Scadrà il 31 ottobre il mandato del presidente della Provincia di Foggia Nicola Gatta, sindaco di Candela, ma ad oggi il quadro è ancora estremamente nebuloso rispetto alle candidature e a chi sosterrà il numero uno uscente. Nessun accordo politico pare infatti esserci dietro l’assegnazione delle deleghe a sei consiglieri provinciali.
Tutte le attribuzioni ricadono nell’alveo del centrodestra, una scelta obbligata per Gatta dopo che i civici emilianisti di “Insieme per la Capitanata” si sono espressamente chiamati fuori dalla questione deleghe. A quel punto il presidente ha fatto quello che ci si attendeva. Ha reso suo vice e conferito l’ambiente al più svincolato da ogni logica di mandato, ovvero il sangiovannese Giuseppe Mangiacotti, che si è stato eletto in Capitanata al Centro (il soggetto politico del consigliere regionale Paolo Dell’Erba e del sindaco di Apricena Antonio Potenza) ma avrebbe potuto correre anche altrove. Ai suoi eletti Gatta ha conferito deleghe di peso: al cerignolano Rino Pezzano bilancio e programmazione, tributi, società partecipate, rapporti con gli enti locali, personale, politiche culturali e sociali; alla giovane ortese Miriam Maggi l’edilizia scolastica e l’impiantistica sportiva; al sannicandrese Antonio Zuccaro viabilità, Protezione civile, politiche per la valorizzazione dell’agricoltura e risorse idriche. Il meloniano Roberto Augello è il consigliere delegato a trasporti, patrimonio e demanio, parchi e assetto del territorio. La forzista sipontina Liliana Rinaldi si occuperà di programmazione scolastica, servizio civile, promozione del territorio, turismo, aree protette e politiche giovanili.
Nel centrosinistra si valuta con un’alzata di spalle le scelte di Gatta. “Che fosse tornato in pieno nel centrodestra lo si era compreso da tempo”, dice a l’Attacco un big del centrosinistra. “Basta pensare alle nomine da lui fatte alla vigilia delle elezioni provinciali per il Comitato VIA, in cui per esempio ha inserito l’ex sindaco di Carpino Nicola Trombetta, un noto fittiano. Adesso Gatta non ha una maggioranza, l’assise è spaccata in sei contro sei. I nostri hanno da ultimo votato contro sul bilancio. Il presidente è il settimo”. Quanto alle deleghe “le più importanti se le è tenute per sé, dandole ai tre consiglieri della sua lista”, continua l’emilianista. “Le vere competenze della Provincia sono tre: strade, ambiente e scuola, ma intesa come manutenzione. E’ chiaro che quelle della Rinaldi, per fare un esempio, sono deleghe scarse”.
Nello schieramento avverso c’è la sensazione che tra Gatta e il centrodestra l’intesa sia lontana. “Per quanto ci risulta non c’è un accordo politico per la presidenza. Il centrodestra potrebbe voler scommettere su Gianni Rotice, sindaco di Manfredonia, la città più grande e più pesante in termini di voto ponderato per quella parte politica. E potrebbe andare bene a tutti i loro partiti, visto che Rotice è un civico. Ad ogni modo, noi discuteremo della presidenza solo dopo le elezioni amministrative di maggio”, conclude l’emilianista ricordando che il voto per i presidenti delle Province riguarderà in Puglia anche Lecce e Taranto.
L’ipotesi Rotice non trova però alcun riscontro al momento nel centrodestra e chi conosce bene le dinamiche del Golfo scommette che il forzista Giandiego Gatta non nutra alcuna intenzione in tal senso. Con l’Attacco il consigliere regionale sipontino non si sbilancia in alcuna direzione, glissando sul discorso presidenza per dire, semplicemente: “Le deleghe assegnate a Rinaldi sono in linea con le peculiarità e la sensibilità di quest'ultima: credo che il presidente Gatta abbia inteso valorizzarne le competenze specifiche”.
Chi non si sottrae ad una analisi è il coordinatore provinciale di Fratelli d’Italia Giandonato La Salandra. “Credo che ci sarà una proroga fino a dicembre rispetto al voto per la presidenza, ma al momento è solo un'ipotesi”, afferma l’avvocato a l’Attacco. “È chiaro che le deleghe sono state distribuite nell'ambito del centrodestra. Penso che le nostre siano estremamente importanti, sono anche deleghe di programmazione. Pensiamo ai trasporti: è da fare tutto il piano di bacino, essere protagonisti col nostro eletto nel sistema dei trasporti può consentire al partito di fare politica 360°. Ci sono tante cose da cambiare. Abbiamo avuto anche il sistema dei parchi per la nostra presenza forte nel Gargano”.
Rispetto alla presidenza il meloniano spiega: “Abbiamo fatto un paio di interlocuzioni ma il prossimo candidato presidente dipenderà anche molto dalle elezioni amministrative di primavera. Oggi il centrosinistra ha dalla sua Cerignola e San Severo, tra le grandi città. Ma già Lucera non so fino a che punto possa essere considerata amministrazione di centrosinistra e credo che Lucera sarà un comune importante per i voti ponderati. A maggio si voterà a Monte Sant'Angelo e Ascoli Satriano, per esempio. Il voto ponderato, distribuito nell'assenza di Foggia, può sensibilmente alterare la situazione. Il pallottoliere va misurato con molta attenzione e bisogna comunque raccogliere il sostegno di più Comuni possibili”.
Negli scorsi anni il rapporto tra Gatta e i leader del centrodestra è stato a lungo gelido. Noto l’azzeramento di ogni dialogo col salviniano Raimondo Ursitti.
“Mai nessuno nel centrodestra ha mosso preclusioni, se ce ne sono oggi sono personali ma in politica i personalismi non sono ammessi al tavolo”, continua La Salandra. “Ci sono stati, quello è vero, piuttosto momenti di fortissimo attrito. I nostri partiti rivendicavano una maggiore partecipazione nelle scelte. Adesso, parlando con Gatta, devo dire che mi è sembra molto sereno nell'approccio e meno autocentrato. Le incognite sono tante, bisogna comprendere qual è la forza del centrodestra rispetto alla propria compagine di amministratori. Dobbiamo comunque affrontare le decisioni per la presidenza all'indomani delle elezioni di maggio. Dobbiamo capire che forza abbiamo rispetto a questa partita. E’ evidente che le ultime provinciali hanno lanciato tantissimi messaggi politici. Bisogna comprendere quanto pesano i partiti: al momento posso dire solo che Fdi non pesa meno dei voti presi a ottobre, che la Lega è una grande incognita e che Forza Italia ha un suo peso politico”.
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