Prima o poi doveva succedere. La pace armata tra il Sindaco Gianni Rotice e l’assessore Angelo Salvemini ha segnato il passo. Il primo cittadino ha ritirato le deleghe assessorili ai Lavori pubblici al campione di voti che era stato eletto con Strada Facendo, una delle due civiche dell’allora candidato Sindaco. La goccia che ha fatto traboccare il vaso (colmo) è stata la missiva che Salvemini ha indirizzato sabato scorso a Rotice, insieme agli assessori, al segretario generale, alla Presidente del Consiglio e a tutti i consiglieri comunali. Una missiva durissima nei toni utilizzati, come riportato ieri su queste colonne, con dubbi e sospetti che interessano direttamente il primo cittadino.
Nella riunione delle forze di maggioranza di sabato 21 gennaio scorso, il Sindaco “ha manifestato delle remore in merito alla proposta (di Engie, ndr)”, aveva scritto l’allora assessore Salvemini.
“Il cambio di rotta del Sindaco – aveva osservato – sarebbe motivato da una ‘confusione’ sulla vicenda generata da un paio di comunicazioni-proposte/diffide” che, come raccontato su queste pagine, sono giunte dalla società Elettrogesuele e dal consorzio CNS.
Salvemini ha accusato che “per mera casualità, i due ultimi proponenti, Elettrogesuele Srl e CNS, hanno formulato proposte complementari, cioè proposte che si completano tra loro. Strano vero??? La stranezza assume poi i connotati dell’assurdo se si considera che ad entrambi i proponenti è riconducibile uno stesso soggetto che ha rivestito un ruolo importante nella campagna elettorale a supporto dell’attuale sindaco”. E, come specificato da l’Attacco, il riferimento è all’imprenditore foggiano Michele D’Alba.
“Le vicende politiche di questi ultimi giorni – scrive Rotice nel suo decreto sindacale - hanno determinato delle incomprensioni sia dal punto di vista politico che dal punto di vista personale tra l’assessore ed il sottoscritto Sindaco tali da non consentire il sereno svolgimento delle proprie funzioni”. Una spiegazione che dice tutto, senza dire niente.
Non risulta del tutto esaustivo nemmeno il passaggio in cui specifica che “nel corso di questi ultimi giorni tra l’assessore Salvemini e parte dell’Amministrazione comunale sono emerse divergenze inconciliabili tali da compromettere la realizzazione del programma di mandato e pregiudicare irreparabilmente i presupposti fiduciari che avevano determinato la nomina alla carica di assessore comunale”.
Tra i due c’era stato un precedente, legato alla delega ai Grandi eventi che il Sindaco ritirò di fatto a Salvemini dopo pochi mesi dall’insediamento.
La revoca immediata delle deleghe assessorili, a far data da ieri, ha fatto sì che l’ormai ex assessore non abbia potuto partecipare alla seduta consiliare, nella quale è stato discusso proprio dell’eventuale manifestazione d’interesse del Comune di Manfredonia per la proposta di partenariato pubblico privato di Engie SpA. Quello che avrebbe voluto Salvemini che, invece, non può nemmeno sedere tra i banchi, visto che dal momento in cui ha accettato l’incarico assessorile non gli è più possibile ritornare in aula come consigliere comunale.
In aula, invece, c’era il Sindaco che nelle sue comunicazioni d’esordio ha fatto un breve passaggio sul ritiro delle deleghe che aveva fatto poche ore prima. Troppo breve, dal momento che i consiglieri di minoranza Massimo Ciuffreda (Progressisti Dem) e Gaetano Prencipe (Molo 21) lo hanno incalzato e costretto a meglio argomentare.
Rotice, stigmatizzando l’invio di quella lettera a tutti i soggetti citati prima, ha puntualizzato innanzitutto che “forse c’è una ricostruzione parziale di come sono andate le cose, non so volutamente o per dimenticanza” e poi ha aggiunto che “quella nota cercava di stabilizzare quelle che sono le funzioni della Pubblica Amministrazione, dicendo anche cose non vere sul sottoscritto e per le quali ho dato seguito nelle sedi opportune”.
Come dirà successivamente, il Sindaco si è rivolto al Prefetto di Foggia Maurizio Valiante. Non è stato l’unico, dal momento che il consigliere comunale Prencipe e quello regionale Paolo Campo (PD) avrebbero fatto lo stesso e, certamente, i consiglieri Ciuffreda e Francesco Schiavone (Progetto Popolare) si sono recati – ognuno per proprio conto – alla Procura della Repubblica.
“Avrei preferito che l’assessore Salvemini – ha ammesso Rotice in aula -, invece di fare una nota con cui non so cosa volesse mostrare, continuasse a discutere nell’alveo delle situazioni politiche di un provvedimento che interessa la città. Ha invece voluto spostare la discussione su un altro tema e faremo le nostre considerazioni, dopo aver informato le istituzioni competenti”.
“Se quello che è scritto in quella nota corrisponde a verità, ce ne assumeremo la responsabilità. Se non saranno veritiere o quella sarà una ricostruzione parziale dei fatti successi, faremo ulteriore chiarezza su altri aspetti. Che, anche se non volevo sottolinearlo, non toccano la maggioranza”, ha terminato quasi sibillinamente.
Adesso il Sindaco ha da definire chi dovrà occupare l’incarico assessorile vacante. Ha riportato più convintamente dalla sua Forza Italia e, in fin dei conti, si è alleggerito di “un peso” dentro la propria squadra.
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