No, non mi basta vederlo, io lo voglio proprio toccare”, è una delle tante esclamazioni pescate tra la gente che è accorsa ai quattro appuntamenti elettorali organizzati in Capitanata dal leader del Movimento 5 Stelle, Giuseppe Conte, giovedì, seguiti per intero da l’Attacco. L’ex premier ha aperto la sua due giorni foggiana a San Severo, nel pomeriggio è stata la volta di Vico de Gargano, poi Vieste e grande chiusura nell’evento della sua San Giovanni Rotondo. Ieri invece Conte ha fatto tappa a Volturara Appula, Candela, Cerignola e Manfredonia. Fil rouge dei diversi appuntamenti è stato l’entusiasmo con cui la gente ha accolto Conte.
Se per certi versi è stato sorprendente vedere tanto calore nei confronti di un politico in una fase storica in cui gli italiani mostrano totale disaffezione e sfiducia rispetto alla politica, dall’altro Conte riscuote ancora un certo successo tra gli elettori. Lo confermano anche recentissimi sondaggi (fonte: sondaggio realizzato dall'istituto di ricerca Quorum/YouTrend per Sky TG24 e pubblicato il 29 agosto, ndr) che vedono la più apprezzata Giorgia Meloni al 35% delle preferenze, seguita appunto dall’ex presidente del consiglio al 30%, terzo leader è Enrico Letta al 25%. Staccati gli altri: Matteo Salvini (24%), Silvio Berlusconi (24%), Luigi Di Maio (15%), Carlo Calenda (14%) e Matteo Renzi (13%).
Ma al di là degli alti e bassi nelle preferenze degli italiani, ciò che ha colpito, anche i detrattori del Movimento, è stato il rapporto tra Conte e i suoi elettori. Quella del presidente sembra essere una delle campagne elettorali più efficaci fino a questo momento, stando anche a quelle che sono le osservazioni di alcuni addetti ai lavori non proprio vicini al Movimento. Di giorno in giorno il partito recupera punti anche nei sondaggi. Parlare alla gente, con la gente sembra essere il vero punto di forza della comunicazione di Conte. Un rapporto che si può sintetizzare proprio nella frase riportata in premessa: viscerale, quasi fisico e per certi versi pervaso di affetto, da fans (o addirittura groupies, come in qualche modo lo erano le Bimbe di Conte) più che da elettori.
A manifestare il desiderio di avere un contatto con l’ex premier è stato un giovane trentenne a Vico, il quale strategicamente ha pensato bene di posizionarsi accanto ai giornalisti per potere avere più chances di avvicinare il suo politico del cuore. Sempre a Vico, tappa a dire il vero penalizzata dalle pessime condizioni meteorologiche, sono accorse in piazza San Francesco, centro nevralgico del paese, decine di persone che nonostante la pioggia copiosa, hanno atteso con pazienza, ombrelli aperti e cercando ripari di fortuna, l’arrivo del loro beniamino. Proprio per via del cattivo tempo, si era ipotizzato di spostare l’incontro all’interno dell’auditorium ma pare che proprio lo stesso Conte abbia escluso la soluzione. A Vico, come altrove, al suo arrivo è stato preso d’assalto dai presenti, donne, uomini, giovani e meno giovani, si sono riconosciuti i volti di alcuni attivisti garganici, di alcuni esponenti dell’opinione pubblica locale, avvistato anche il Sindaco di Peschici Franco Tavaglione che ha fatto un saluto a Conte e i suoi ma per la maggior parte si trattava di gente comune. Persino le teen agers hanno fatto a gara per spuntare un selfie con il politico. Conte ha trovato riparo dapprima in un bar, nel quale ha provato ad accalcarsi chi era rimasto fuori. Non tutti sono riusciti ad entrare, tanto che una signora ha avuto da ridire con lo staff di Conte circa l’organizzazione dell’incontro. “Non è giusto, io sono venuta qui per parlarci e non riesco nemmeno a vederlo, la cosa andava gestita meglio”, ha sbottato seccata.
Divincolatosi dalla morsa della gente, Conte è riuscito a tornare all’aperto e a dire due parole a chi era rimasto sotto la pioggia. Una coppia di anziani, tra gli altri, era in prima linea. Lui a lei: “Andiamo dai, sono tutto bagnato” e lei con l’inconfondibile cadenza garganica: “No no, voglio restare, ho aspettato per vedere Bonolis e ora aspetto Conte”.
Poche decine a Vico, in centinaia la mattina a San Severo: su corso Garibaldi si sono date appuntamento tantissime persone, non necessariamente tutte pentastellate. Sta anche qui la chiave del successo di Conte probabilmente: attira anche elettori di altri schieramenti che vedono in lui un politico a cui accordare il proprio voto indipendentemente dal partito di riferimento. E’ ad esempio il caso del figlio di un assessore del Comune di San Severo (la giunta è di centro sinistra e il consigliere comunale 5 Stelle è all’opposizione, ndr) che ha candidamente confessato ad un rappresentante del Movimento che avrebbe votato e sostenuto Conte.
Incredula la signora di Vieste quando ha saputo che il Sindaco della sua città (Nobiletti è legato al Pd e al leader dem Raffaele Piemontese, ndr) non era andato a salutare l’ex primo ministro. “Ma come? Non è venuto? E perché? Per questioni politiche?”, le sue domande quasi disarmanti che però danno il senso di come vengano percepiti dalla gente comune certi personaggi pubblici.
Sempre a Vieste, ancora gremita di turisti, l’arrivo di Conte ha suscitato molta curiosità, tanti non sapevano chi fosse il soggetto che destava scompiglio nel centro. Alcuni si sono avvicinati di più, altri invece sono rimasti più defilati. Qui la visita del politico è stata più breve, anche perché a causa del maltempo non si è potuto allestire il punto da cui avrebbe dovuto parlare e così, dopo i selfie, le strette di mano, i sorrisi e le pacche sulle spalle, la carovana si è diretta a San Giovanni Rotondo. E’ la città dove Conte ha vissuto e dove abitano ancora i suoi genitori, per questo è stata organizzata una postazione speciale da cui tenere il suo comizio. E’ stato allestito un palco nella piazza del municipio e la gente non ha deluso le aspettative: piazza Martiri era gremita da almeno 1500 persone che, anche qui, hanno atteso con pazienza, il loro concittadino, arrivato con quasi un’ora di ritardo. Ma alle 22 (fino a quasi mezzanotte) e nonostante la pioggia la gente era lì, ad ascoltare e applaudire Giuseppe Conte.
“Chiudete gli ombrelli, noi non lo vediamo!”, si sentiva gridare dalle retrovie e incredibilmente gli ombrelli in prima fila si chiudevano per poter consentire a tutti di assistere allo spettacolo.
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