“Diritti veri, liberiamoci dalla mafia”. Le parole d’ordine di Fabrizio Marrazzo, in corsa con il Movimento 5 Stelle

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Ha seguito l’ex premier Giuseppe Conte in tour elettorale in Capitanata. Lui è Fabrizio Marrazzo, leader del Partito gay-lgbt+ e candidato alla Camera con il Movimento 5 Stelle nel collegio uninominale Puglia U01 (Cerignola-Gargano). l’Attacco lo ha intervistato.

Marrazzo, come spiega l’innamoramento della gente per Conte nel Foggiano?
C’è sicuramente un affetto territoriale dovuto alle radici. Ma, d’altro canto, l’entusiasmo delle persone è molto legato all’apprezzamento del lavoro di Giuseppe Conte da presidente del consiglio.

Si aspettava quest’improvvisa risalita del M5S nei sondaggi?
Sì, perché ascoltare Conte è molto interessante: svela i retroscena che nessuno racconta. La gente resta affascinata e capisce molte cose. Conte porta risposte concrete. Molte persone sono venute ad sentirlo per curiosità, che si è poi trasformata in feeling. Conta molto anche il tema dell’antimafia: le candidature di De Raho e Mandoi dimostrano quanto il M5S tenga al tema. Io ho fatto pure un pride contro la mafia, perché essa sfrutta anche persone trans e omosessuali, tanti dei quali soli perché abbandonati già a 12 anni dalle famiglie. Per questo ho aperto una casa famiglia per lesbiche e gay: si chiama “Refuge” ed è stata la prima in Italia.

A proposito di mafia, la Capitanata, negli ultimi 7-8 anni, è stata particolarmente attenzionata con scioglimenti di consigli comunali e interdittive alle imprese. Secondo la relazione di Nicola Morra, tali misure non sono state efficaci.
Misure non efficaci perché le attuali leggi non lo sono. Servono proposte concrete e integrate. Nel centrodestra, i garantisti sostengono che i Comuni non andavano sciolti. Io penso invece che, se sussistono dubbi, vada fatto. Serve, d’altronde, una maggiore presenza delle forze dell’ordine. Ma Lamorgese è un ministro immobile, una funzionaria, non ha visione politica. Oltre a questo è necessario non lasciare da soli e sostenere concretamente coloro che denunciano.

Agenda sociale dei 5 Stelle: Conte è stato definito il nuovo Mélenchon, è così?
Conte ha senso di concretezza, che è anche il leitmotiv del Partito gay-lgbt. Sul reddito di cittadinanza, per esempio, proposte similari, ma non identiche, sono presenti nella sinistra da oltre 30 anni ma quest’ultima, anche quando ha avuto opportunità di concretizzarle, non lo ha mai fatto, perché vive di propaganda. Il M5S ha invece agito. Così come sulla ventennale richiesta, da parte nostra, di un fondo per le vittime gay, trans e lesbiche che vengono ‘prese’ dalla mafia. Il M5S, attraverso il sostegno della senatrice Maiorino, è stato il primo partito a portare in aula e a far votare il provvedimento scritto da noi. Così è stato costituito un fondo di 4 milioni di euro che ha consentito di aprire i centri di assistenza, anche in Puglia. Tra le nostre proposte, inoltre, quella di Marina Zela, candidata del Partito gay a Lecce, per dare un segnale concreto alle donne che prendono l’assegno familiare e che però attualmente è solo virtuale perché toglie la titolarità al RdC. Senza contare l’opzione a cui abbiamo pensato per creare lavoro: anticipare i sovvenzionamenti del reddito di cittadinanza creando un fondo perduto per i giovani che vogliano investire quei soldi al fine di avviare impresa in modo trasparente. E senza spendere un euro in più in Finanziaria.

Ma per queste battaglie c’è la necessità di un Partito gay?
Sì, perché, per esempio, la legge contro l’omofobia creata è una legge vuota. Siamo dovuti nascere per affermare diritti veri e non solo propaganda. E abbiamo riscosso un ottimo consenso nell’ultimo anno, mediamente del 3,8%, in tutti i comuni dove ci siamo candidati. I nostri voti vanno da destra a sinistra. Il 7% dei 9 milioni di italiani omosessuali, infatti, vota a destra, secondo i dati di Euromedia Research, perché spesso si sente ulteriormente discriminato dai temi del passato che alcuni migranti riportano in Italia. L’ho posto all’attenzione del M5S: la cittadinanza italiana non va concessa agli stranieri che non rispettano le nostre leggi e discriminano donne e omosessuali.

Qual è la sua storia politica?
Ho mosso i primi passi come rappresentante di istituto in una scuola di Napoli. Su 1200 studenti ottenni mille voti. Fui corteggiato da molti partiti locali. Scelsi però di non dedicarmi alla politica ma ai diritti lgbt. Ad un certo punto, però, ho capito c’era bisogno di un sostegno politico.

Per chi votava all’epoca?
Sempre per il fronte progressista. Oggi ho molti amici nei 5 Stelle. Ma ho sviluppato buoni rapporti anche con la destra di Alemanno e Polverini. Non ho mai avuto pregiudizi.

Come mai non si sono incrociati i destini del Movimento 5 Stelle con quelli di de Magistris?
Perché de Magistris, nonostante abbia cercato di portare un vento di cambiamento, ha però inglobato anche una parte della vecchia politica, senza, dunque, rinnovamento totale.

Rivendicate il vostro ambientalismo. La provincia di Foggia è la capitale delle energie rinnovabili e ancora adesso qui ci sono progetti importanti. Quale la vostra posizione?
E’ necessario semplificare l’implementazione dell’energia rinnovabile. Esistono problemi di autorizzazioni. In Italia, dai 3 ai 5 miliardi di investimenti sono bloccati. Vanno assolutamente sbloccati. E’ uno dei nostri claim.

In Capitanata non è mai nata un’industria della componentistica attorno al rinnovabile.
Non è un problema solo foggiano. Su tutto il territorio nazionale non vengono create filiere. Lo so bene perché sono ingegnere gestionale. Sul punto, bisogna guardare all’estero, alla Spagna per esempio. Sbloccare i finanziamenti sulle rinnovabili produce posti di lavoro, in termini di aziende territoriali che si occupano di manutenzione, produzione impiantistica. Il che permette di non dover fermare tutto e aspettare tempi biblici se si rompe un’apparecchiatura. Urge un’attività commissariale che, sulle rinnovabili, garantisca efficienza e indipendenza dai potentati locali. Il Pnrr, poi, va sviluppato con vision e supporto da Roma, nonché attraverso competenze specifiche: cosa che con Draghi non si è vista.

Conosce imprenditori di questo territorio?
Alcuni che lavorano nell’agro-alimentare. Paradossalmente abbiamo imprese di prodotti locali che lavorano solo con catene di supermercati del Nord. Diversi, poi, hanno delocalizzato la produzione perché in Europa trovano più fondi e più facilità nel fare innovazione.

Cosa si aspetta il Partito gay dalle elezioni del 25 settembre?
La nostra comunità è molto entusiasta, vuole una rappresentanza vera, non quella dei parlamentari lgbt della scorsa legislatura: non hanno fatto i nostri interessi. Indipendentemente dal risultato delle politiche, però, lavoreremo alle prossime regionali in Lazio, in Veneto e in Lombardia.

Avete riferimenti in Puglia?
Su Bari, Cerignola e Lecce. Ma in Puglia, come in genere al Sud, si soffre di scarsa propensione al coming out. Noti esponenti politici pugliesi sono omosessuali, però in Italia nessuno lo sa. E’ un territorio che ci interessa ma c’è ancora molta repressione ‘sociale’. Vogliamo dare a tutti la possibilità di dichiararsi senza subire discriminazioni. Il fatto che il M5S guidato da Conte sia stato il primo grande partito in Italia ad accettare totalmente e senza compromessi il nostro programma ci fa ben sperare.

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