A colloquio con l’Attacco il messaggio di Valentina Lucianetti (candidata del Pd alla Camera nell’uninominale di Foggia) è chiaro. Il suo rinnovato impegno in politica, dopo anni in sordina sulla scena pubblica, non durerà lo spazio di una campagna elettorale. Fortemente determinata ad entrare in Parlamento per portare a Roma “le sete di giustizia e sviluppo della Capitanata”, dopo il 25 settembre, quale che sia il suo risultato elettorale continuerà a praticare sul terreno della politica l’ascolto solidale verso la sua gente che ha contraddistinto la sua campagna elettorale.
“Non smetterò di fare politica – conferma a l’Attacco l’avvocata titolare dello studio legale in via Gramsci -. Questa campagna elettorale mi ha dato maggiore consapevolezza e mi è servita per mettere a fuoco le idee che intendo portare avanti prossimamente. Per ora guardo alla tornata del 25 settembre. Che è l’appuntamento più imminente. Certo è – sottolinea - che la squadra del Pd che ha voluto che io fossi in campo ha pensato ad un mondo di risorse di cui avvalersi anche per il futuro. Ed io mi sento pienamente parte di questa squadra”.
Lucianetti - indicata negli scorsi mesi anche come papabile per una candidatura a Sindaco di Foggia - è pronta a rinnovare i ranghi del Pd di Capitanata, portando dentro al partito la sua personale formazione e un patrimonio valoriale fondato su legalità, solidarietà, europeismo, cattolicesimo riformista.
“C’è tanto da fare per la nostra città e la sua provincia – continua Lucianetti -. Vorrei essere un esempio per gli altri. Basta critiche, bisogna costruire: Foggia è una città al macero che ha vissuto anni di buio. E su questo pesa certamente la responsabilità del centrodestra. Ma oggi tutti noi, ognuno per propria parte, dobbiamo rispondere alla chiamata per la ricostruzione, ponendo uno dopo l’altro i mattoni che arginino il degrado”. Lucianetti rigetta il vecchio “non expedit” della Chiesa romana e risponde, invece, alle logiche di vicinanza e solidarietà in prima linea promosse prima da Giovanni Paolo II e ora da Papa Francesco. “Quel mondo cattolico – commenta - che non si tira indietro ma anzi vuole e deve provare a dire la sua, ancor più per via del momento storico che viviamo in questa particolare realtà del Mezzogiorno”.
Per Valentina Lucianetti, la sua prima campagna elettorale “è stata entusiasmante, l’ho improntata sull’ascolto delle persone e delle comunità, che, devo dire, hanno molto apprezzato il mio approccio. Ho incontrato pensionati, associazioni del Terzo settore, sindacati, associazioni di categoria. C’è tutto un mondo che chiede ascolto ed auspica una visione di sistema per la Capitanata, che finora è mancata e che dobbiamo assolutamente recuperare”.
Nella sua agenda politica in primo piano legalità e sicurezza. “Come ha anche evidenziato il procuratore capo di Foggia, Ludovico Vaccaro, la prevenzione – spiega - è uno degli aspetti fondamentale attraverso cui bisogna declinare il tema della legalità. E’ necessario garantire sicurezza e decoro urbano, per poter permettere ai nostri figli di passeggiare senza timori per strada o ad un anziano di poter uscire tranquillamente per ritirare la propria pensione. Urgono misure particolari per la nostra provincia che devono arrivare direttamente dal governo centrale con un rafforzamento di uomini sul campo e implementazione della ‘squadra Stato’.
In questo scenario si impone – continua Lucianetti - anche il tema della geografia giudiziaria, perché la presenza di un maggior numero di presidi di giustizia garantisce non solo un migliore controllo del territorio, ma anche una risposta di giustizia più celere e cioè un tema fondamentale di cui la politica deve farsi prendere carico”.
Figlia di Massimo Lucianetti, magistrato in quiescenza che si è occupato, negli anni ’80 e ’90, delle principali vicende di mafia del territorio, la candidata del Pd non poteva che contemplare un’agenda simile: “Vado fiera della mia famiglia. L’aria che ho sempre respirato a casa mi ha aiutato a toccare con mano la necessità di legalità in Capitanata e l’impegno umano della squadra Stato nelle nostre realtà”.
Uno sguardo importante, il suo, anche ad un altro settore fondamentale: “L’agricoltura, con la necessità di implementarne le risorse e garantire sicurezza nelle campagne”. Poi il suo rapporto con il Pd: “Viene da lontano. Sono stata partecipe, nel 2007, del momento fondativo del Partito democratico, nel quale ho svolto il ruolo di presidente dell’assemblea provinciale. E’ un partito nei cui valori mi riconosco e alla cui chiamata per questa tornata elettorale ho risposto con convinzione”.
Lucianetti guarda al futuro, è serena e non teme il confronto con i diretti competitor di collegio, nel suo caso la bolognese (ex sottosegretaria al Ministero della Salute) Eugenia Roccella (in corsa con Fratelli d’Italia) e il senatore uscente pentastellato Marco Pellegrini. “Auspico che i parlamentari che la provincia di Foggia esprimerà siano radicati al territorio e conoscano bene le sue problematiche. Elementi che evidentemente non possono appartenere a Roccella. Sul Movimento 5 Stelle, poi – conclude Lucianetti -, è chiaro come i parlamentari del territorio non abbiano messo in campo azioni concrete o proposte legislative significative per un cambiamento in positivo della Capitanata”.
Cinzia Celeste e Fabrizio Sereno
How to resolve AdBlock issue?


(condividi) in basso allo schermo,
(Aggiungi alla schermata Home).