebbe restare fuori dal prossimo consiglio comunale. Il seggio è ancora incerto.

I calcoli fatti in queste ore in casa Pd vedono, in caso di vittoria di Prencipe, una maggioranza formata da 5 Progressisti Dem, 4 di Progetto Popolare, 4 di Molo 21 e un eletto del Movimento EST; mentre la minoranza si spartirebbe i 10 seggi residui con 4 per Rotice (il candidato sindaco e tre eletti), 3 per Fatone (l’ingegnere e due eletti), 2 per Fresca (l’ingegnera e un eletto) e uno per Valente.

“Abbiamo deciso collegialmente che faremo opposizione, per dare seguito ad un percorso politico chiaro che ha contraddistinto il nostro operato dal 5 febbraio scorso”, commenta a l’Attacco Rinaldi. “Se avessimo voluto puntare alle poltrone avremmo fatto accordi prima del voto, quando ci è stato proposto di tutto. Crediamo di aver seminato bene e, di conseguenza, poterne beneficiare in modo molto più consistente alla prossima campagna elettorale che, a giudicare dalla composizione dell'attuale consiglio, non dovrebbe tardare troppo. E’ giusto che si vada a votare. Onestamente non so dire da quale parte arrivino i miei voti. Di certo sono di delusi sia di centrodestra sia di centrosinistra sia di elettori che, finalmente, hanno trovato casa ed un'offerta politica più confacente alle loro idee. L'intenzione del nostro riformismo pragmatico è propria quella di scardinare dalle fondamenta il ‘sono di destra’ o ‘sono di sinistra’. Le buone idee non sono né di destra né di sinistra, sono buone e basta”.

Quale delle due prospettive, tra Prencipe e Rotice, è ritenuta peggiore in casa Azione? “È ovvio che le due proposte in campo non sono la stessa cosa ma, per aspetti diversi, le trovo entrambe indigeribili”, conclude il consulente finanziario. “Una delle due, con l'uso di tantissimo Gaviscon, potrebbe essere anche presa in considerazione come elettore. Ma stiamo parlando di un governo cittadino “ponte” e a termine. Una specie di governo balneare, anzi natalizio”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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