La vera “battaglia di Stalingrado” e la gara a chi ce l’ha più antimafioso

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L’ avvicinarsi alle elezioni politiche del 25 settembre sta facendo sbroccare anche personaggi politici che non ti aspetteresti. Prendi il Boccia (PD), un tipino solitamente compassato fino a ieri l’altro, che invece se ne ora uscito con un affondo niente male per arringare i suoi durante un comizio: “La destra foggiana o è infiltrata dalla criminalità o la infiltra. Altrimenti non si spiegano gli scioglimenti dei Comuni di Foggia e Cerignola”, peraltro con la curiosa mancata citazione dello scioglimento anche del Comune di Manfredonia amministrato a quel tempo dal PD.

Ovviamente ne è seguito un diluvio di critiche piccate da parte delle “destra foggiana” tirata in ballo in quel modo demenziale, cui per la verità si è aggiunto anche un onesto e serio professionista che attualmente milita in Azione calendiana ma al quale evidentemente spiacciono le castronerie sebbene di provenienza sinistra. In effetti le proteste degli esponenti delle formazioni “di destra” sono largamente comprensibili, e ne spieghiamo la ragione.

Intanto, quanto allo scioglimento del Comune di Foggia ( dell’analogo scioglimento del Comune di Cerignola è fuori luogo ora discutere) si potrebbe pure pensare che più che essere dovuto a infiltrazioni della criminalità negli apparti comunali sia dipeso piuttosto da un colpo di mano di marca tutta politica esagerando strumentalmente la rilevanza di pochi e limitatissimi episodi inquinanti, del quale i carissimi compagni del PD e del Movimento 5Stelle (allora suoi alleati consanguinei) giocarono in ruolo primario sull’ asse Roma-Foggia-Roma, andata e ritorno, fra Commissione parlamentare antimafia ( M5S ) e Ministra Lamorgese da un lato e volenterosi “denunciatori” del posto ruotanti attorno ai locali PD e M5S che si chiamarono in casa la sventura del commissariamento per spirito autodistruttivo pur di liberarsi della maggioranza targata Landella. E’ appunto in quel modo alternativo che potrebbe “spiegarsi” lo scioglimento del Comune di Foggia.

A ogni modo, anche a voler restare alla ufficialità ministeriale riguardo il commissariamento del Comune, il ragionamento dell’ onorevole Boccia avrebbe un senso coerente - sebbene noi non lo condividiamo - soltanto nell’aver sostenuto che “La destra foggiana è infiltrata dalla criminalità”: infatti, partendo dalla tesi della infiltrazione negli apparati comunali da parte di malavitosi si può poi sostenere, per proprietà transitiva, anche che vi fosse stata la infiltrazione nelle formazioni politiche del governo locale, poiché negli ultimi otto anni precedenti lo scioglimento del Comune queste erano appunto di centrodestra. E fin qui quindi la invettiva in effetti fila sul piano della pura supposizione malevola, anche questa se a sua volta può generare dissenso per difetto di prove reali.

Quel che però stona completamente - peggio di una grancassa in un quartetto d’ archi da camera - è il resto della battutaccia bocciana, secondo cui “(la destra) … o la infiltra”, ipotizzando cioè che i consiglieri di centrodestra, il Sindaco e gli Assessori avessero a loro volta “infiltrato” la criminalità locale (non si dimentichi: mafiosa) con una manovra speculare alla infiltrazione da parte dei malavitosi nei loro ranghi politico-amministrativi. Roba che i capodelinquenti locali potrebbero a giusta ragione querelare l’avventato oratore per diffamazione alla loro immagine, per aver ipotizzato che fossero stati Landella & Co. ad aver “infiltrato” i loro gruppi mafiosi e non viceversa, trattandoli da poveri straccioni senza carisma delinquenziale.

Poiché la ipotesi è talmente surreale che forse lui stesso si sarà poi pentito di aver dato aria alla bocca quando l’ha sparata grossa (nei comizi si dice di tutto...), il punto vero che merita riflessione invece è un altro, ed è abbastanza serio.

Se perfino un esponente politico solitamente misurato come il buon Boccia, il quale in fondo stava parlando di elezioni di candidati al Parlamento e non di elezioni amministrative per il futuro Sindaco di Foggia, se ne è uscito con la cavolata degli amministratori che infiltravano i gruppi mafiosi - cioè una cosa che a stretto rigore non ha neanche troppo a che vedere con la scelta dei futuri parlamentari - figurarsi cosa succederà tra qualche mese quando a Foggia ci saranno proprio le elezioni amministrative locali. Infatti in quella occasione il tema dell’appena cessato commissariamento del Comune per mafia sarà ovviamente il punto centrale della contesa elettoralistica, e tromboni ben più fragorosi del (pur mite) Boccia, dovendo fare la gara a chi ce l’ha più antimafioso da mettere in mostra, saranno indotti a sostenere di tutto sul conto dei candidati degli schieramenti avversi.

Ecco perché in questi giorni, pur parlando di argomenti che riguardano le elezioni politiche per il Parlamento, non ci stanchiamo di ribadire l’avvertenza che la vera “battaglia di Stalingrado” che attende Foggia e i foggiani sarà quella delle prossime elezioni amministrative locali al termine del commissariamento del Comune, quando voleranno gli stracci.

A proposito di comizi, “Abbiamo abolito la ricchezza!”: l’ha gridato Conte dal balcone del municipio quando è venuto a Foggia, giuro, lo hanno sentito tutti.

Salvatore Russetti, ex giudice di Corte d’Appello

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