Gatta, i mille tavoli del presidente dimissionario

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Uno, nessuno, centomila. Torna alla mente Pirandello di fronte ai tanti tavoli ai quali starebbe giocando il dimissionario presidente della Provincia di Foggia, Nicola Gatta.
Che stesse maturando l’opzione di una sua candidatura alle politiche, a pochi mesi dal voto per l’eventuale riconferma alla guida di Palazzo Dogana, lo si era compreso nei giorni scorsi. Tentare la strada di Roma o prova a esser rieletto alla Provincia dopo 4 anni di mandato? Ieri l’altro l’Attacco lo aveva contattato a seguito del suo post Fb con foto al mare e parole inequivocabili: “Le vacanze aiutano a riflettere…ed io sto riflettendo”. “Mi sono preso qualche giorno di ferie per riflettere. Vediamo”, spiegava Gatta a l’Attacco giovedì mattina.

In serata, poco dopo le ore 21.00, la rottura degli indugi e l’annuncio: “Con la caduta del Governo Draghi e lo scioglimento delle Camere il quadro politico è evidentemente mutato in modo repentino ed improvviso. Con le elezioni anticipate del prossimo 25 settembre si è manifestato un interesse per un mio eventuale impegno elettorale. Si tratta di un interesse che mi inorgoglisce perché è una dimostrazione di stima e, soprattutto, una conferma del buon lavoro svolto in questi anni nell'interesse della Capitanata. Nel riservarmi di valutare questo interesse e comunque avendo 20 giorni di tempo per il ritiro delle dimissioni ho ritenuto doveroso attenermi al rispetto del Decreto che impone per la candidabilità ai presidenti di Provincia la cessazione delle funzioni entro 7 giorni dalla pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto di scioglimento delle Camere”. Ciò significa che gli amministratori comunali a novembre dovranno eleggere il suo successore e che Gatta si gioca il tutto per tutto.

E’ assai difficile che possa – nel caso vada male la partita delle politiche – ripiegare nuovamente su Palazzo Dogana.
I beninformati assicurano che tra i consiglieri provinciali di maggioranza ci sia un livello altissimo di nervosismo nei confronti del presidente, le cui dimissioni sono arrivate inaspettate. Diversi eletti sarebbero molto arrabbiati poiché, spiegano, “l’equilibro di bilancio va fatto entro il 31 luglio ma nel nostro caso è rimasto in standby con le sue dimissioni”. “Avrebbe liberato risorse”, rimarcano.
Ma con chi dovrebbe candidarsi il sindaco di Candela? Ieri l’Attacco raccontava del suo sponsor forte, Massimiliano Giansanti presidente nazionale di Confagricoltura, associazione di cui Gatta fa parte da molto tempo. “Lui vuole candidarsi con Fratelli d’Italia ma si presenta come disponibile con il Pd sull’uninominale per il suo trasversalismo, dunque capace di togliere voti al centrodestra e quindi in grado, anche senza i 5Stelle, di recuperare il collegio”, affermavano fonti meloniane nelle scorse ore. “Dalle nostre parti ha parlato con Fitto ma Raffaele è stato molto serio e fermo. Così ha provato attraverso Confagricoltura di Roma a farsi sponsorizzare. Peraltro, il 4 luglio scorso Nicola Gatta ha incontrato FdI, Forza Italia, Lega e UdC per “comunicare” la sua idea di creare un contenitore civico che inglobasse gli amministratori che potessero sostenerlo alla prossima presidenza della Provincia e potessero supportare anche in altre occasioni. Il problema dei civici è sapere cosa succede dall’altra parte”. Ieri, invece, sono trapelate due nuove piste. Con Giansanti Gatta avrebbe avuto una forte interlocuzione con l’UdC di Lorenzo Cesa, che gli avrebbe garantito un seggio camerale o senatoriale a Foggia.

La seconda indiscrezione porta invece in tutt’altra direzione e, presumibilmente, nel fronte opposto del centrosinistra. Nicola Gatta è da qualche tempo molto vicino alla ministra per il Sud Mara Carfagna, che dopo l’addio a Forza Italia proprio ieri ha annunciato il passaggio ad Azione, il partito dell’ex ministro renziano Carlo Calenda. Ebbene, stando ai rumors, Gatta potrebbe seguire Carfagna in Azione e candidarsi con Calenda.
“Io sto corteggiando Nicola Gatta da quando sono entrato in Azione, cioè da più di due anni e se ora con l’ingresso di Mara Carfagna questo processo può subire una accelerazione che ben venga”, commenta a l’Attacco il deputato Nunzio Angiola (componente della segreteria nazionale del partito con delega al Mezzogiorno), che non a caso ha voluto un ex assessore di Gatta (Triventi) come suo secondo in Capitanata. “Nicola è un buon amico e un politico di esperienza. Abbiamo avuto, insieme al segretario provinciale Michele Triventi, un ruolo determinante nel farlo rieleggere sindaco a Candela, dove abbiamo già tra noi in Azione il vicesindaco Giuseppe De Vitto e il consigliere

Leonardo Favatà. Se Nicola sposasse la causa di Azione ne sarei entusiasta”.
“Il rapporto tra Gatta e Carfagna è diretto e personale”, commentano fonti del centrodestra. “Verrebbe collocato nel proporzionale, con Angiola numero 1 alla Camera e Gatta invece al Senato. Se non dovesse avere dal centrodestra la certezza della candidatura in uno dei collegi uninominali di Foggia Gatta si sposterebbe immediatamente con Calenda andando sul proporzionale”.

Nella costruenda coalizione a guida Pd l’alleato più forte appare oggi Calenda. Azione/+Europa – il soggetto nato dopo il patto repubblicano firmato nei giorni scorsi tra Calenda ed Emma Bonino - per i sondaggi vale dal 4,8 al 6%. L'ultimo sondaggio realizzato da SWG per conto di La7 vede il balzo immediato di Azione/+Europa che sale di oltre un punto percentuale e arriva al 6% e si avvicina a Forza Italia, che dopo la caduta del governo Draghi e la fuga di alcuni dei suoi esponenti di spicco, in particolare di Gelmini e Brunetta, si attesta al 7,1% con un calo di 0,3%. Ma ad oggi l’alleanza tra Pd e Azione è ancora tutta da concretizzare. Chi conosce il trasversalismo di Gatta scommette che, per quanto avrebbe forse preferito correre nel centrodestra, l’eventuale collocazione nel campo largo progressista non lo imbarazzerebbe.
Ecco, allora, l’ulteriore motivo di risentimento del centrodestra verso Gatta, che a poche settimane dall’incontro coi partiti che avrebbero dovuto supportarlo per un secondo mandato, sarebbe pronto a balzare dall’altra parte e abbandonare Palazzo Dogana per salire sul treno per Roma. “Si gioca tutto. Se dovesse andargli male assai difficilmente potrebbe tornare a fare il presidente della Provincia. Il centrodestra non lo ricandiderà. Quanto a Piemontese perché dovrebbero farlo loro? Il Pd ha i suoi sindaci e Gatta è stato sul fronte opposto in Provincia”, commentano da destra. Non è tutto.

I beninformati giurano anche che fosse in stato avanzato il dialogo tra Azione e il consigliere regionale lucerino Antonio Tutolo ai fini di una sua candidatura. Del resto i calendiani hanno bisogno di consensi e l’ex pagnottaro è una personalità che muove le masse come pochi altri. Ma entrambe le parti oggi negano. “Non mi risulta”, dice lapidario a l’Attacco Angiola. “Non ci ho proprio pensato”, fa eco Tutolo. “Non credo che ci siano spazi e condizioni”. Qualcuno, però, ritiene che le cose possano essere andate diversamente e che un nuovo fattore – magari Nicola Gatta – possa aver influito sull’operazione.

“Franza o Spagna, purché se magna. È sempre stato il motto di certi personaggetti politici”, è l’affondo contro Nicola Gatta da parte dell’ex consigliere comunale e candidato sindaco foggiano Giuseppe Mainiero, vicino all’oppositore di Gatta Nino Santarella. “Dimettersi da una carica istituzionale importante come la presidenza della Provincia, con la speranza di ricevere una proposta per candidarsi, ovunque, esprime la propria cifra politica. Una persona seria che ricopre un importante ruolo di responsabilità, al di là delle appartenenze o delle simpatie personali, dovrebbe avere il dovere di non rendersi ridicolo, ma non per se stesso ma per il ruolo di rappresentanza che si ricopre. Intanto mi dimetto, poi non si sa mai...Alla fine se proprio non riesco a collocarmi, ho 20 giorni per ritirarle. Siamo ancora sicuri che la posizione della Provincia di Foggia nelle retrovie di ogni graduatoria non sia una nostra responsabilità? Dopo aver avuto per 5 anni una rappresentanza parlamentare inutile, è questo il materiale umano su cui può contare la Capitanata per invertire le sue sorti? Caro Nicola Gatta, lei è il presidente di una Provincia importante e le sue dimissioni, purtroppo solo esplorative, in cerca di una candidatura da qualsiasi parte provenga, esprimono esattamente il suo orizzonte politico, l'esatta chiosa (finale) del suo - infelice – mandato”, conclude Mainiero.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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