Non erano annoverati neppure tra coloro che avevano una bassa possibilità di essere eletti, nel report di Youtrend di inizio settembre, ad eccezione di Gisella Naturale (le cui possibilità erano nel sondaggio tra il 60% e il 40%), e invece il Movimento 5 Stelle di Capitanata ha riconfermato tutti i parlamentari uscenti. Un’impresa che a l’Attacco spiega Giorgio Lovecchio.
Una rielezione che ha dell’incredibile, soprattutto dopo il taglio (voluto da voi) del numero dei parlamentari.
Sapevamo che sarebbe stato difficile, secondo i conteggi sarebbero scattati solo i capilista mentre gli uninominali sembravano non contendibili ad agosto e invece i fatti sono andati oltre le nostre aspettative. Oltre a me tornano a Roma, Marco Pellegrini, Carla Giuliano e Gisella Naturale. Dalla nostra abbiamo avuto la presenza di Giuseppe Conte e poi il fatto che ci è stato riconosciuto il lavoro fatto in questi anni, durante i quali siamo stati sempre presenti, lavorando per il territorio. Sapevamo che il M5S sarebbe andato bene, certo non così e con questi risultati e di questo non possiamo che essere felici.
Cosa è cambiato nelle ultime settimane?
La nostra presenza in Tv tanto per cominciare, grazie alla par condicio i media hanno dato lo stesso spazio degli altri anche a Conte che è stato il nostro frontman, riuscendo a spiegare tutto quello che il Movimento ha fatto e quello che avrebbe voluto ancora fare. La gente ha ascoltato finalmente e sono stati spazzati via tutti i dubbi che avevano instillato nell’opinione pubblica le altre forze politiche. E poi siamo stati sul territorio, in tutte le piazze l'approccio del presidente con la gente era completamente diverso: niente transenne, era tra le persone, a stretto contatto con tutti. Abbiamo visto scene di affetto e amore nei suoi confronti, tanto che non ci sono state mai contestazioni, come nel caso di altri leader politici.
Insomma, ha pesato l'effetto Conte. E il vostro operato nella precedente legislatura? Nel bene e nel male. Mi riferisco per esempio al contestato quanto acclamato reddito di cittadinanza o al bonus 110%.
Hanno pesato tantissimo. La campagna elettorale ci ha portati molto in giro per i paesi; ebbene, sia i commercianti che gli amministratori ci hanno detto che da quando è partito il RdC non ci sono più scene di persone che chiedono aiuto nei negozi o al Sindaco per fare la spesa. Questo per noi è motivo d'orgoglio e anche chi non percepisce il reddito ha capito l'importanza di questa misura a sostegno dei più deboli. Abbiamo avuto un grande riscontro anche da tutta la classe imprenditoriale che col superbonus ha ricominciato a lavorare. Tutti sanno che il settore dell’edilizia era fermo e noi siamo riusciti a farlo ripartire. Anche questa è una misura che ora è presa ad esempio da altri Paesi come Spagna e Germania perché si sono resi conto che i benefici sono molteplici: basti pensare a quanto è risalito il Pil. Purtroppo poi hanno cominciato a metterci i bastoni tra le ruote, il governo Draghi in primis. Su questo ci siamo battuti strenuamente: il Movimento è stata l'unica forza che veramente lo ha fatto e per mantenere questa posizione, per non mettere in ginocchio migliaia di imprese e cittadini, siamo arrivati alla caduta del governo. Questo ce l'hanno riconosciuto sia le imprese che i tecnici e gli operatori del settore.
Contestate quindi la lettura di chi ritiene che il consenso sia arrivato solo da pezzi di società che si affida all'assistenzialismo dello Stato.
La respingiamo con forza. Se noi prendiamo l'esempio di Foggia e provincia i percettori del RdC sono circa 10 mila, mentre abbiamo preso oltre 100 mila voti, quindi tolto quel 10%, il resto è gente che non percepisce il reddito e che ha votato il Movimento 5 Stelle per altri motivi: dalla coerenza alla gestione della pandemia. Conte è sempre andato in soccorso di famiglie e imprese nei momenti di difficoltà. Non solo, abbiamo varato molte misure espansive in favore dell'imprenditoria e quindi per il lavoro con ricadute economiche positive che sono state evidenti.
Molti pensano che l'alleanza col Pd avrebbe fermato Giorgia Meloni e il centrodestra, pensa che il M5S avrebbe avuto lo stesso exploit in coalizione con altri partiti o anzi, al contrario, è andata così bene proprio perché vi siete sganciati da quella politica contestata dal Movimento della prima ora?
Col senno del poi, se si fanno le somme, si potrebbe dire che l’accordo ci avrebbe fatto vincere ma io non credo che dentro un’alleanza avremmo preso tutti questi voti. Con il Pd non ci avrebbero votati, lo abbiamo visto: la gente è stanca e infatti i risultati del partito di Letta lo dimostrano, qui è terzo dopo il Movimento. Proprio i dem non ci hanno appoggiati nel governo per alcune richieste per noi cruciali per il Paese e se avessimo fatto l'accordo col Pd sicuramente non avremmo fatto questo risultato, sarebbe stato peggiore.
Ora che succede? Ad esempio in Regione cambieranno gli equilibri? E in vista delle comunali a Foggia?
In Regione il presidente Conte sta monitorando la situazione e quindi si valuterà di volta in volta cosa fare. Per le amministrative, partiamo dalla bella risposta che Foggia ha dato: siamo l'unica alternativa valida e credibile, chiusa questa campagna elettorale, cominceremo a lavorare e a ragionare sulla futura classe dirigente e sui nomi dei prossimi candidati. L’importante è che passi il messaggio che mentre nel 2018 molti ritenevano che il nostro successo dipendesse da un voto di protesta (ed in parte fu così), questa volta chi ha votato il Movimento lo ha fatto perché ci ha visti all'opera, al governo del Paese e sa cosa siamo in grado di fare. E’ stato un voto consapevole, come dimostra la riconferma di tutti i parlamentari del territorio.
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