“Abbiamo presentato ricorso contro questo commissariamento, del tutto immotivato. Riteniamo che costituisca un grave precedente, sono state violare le regole statutarie”. E’ un fiume in piena Michele Triventi, eletto un anno fa segretario provinciale di Azione, intervistato a pochi giorni di distanza dall’assemblea provinciale del partito organizzata dopo il commissariamento. C’erano, oltre al commissario provinciale Matteo Iacovelli, i nuovi ingressi: i consiglieri regionali Sergio Clemente, Fabiano Amati (commissario regionale) e Ruggiero Mennea. “Un’assemblea cui non abbiamo partecipato. Noi siamo il direttivo provinciale e restiamo in carica”, afferma Tridenti a l'Attacco.
“E’ stata fatta un'infrazione alle regole statutarie: è come se uno avesse preso il pallone in mano, giocando a calcio, e lo avesse portato in questo modo in rete, in stile rugby. Ma si tratta di un altro sport e di un gol che non ha alcun valore. Se poi per il nostro partito ha valore regolare allora ce lo dicano la direzione nazionale, la nostra presidente Carfagna, il nostro leader Calenda, il collegio dei probiviri. Solo allora lasceremo Azione. A quel punto avremo capito di aver sbagliato partito. Azione era nata per combattere l'antipolitica e i metodi da Prima Repubblica, cui invece stiamo assistendo oggi. Credevamo fosse il partito giusto”.
Si attendono risposte da Roma.
“Il ricorso è stato già presentato, lo potenzieremo nei prossimi giorni con una raccolta firme di dirigenti provinciali e amministratori locali. Chiediamo spiegazioni al partito nazionale, perché la motivazione del commissariamento non è stata mai fornita né io sono stato contattato dal commissario Amati. Dalla sera alla mattina abbiamo registrato la nomina di un commissario per la provincia di Foggia, quando altrove ciò non è avvenuto. Penso alle province BAT e Brindisi, dove il partito è in salute come da noi. Ma lì nessuno ha mai ipotizzato il commissariamento, a differenza di Foggia. I loro referenti sono stati confermati”.
C'entra aver dichiarato di voler sostenere Nicola Gatta alle provinciali?
“È un'ipotesi ma in realtà non c'è nessuna motivazione di fatto per il commissariamento”, continua Triventi, il quale non esclude che lo stesso Clemente sia pro Gatta. “In una chiacchierata informale avevamo già concordato questa posizione nostra e degli amministratori comunali. Non l’avevamo ancora annunciata ufficialmente perché volevamo fare un passaggio prima con Clemente. Quello che è successo dopo, col commissariamento, rappresenta un precedente molto grave, perché se in un partito in cui sono stati eletti democraticamente dei dirigenti si assiste alla loro rimozione senza motivo alcuna vuol dire che è permesso violare lo statuto impunemente”.
Caustico sulla scelta di Clemente e di Azione di restare in maggioranza con Emiliano: “Io credo che si tratti di una posizione ridicola. Chi si accinge a entrare in Azione dovrebbe conoscere con chiarezza quale sia la posizione rispetto al presidente della Regione Emiliano. Tentennare o voler restare incollato alla poltrona in maggioranza non è il modo migliore di agire. Ma forse sono le controindicazioni legate a una crescita troppo veloce di Azione…”, osserva ancora Michele Triventi.
A l’Attacco sabato scorso Sergio Clemente, nuovo dominus del partito di Capitanata, ha mostrato apertura verso l’ipotesi di alleanza col centrosinistra e con lo stesso M5S per le comunali foggiane del prossimo autunno.
“Penso che la dichiarazione di Clemente sia stata un po' troppo spinta a favore del M5S. Le nostre linee guida erano di lavorare per presentare liste che fossero distanti dai contiani, né penso che Calenda abbia cambiato posizione. Credo, piuttosto, che Clemente dia una visione tutta propria della collocazione politica di Azione. Noi siamo invece allineati col partito nazionale. Noi siamo allineati rispetto al partito nazionale: stiamo lavorando alle comunali insieme ai renziani di Italia Viva, è presto per parlare di alleanze ma sicuramente non c’è da attendersi che ne faremo coi 5Stelle, se saremo ancora Azione”.
Triventi lancia, infine, una frecciata al commissario Iacovelli, dalla lunga storia democristiana: “Ho sentito qualcuno richiamare la tradizione cattolica, esprimersi come se stesse parlando della DC anzichè di Azione. Peraltro, non so nemmeno se il commissario sia iscritto ad Azione”.
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