E’ il momento della resa nei conti nella Lega di Matteo Salvini dopo che le urne del 25 settembre hanno portato il partito del Carroccio sotto il risultato a due cifre. Per quello che negli scorsi anni era stato il primo partito del centrodestra è un tracollo fermarsi al 9% a livello nazionale, tallonato da una rediviva Forza Italia all’8% mentre a poco più del 7% si è attestato il Terzo polo di Carlo Calenda e Matteo Renzi.
“Il dato della Lega non mi soddisfa, non è quello per cui ho lavorato”, ha detto Salvini. “Ma con il 9% siamo in un governo di centrodestra in cui saremo protagonisti. Alla Lega è costato il sostegno al governo Draghi. Se mi chiedete lo rifarei, rispondo che lo rifarei. Il giudizio degli elettori mi sembra sia chiaro ed evidente. Gli elettori hanno premiato coloro che per cinque anni hanno fatto opposizione. E anche coloro che hanno fatto cadere il governo, ha aggiunto l'ex ministro dell'Interno, facendo i complimenti a Giorgia Meloni.
“Ci sentiamo già oggi per ragionare presto e bene del prossimo governo. Lavoreremo insieme a lungo”. E a chi gli ha chiesto se ha pensato di dimettersi Salvini ha risposto: “Mai avuto così voglia lavorare”. La Lega esce nettamente sconfitta, ottenendo meno di un terzo dei consensi delle europee 2019 e poco più della metà del dato delle scorse politiche.
Non solo: la Lega ha perso il confronto con FdI anche nelle sue storiche roccaforti, Veneto (dove i meloniani hanno raccolto quasi il triplo dei suoi voti) e Lombardia (quasi il doppio). Secondo i dati di Opinio per la Rai, l’attuale elettorato di Fratelli d’Italia è composto per ben il 40% da elettori che nel 2018 avevano scelto la Lega. Se la debacle è stata al Nord, dove il partito era stato fortissimo in passato, non sorprende invece il risultato nel Mezzogiorno.
Da diverse settimane gli analisti osservavano una ritirata strategica di Salvini al Sud, come se avesse compreso che sarebbe stato tempo perso. Gli ultimi sondaggi non ufficiali davano il partito in forte calo rispetto alle attese. In Puglia la Lega è arrivata terza nel centrodestra con 92.046 voti, pari al 5,28%, dietro FdI (409.527, 23,50%) e Forza Italia (409.527, 23,50%), terzultima forza della coalizione. P
eggio ha fatto solo il raggruppamento Noi moderati/Lupi - Toti - Brugnaro – UdC (13.585, 0,78%). Nella Capitanata buen retiro di mister Papeete Massimo Casanova, l’europarlamentare amico fraterno di Salvini, in casa Lega è stato sconquasso dopo il siluramento del foggiano segretario dell’ente Fiera Raimondo Ursitti in favore del consigliere regionale Joseph Splendido.
Ursitti era certo della candidatura perché sostenuto dall’intero gruppo provinciale, ma a Bari e Roma l’hanno pensata diversamente. Del resto Ursitti non aveva la possibilità di essere un candidato migliore di Splendido. La rottura è stata tale che l’escluso si è completamente eclissato, non partecipando ad alcun evento della campagna elettorale della Lega e rivelando settimane fa allo staff del partito di non aver nemmeno deciso se dare una mano oppure no.
Chi si è dato da fare, invece, è l’ex presidente del consiglio comunale foggiano Luigi Miranda, che sperava nell’arrivo di Splendido in Parlamento (“candidato in posizione assolutamente eleggibile”) in modo da poter approdare nel consiglio regionale. Il leghista aveva invitato via WhatsApp amici e conoscenti a “dare continuità a quel progetto a cui tanto abbiamo lavorato due anni fa” votando Lega.
Insomma, il messaggio era quello di votare Splendido per portare lui a Bari. Nulla da fare, però. Un amareggiatissimo Splendido è fuori anche stavolta, per la seconda volta dopo aver sfiorato l’elezione nel 2018.
Eletti per la Lega in Puglia solo l’ex sottosegretario all’istruzione Rossano Sasso (collegio camerale di Altamura), il coordinatore regionale leghista Roberto Marti (collegio senatoriale di Lecce) e il consigliere regionale Davide Bellomo (collegio camerale di Bari).
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