Matteo Notarangelo lascia il gruppo consiliare: “Non vedo nei colleghi la forza per mettere in discussone il dispotismo del Sindaco d’Arienzo”

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Eletto nella civica “A Monte” come consigliere di minoranza, dopo pochi mesi Matteo Notarangelo si dichiara indipendente scrivendo un lungo post ai suoi elettori e cittadini di Monte Sant’Angelo. “Gentilissimi amici consiglieri – scrive nella nota - la nostra città vive un momento di forte degrado politico e giuridico. La maggioranza amministrativa ha ridotto la nostra comunità ad un aggregato di individui senza alcun diritto. Le offese alla dignità dei rappresentanti dei cittadini - e quindi all'intero consiglio comunale - sono evidenti e continue.

Le azioni di questi “signori” non sono autoritarismo e arroganza, bensì volgarità e arroganza, poste a base del loro agire amministrativo. Il mio spirito democratico non mi permette di ignorare quanto si consuma nella città, pertanto ho deciso di lasciare il gruppo “A Monte”, per non condizionare le vostre libere scelte consiliari. Mi dichiaro indipendente, perché sono convinto che quando in una civile comunità vengono meno i rudimenti del vivere civile ogni cittadino ha l'obbligo morale e politico di far fronte agli autocrati. Il compito dei figli di questa terra è riportare ogni singolo cittadino nel vivere civile, per custodire il diritto scritto e naturale: i valori e i principi fondamentali della nostra amata Costituzione.

Gentilissimi, per me è insopportabile vedere questi individui esercitare il potere pubblico al di fuori della Costituzione e fare del diritto il diritto di "cosa loro", uno strumento giuridico per giustificare le loro assurde pretese di ostacolare il confronto pubblico, libero e democratico, diritto sancito dalla Costituzione della nostra Repubblica. Mi dispiace, ma questo tempo politico locale di attese messianiche mi impone di fare altre scelte. Continuare a tacere, per non subire i loro agiti, abbrutisce la mia vita. All'indifferenza, al silenzio, all'ipocrisia del vivere in una città privata della sua cultura giuridica, preferisco il mio agire libero nel piacevole recinto del diritto, della Costituzione”. Il problema – continua Matteo Notarangelo - è una maggioranza arrogante e illiberale.

Con queste persone, impastate di laurismo, è difficile, se non impossibile svolgere la funzione di minoranza consiliare. Non riconoscono e violano le funzioni dei consiglieri comunali, non rispondono alle interrogazioni, creano ostacoli per accedere a qualsiasi documento amministrativo e gestiscono il municipio come fosse un feudo.
I cittadini hanno paura di parlare e riferiscono che non possono averli contro. Nella città i lavori pubblici sono interminabili e vanno avanti da diversi anni. Il cimitero è indecoroso, ma ogni due mesi dichiarano che tutto va bene. Ai loculi le lampade votive sono spente e non funzionanti . Prosegue il consigliere - non solo: basta leggere il capitolato speciale d'appalto dei servizi cimiteriali per capire come funzionano i servizi in questa città. Non ci sono bagni pubblici aperti la sera, ma anche nel primo pomeriggio, non è difficile incontrare gente che chiede dove possono soddisfare i propri bisogni fisiologici”.

Ed ancora “la biblioteca è un deposito con libri datati e il museo è quasi sempre chiuso, nonostante le libere prestazioni di alcuni soci della pro loco. Il centro storico è quasi disabitato e abbandonato a se stesso. Questo è il vero dossier della città dai due siti Unesco e candidata come capitale della cultura 2025. Nessuno può immaginare che "nella città della" cultura e del cinema" il consiglio comunale non è mai stato coinvolto e informato della relativa candidatura.

La città vive nell'abbandono e, sembra che lo Stato non esista. Intanto sulla sua scelta di lasciare il gruppo di minoranza ha poi aggiunto: “La mia indipendenza – continua a l’Attacco – è un richiamo alla gente per riappropriarsi del consiglio comunale e riaffermare quei valori di democrazia civica del nostro comune. Il distacco? Una scelta ponderata perché non vedo, anche nei miei colleghi di minoranza, la forza per mettere in discussone il dispotismo del Sindaco (Pierpaolo d’Arienzo, ndr) una persona che non presta ascolto ai consiglieri, né ai cittadini e non risponde alle interrogazioni consiliari. Costui vuole impedire il dibattito in città conclude – sabato scorso, dopo aver avanzato una normale richiesta tramite PEC per lo svolgimento di una conferenza cittadina sui tanti problemi che attanagliano la comunità, ci ha fatto trovare chiusa la biblioteca comunale impedendo di fatto l’incontro”.

 

 

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