Campioni di preferenze: la donna più votata e il volto nuovo del centrosinistra

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La donna più votata di questa competizione elettorale è la 22enne Giovanna Titta. Fresca, verrebbe da dire se non ci fosse già chi lo è di cognome, comunque giovane. È quasi una millennial, sarebbe stata la prima ad arrivare a Palazzo San Domenico, perciò non passa inosservato che sia riuscita a guadagnarsi la bellezza di 613 preferenze.

Vale sicuramente tenere in conto che il suo successo è stato ottenuto tra le fila di Strada Facendo, la seconda compagine più votata dopo Forza Italia, perciò vale anche osservare che è davanti ad altre protagoniste e protagonisti che, invece, non sono stati tali e hanno deluso le aspettative. Le proprie, probabilmente, più che quelle degli altri.

Se si mettono insieme le preferenze ottenute dai colleghi di lista Lucia Trigiani, ex consigliera comunale, Mary Fabrizio, imprenditrice e titolare del Seashell Restaurant, e Franco Barbone, ex amministratore unico ASE, si resta comunque lontani dal bottino racimolato da Titta.

L’abbinamento con cui era proposta all’elettorato, in coppia con l’avvocato Salvemini (di cui riferiamo qui), è stato un ulteriore traino per rendere ancora più pingue il risultato a cui ambire.

Giovanna Titta è figlia d’arte: suo padre è l’ex consigliere comunale Cosimo Titta. Sarebbe lungo il racconto delle peregrinazioni politiche fin qui compiute da Cosimo. Tuttavia, la sua area di riferimento è stata lungamente quella centrista dell’UDC, noti i pregressi legami esistenti con Angelo Cera per esempio, fino al suo ultimo approdo che lo vede adesso alla corte del consigliere regionale apricenese Paolo Dell’Erba.

Rappresenta un importante serbatoio di voti anche l’ambito famigliare. Peppino Titta, per esempio, parente e storico consigliere comunale di area centrista e moderata, stando a quanto sostiene chi sarebbe stato contattato di persona, ha concorso anch’egli alla campagna elettorale della nipote.
Una mano è arrivata anche da un altro ramo della famiglia, quello della parentela acquisita con i Gelsomino. Nella scorsa consiliatura, era stato eletto il giovane Arturo Gelsomino. Questa volta, invece, era Giovanna Titta la loro candidata preferita. Per buona pace di Franco Barbone e famiglia, una volta molto vicini ai Gelsomino. Rende meglio l’idea la constatazione che l’ex a.u. ASE ha vissuto una debacle: 149 voti. Surclassato, più che superato, dalla neofita Giovanna Titta, che ne ha presi quattro volte tanti.

 

Tutti i Progressisti Dem dietro di lei (e il papà Salvatore davanti)
Non è stata la prima, né la seconda e nemmeno può comparire sul podio delle tre donne più votate delle ultime amministrative sipontine, comunque Mariarita Valentino detiene ugualmente un primato: è la donna più votata della coalizione di centrosinistra e di qualunque altra, eccetto quella a supporto di Rotice.

Un risultato straordinario: 347 voti, che rappresentano il 10% circa delle preferenze raccolte dalla lista Progressisti Dem. Dietro di lei i più quotati Raffaele Caputo, segretario cittadino del PD, Matteo Gentile, imprenditore del Coworking Smart Lab, l’ex consigliere comunale ecologista Alfredo De Luca, per citare solamente i più noti.

Dice di sé che “sono una madre di tre figli, una lavoratrice, in primis per necessità, ed oggi anche per scelta, occupandomi di supportare e migliorare le condizioni di vita quotidiana di chi versa in condizioni di bisogno, anziani e disabili”. Lavora, infatti, con una società cooperativa che si occupa di assistenza sociale non residenziale per anziani e disabili. Vive con uno degli ultimi vincitori del famoso concorso per agente di Polizia Locale a Manfredonia ed è una convinta animalista perché, spiega, “l’amore per gli animali insegna come si possa amare senza ricevere nulla in cambio”.

Era abbinata a Gino Castriotta, fermatosi ad una 50ina di voti di distanza da lei e ad una sola incollatura dal dem più votato: Massimo Ciuffreda. Comunque, Castriotta è una persona a lei vicina dal momento che frequenta piuttosto assiduamente suo fratello.

Anche la 40enne nata a Foggia è figlia d’arte e anche suo padre è stato consigliere comunale: Salvatore Valentino. Uomo del PD, nella sua vita politica, ha lavorato come vigile presso il Comando di Foggia. Lo si vedeva non di rado nei più disparati uffici di enti, istituzioni e simili: INPS, Comune di Foggia, Camera di Commercio e così via. Era sempre pronto a dare una mano agli eventuali richiedenti e questo atteggiamento gli ha permesso di avere a che fare e conoscere tanta gente.

Ancora oggi, a distanza di quasi tre anni, si ricordano le sue assenze intermittenti in Consiglio comunale, durante il Riccardi-bis. Quella era una maggioranza che si reggeva sul tredicesimo uomo, di ventiquattro consiglieri totali, perciò i mal di pancia interni all’Amministrazione mettevano a rischio il proseguimento della stessa. Poi, d’incanto, Salvatore Valentino tornava al suo posto in aula e votava gli accapi proposti.

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