Tutolo: “Il Pd me l’ha fatta pagare per le parole su Azzarone”. Giallella: “A noi la presidenza”

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I Comuni dei Monti Dauni sono praticamente la metà di quelli della Capitanata, ma evidentemente sorgono sotto la metà del cielo sbagliata, almeno

a quanto mostrano le risultanze delle ultime elezioni provinciali di domenica scorsa: zero rappresentanti nel nuovo Consiglio di Palazzo Dogana.

Quello più “vicino” è il lucerino Tonio De Maio, che pure ha mietuto voti tra i piccoli centri. Ma manca un riferimento diretto e concreto per un territorio che di tutto ha bisogno tranne che di essere ulteriormente marginalizzato quando si tratta di prendere decisione d’insieme. Le motivazioni sono ovviamente tante e variegate, che spaziano da discutibili scelte politiche a errori di valutazione, passando per gli ostacoli tecnici di una legge che non ha mai convinto, e finendo alla carenza di una visione collegiale che invece è molto visibile quanto si tratta di programmazione delle Aree Interne, un esempio virtuoso e felice che però rischia di rimanare fine a se stesso e confinato politicamente dentro un perimetro quasi da riserva indiana, anzi foggiana, che poi resta il fulcro di ogni potere decisionale nelle competenze di Palazzo Dogana, a partire dalla questione “strade” che da quelle parti è di primaria importanza.

Quello che forse è andato più vicino allo sbarco in Consiglio è stato Leonardo De Matthaeis, diretto sodale dell’attuale presidente Nicola Gatta, giunto terzo nella lista “Per la Capitanata”, ispirata direttamente dal Sindaco di Candela.

“La mia è stata una candidatura last minute – ha commentato a l’Attacco il primo cittadino di Alberona – per la quale avrei avuto bisogno di più tempo per far confluire maggiore consenso sulla mia persona. Comunque non è andata male, sono molto soddisfatto per il risultato personale e per aver dato un contributo importante alla lista di cui facevo parte, circostanza tutt’altro che scontata alla vigilia del voto. Dispiace certamente l’assenza di rappresentanti dei Monti Dauni, ma su questo pesa anche il criterio penalizzante della Legge Delrio per i Comuni di piccole dimensioni come i nostri, è sicuramente più difficile emergere quando il voto ponderato diventa una montagna da scalare. L’intero nostro Consiglio comunale ‘vale’ quanto un solo rappresentante di un centro di media grandezza. Non è una proporzione equa e quando si fanno i conteggi poi tutto questo appare più chiaro”.

Le Aree Interne, in questo periodo, sono protagoniste su alcune scelte strategiche, e rappresentano ancora un nucleo dentro cui certe dinamiche vanno individuate e perseguite.

Lo conferma a l’Attacco il coordinatore Raimondo Giallella, Sindaco di Pietramontecorvino. “E’ vero innegabile che il nostro sodalizio debba crescere insieme anche politicamente, e non solo nella capacità di programmazione che invece abbiamo dimostrato. Ancora non siamo diventati un laboratorio efficace da questo punto di vista, perché la rappresentanza è importante, anche se non la ritengo decisiva o fondamentale. Per giunta, noi dobbiamo combattere il demone dei criteri di questo voto ponderale che ci penalizza fortemente rispetto ad altre realtà. Sia chiaro, non vogliamo fare paragoni con nessuno, ma i numeri sono quelli, anche se da parte nostra ci devono essere azioni diverse e maggiormente organiche, facendo dei ragionamenti avviati per tempo e scongiurando la dispersione delle candidature che pure c’erano nelle liste, ma evidentemente sono spesso servite solo per fare numero, incidendo anche sulla dignità delle figura inserite. A ogni modo, io non penso che questo sia un dramma, non tutti i mali vengono per nuocere, sia perché sarebbe subito possibile attuare dei meccanismi di compensazione per i Monti dauni, continuando a scegliere al suo interno la figura da candidare alla presidenza, ma anche perché questa situazione sia da stimolo a organizzarci per tempo, costruendo una vera rappresentanza istituzionale. E poi questi risultati credo abbiano dato un volto nuovo alla politica di Capitanata dove la fase dei social sta chiaramente per finire”.

Lucera, dal canto suo, non è detto che possa essere un terminale diretto, a maggior ragione se quello messo in campo dal consigliere regionale Antonio Tutolo abbia fatto flop. Vincenzo Checchia è riuscito a classificarsi ottavo nella lista del centrosinistra “Insieme per la Capitanata” che ne ha eletti sei, e ha subito puntato il dito contro la distribuzione dei voti del Pd che non ha potuto esprimere suoi rappresentanti. L’accusa non è casuale e nemmeno istintiva, perché frutto di un ragionamento che evidentemente era stato fatto anche prima dell’apertura dell’urna a Piazza XX Settembre.

“E’ un chiaro messaggio a me – commenta a l’Attacco Tutolo – perché si tratta della evidente risposta alla mia presa di posizione sulla segreteria diretta da Lia Azzarone. Quelle considerazioni mi sono state fatte pagare, non sostenendo adeguatamente mio cognato. Sono giochi politici piccoli, perché non si sono capiti i presupposti che sono alla base di questa vicenda. Sono manovre che hanno il respiro corto e non guardano in prospettiva”.

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testatina dillo al direttore WEB

 

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