Si sono presentate insieme davanti alle associazioni culturali, sportive e del Terzo settore del territorio - chiamate a raccolta dal presidente piddino del Teatro Pubblico Pugliese, Peppino D’Urso - le due donne di Capitanata che il Partito democratico (e la coalizione di centro sinistra) ha scelto di schierare per la tornata elettorale del 25 settembre nei collegi uninominali di Foggia (U01) di Camera e Senato, e cioè, rispettivamente, la foggiana Valentina Lucianetti e la cerignolana Teresa Cicolella. L’incontro si è tenuto martedì pomeriggio presso il comitato elettorale della stessa Lucianetti, in via San Severo, 44.
Profili simili ma al contempo diversi quelli delle due candidate in quota Pd. Entrambe provenienti dal mondo delle professioni, Lucianetti è avvocato, con un dottorato in Bioetica, e fondatrice dell’omonimo studio legale associato in via Gramsci, al cui fianco, tra gli altri, vi è il padre Massimo (giudice in quiescenza, titolare, negli ‘80 e ‘90, di note indagini sulla criminalità organizzata presso la Procura di Foggia).
Valentina Lucianetti è stata presidente dell’Assemblea del Partito democratico di Capitanata ma, negli ultimi anni, il suo attivismo politico è rimasto sopito. Chi la conosce bene la descrive come una donna determinata. Una determinazione che avrebbe potuto sparigliare, nel tempo, le gerarchie del Pd territoriale, dinamica nella quale, per qualcuno, risiederebbe la precedente distanza impostasi tra lei e l’impegno politico sul campo. Ma tant’è, ora la federazione guidata da Raffaele Piemontese ha deciso per una sua chiamata “alle armi” e lei ha sciolto gli indugi rispondendo in modo affermativo. Adesso Valentina Lucianetti appare più che mai convinta della sua discesa nell’agone elettorale per la scalata romana.
“Ringrazio – ha dichiarato a l’Attacco, a margine dell’incontro - il partito e la coalizione di centro sinistra per aver individuato in me una personalità che potesse rispondere alle esigenze particolari del nostro territorio, in questo momento storico. Il mio colore politico è ben noto da anni, ma ora, in ragione di una maturazione personale, ho deciso di dare un fermo contributo per raccogliere intorno a me tutte le persone di buona volontà che vogliano condividere un percorso politico che deve rispondere alle esigenze di Foggia e della Capitanata”. Un’impresa non facile la sua, dal momento che, il collegio in cui compete Lucianetti è fortemente “minacciato” dalla competitor di destra Eugenia Roccella, politica e giornalista originaria di Bologna (già sottosegretaria al Ministero della Salute nel governo Berlusconi IV), la quale può godere del vento in poppa di Fratelli d’Italia. Nel caso in cui non dovesse riuscire ad accedere in Parlamento, Valentina Lucianetti è tra i nomi del centro sinistra visti con favore per un’eventuale candidatura a sindaco di Foggia. A meno che questa candidatura non si tratti di una “esperienza lampo”.
Un profilo il suo, però, evidentemente ritenuto idoneo anche rispetto alla profonda emergenza di legalità che la Capitanata, mai come in questo periodo, sta vivendo e per la quale, per Lucianetti, è necessario agire sul doppio binario di repressione e prevenzione. Una prevenzione a partire dallo sguardo rivolto agli ultimi e alle solitudini delle periferie, approccio che, martedì pomeriggio, la candidata ha fermamente rimarcato indicando, in quest’ottica, non casuale la scelta di ubicare il suo comitato elettorale in via San Severo, a ridosso del Rione Candelaro.
Dal profondo gap digitale tra Nord e Sud saltato all’occhio nel mondo dell’istruzione durante la pandemia all’altissimo tasso di dispersione scolastica che caratterizza territori come la Capitanata; dalla necessita di molti più luoghi fisici per il coworking e la coprogettazione all’urgenza di un accompagnamento per le donne verso una maternità consapevole e di un supporto in percorsi drammatici come quello dell’aborto. “Contro una destra – afferma - che vede nelle donne esclusivamente delle fattrici di figli, come recitava il Codice Rocco”. Fino alla necessità di un radicale intervento sul decoro urbano. Valentina Lucianetti appunta nella sua agenda tutti gli spunti e le proposte che arrivano dall’universo giovanile così come da quello del Terzo settore. “Ogni singola parola per me ha dignità e sarà con me a Roma. Il mio programma è frutto di un contratto con il territorio, in cui tornerò settimanalmente per ascoltarne le istanze da portare in Parlamento”.
L’appartenenza al territorio e la conoscenza delle sue problematiche è l’arma su cui punta anche Teresa Cicolella (assessore alla Sicurezza di Cerignola in giunta Bonito). “Che ne sanno, delle vertenze delle Capitanata, le candidate del nord Italia nei nostri collegi, come Carfagna o Roccella. Per le destre questo territorio è solo un bancomat di voti”, ha sottolineato Cicolella, non nuova, al contrario di Lucianetti, alle competizioni elettorali e a ruoli istituzionali. Cicolella proviene dalla direzione sanitaria dell’ospedale “Tatarella”, è stata strenua consigliera comunale di opposizione durante l’era Metta e ha mancato di poco l’elezione in consiglio regionale nella tornata alle urne del 2020.
L’eventuale elezione di Raffaele Piemontese in Parlamento le assicurerebbe uno scranno a Bari se non dovesse farcela per Roma. C’è chi vede in lei una player pronta a raccogliere l’eredità del vicepresidente regionale per una futura leadership del Pd in Capitanata. Una sfida tutt’altro che semplice e tutta ancora da verificare. Resta dunque aperta la risposta su cosa sarà capace di fare “da grande”, in questo contesto, Teresa Cicolella.
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