Gatta: "Io, solo candidato di Manfredonia, vincerò perché amo il mio territorio, altri lo hanno svenduto"

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Conosco ciascuno di voi, conosco i vostri nomi, le vostre storie, i vostri sorrisi e le vostre croci, so tutto delle vostre famiglie, degli affetti che avete seminato nel corso delle vostre vite, la correttezza di cui avete dato prova, io sono uno di voi, di Manfredonia: è questo il mio valore aggiunto rispetto agli altri candidati”. E’ così che ha esordito giovedì sera a Manfredonia il consigliere regionale Giandiego Gatta, candidato FI nel collegio uninominale della Camera.

E’ forte in lui l’affidamento sulla leva della connessione sentimentale e territoriale che l’ha reso da tempo un campione di consensi e che ha portato Forza Italia ancora non solo in consiglio regionale ma anche in quello comunale con la vittoria di novembre 2021 del Sindaco Gianni Rotice e del centrodestra.

Gatta ha sostenuto quel gruppo, che oggi supporta convintamente lui, in massa. Assessori, consiglieri, lo stesso primo cittadino erano con lui giovedì sera quando l’azzurro si è presentato alla città insieme alla candidata al Senato, la senatrice Lucia Ronzulli, e il coordinatore provinciale Raffaele di Mauro. Tutti insieme hanno attraversato Corso Manfredi, via principale della città, stringendo mani, elargendo sorrisi e saluti, facendo foto tra i cittadini a passeggio per il centro, suscitando un mix di curiosità e stupore. Il percorso è terminato con l’arrivo all’auditorium di Palazzo Celestini, colmo al punto che lo stesso Gatta ha dovuto ammettere che si era pensata quella location perché le aspettative sulla partecipazione erano al ribasso: “La verità è che è troppo gremita questa sala, era stata calibrata per una platea della metà, invece voi siete il doppio del massimo”.

Anche nel discorso Gatta ha puntato quasi tutto sul tema dell’appartenenza. “Abbiamo la possibilità di scegliere, se mettere il destino di questa comunità nelle mani di chi dai banchi dell'opposizione ha fatto tante battaglie”, forte di un programma che prevede una serie di interventi in favore dell'agricoltura e della pesca, del turismo ma anche del ritorno di tanti giovani che per politiche, a detta dell’azzurro, sciagurate sono dovuti andar via, così come centrale è la lotta all'evasione fiscale, al lavoro nero e la battaglia per la legalità.
“La scelta è rimanere voltati indietro verso chi ha impoverito il territorio o guardare al futuro verso un'Italia che sia al passo con le altre nazioni europee, verso una Puglia e una Capitanata governata da gente che conosce il territorio – ha aggiunto -, perché se il territorio non lo conosci, non lo ami; e se non lo ami, non lo puoi difendere; e se non lo difendi, abdichi al tuo ruolo di essere difensore di coloro che ti hanno votato. Il territorio bisogna conoscerlo per amarlo, non ci si innamora sui libri o su internet. Ma questa battaglia la dobbiamo fare tutti assieme, non perché io sia più bravo degli altri ma perché io conosco meglio il territorio e perché lo amo probabilmente più degli altri. E perché sono figlio di questa terra, sono l'unico candidato di Manfredonia al collegio uninominale e se i cittadini amano il proprio territorio non possono svenderlo a chi di questo territorio non ha mai fatto parte o ha acconsentito in modo connivente, se non complice, al suo sventramento e al depauperamento. Non ho sentito una voce levarsi dai banchi del governo regionale per difendere, ad esempio, l'ospedale San Camillo de Lellis, quando tutte le risorse venivano mandate altrove, quando perdevamo anestesisti, ortopedici, cardiologi, quando chiudeva la diabetologia e quando tutto pian piano si spegneva”.

Una stoccata è partita anche per “coloro i quali vanno a svendere la dignità di un popolo”. “Sono tanti i paesi che hanno la necessità di non andare più col cappello in mano a chiedere l'elemosina o a vendersi perché qualcuno elargisce soldi a questo o a quel Sindaco per tenersi buone le amministrazioni locali. Quei soldi però sono soldi pubblici, nessuno fa un favore quando elargisce denari alle amministrazioni, quello è un atto dovuto: lo devi fare, è tuo dovere istituzionale e forse ancor prima etico e morale”, ha puntualizzato con un chiaro riferimento al vicepresidente regionale con delega al bilancio Piemontese.

Un passaggio Gatta lo ha poi riservato al fatto di non aver mai lasciato Forza Italia, anche nei momenti in cui il partito di Berlusconi sembrava alla fine, rivendicando coerenza e spirito di sacrificio. Oggi il centrodestra ha il vento in poppa e tutti i sondaggi lo danno vittorioso e anche lo stesso azzurro si sbilancia in un pronostico: “Oggi siamo più forti che mai, sono molto carico e determinato: conto di vincere questa sfida elettorale”. Quanto alle probabilità che Gatta arrivi primo nel collegio garganico, col M5S secondo e solo terzo il Pd, il sipontino ha glissato: “Andrebbe chiesto ai miei avversari, l’importante è che io arrivi primo. Il resto lo vedranno gli elettori”.

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testatina dillo al direttore WEB

 



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