La prima votazione per eleggere il nuovo Capo dello Stato, come stabilito dal presidente della Camera Roberto Fico, si terrà alle ore 15.
Da quel momento, a blocchi di 50, tutti i senatori, i deputati e i delegati regionali dovranno esprimere, nella segretezza dell’urna, una preferenza.
Bisognerà fare in fretta: possibilmente entro il 3 febbraio, quando scadrà il mandato di Sergio Mattarella.
La diretta streaming delle elezioni del Presidente della Repubblica potrà essere seguita a partire dalle ore 15:00 tramite il canale YouTube della Camera. Non mancheranno, comunque, le trasmissioni televisive che seguiranno live l’evento.
La Costituzione italiana, anzitutto, prevede che a scegliere il Capo dello Stato – il cui mandato è di 7 anni – siano i senatori (compresi quelli a vita), i deputati e i delegati regionali. Quest’ultimi sono tre per regione, tranne la Valle d’Aosta che ne esprime solo uno. In totale i “grandi elettori” quest’anno saranno 1.009, almeno sulla carta.
I primi a votare, comunque, saranno i senatori a vita (6, cioè Liliana Segre, Giorgio Napolitano, Mario Monti, Elena Cattaneo, Renzo Piano e Carlo Rubbia), a seguire i senatori (315), i deputati (630) e infine i delegati regionali (85), che le singole Regioni hanno eletto in queste settimane. In genere si tratta di due rappresentanti della maggioranza e di un rappresentante della minoranza. Questa, tra l’altro, e non è un dato trascurabile, sarà l’ultima elezione che potrà contare su un numero così alto di parlamentari riuniti in seduta comune. A seguito della recente legge di revisione costituzionale, infatti, dalla prossima elezione del presidente della Repubblica ci saranno 230 deputati e 115 senatori in meno.
Al momento è stata prevista una sola votazione al giorno (per consentire la sanificazione ed evitare assembramenti), rispetto alle tradizionali due di 7 anni fa. Tra una votazione e l’altra sono previste interruzioni anche per consentire il dialogo tra le forze politiche. La durata media di ciascuno scrutinio è di circa 4 ore e mezza. Per entrare a Montecitorio, tra l’altro, sarà necessario esibire il Green pass “base”, quindi va bene anche quello con tampone (così da non escludere i No vax), e saranno ammessi all’Aula 50 grandi elettori alla volta. Si voterà, in ordine alfabetico, per fasce orarie, nell’Aula di Montecitorio. La chiamata dei grandi elettori verrà ripetuta due volte. Durante lo scrutinio non potranno esserci più di 200 persone mentre nelle tribune potranno accedere al massimo 106 parlamentari e delegati regionali.
Nel corso delle votazioni il quorum per diventare presidente cambia ai sensi dell’articolo 83 della Costituzione: per i primi tre scrutini è richiesta la maggioranza qualificata dei due terzi dell’assemblea – cioè, numeri alla mano, 673 su 1.009 grandi elettori – mentre dalla quarta, cioè quella “chiave” (visto che solo da quel momento potrebbe arrivare l’accordo), basteranno 505 voti su 1.009, cioè la maggioranza assoluta, dunque la metà più uno dei grandi elettori.
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