Era una vittoria annunciata quella del Sindaco viestano Giuseppe Nobiletti quale nuovo presidente della Provincia di Foggia. Come anticipato da mesi da l’Attacco, sulla carta non c’era partita per il numero uno uscente Nicola Gatta - sostenuto da Forza Italia, Fratelli d’Italia e UdC – rispetto al candidato emilianista, supportato da centrosinistra e M5S. Nobiletti ha effettivamente vinto, ma con un distacco minimo, che rende davvero amara la sconfitta del primo cittadino di Candela. Nobiletti doveva godere non solo della maggioranza netta di amministrazioni a guida centrosinistra ma anche dell’aiuto di quel “centrodestra identitario” che ha lavorato contro Gatta, in favore del Sindaco lesinese Primiano Di Mauro. Insomma, il viestano avrebbe dovuto stravincere e invece si è sudato freddo nel fronte di Emiliano domenica sera, quando lo spoglio ha progressivamente palesato la complessiva tenuta di Gatta. A votare sono stati in 717 tra consiglieri e sindaci sui 782 aventi diritto al voto, pari al 91,6%.
Nobiletti ha primeggiato con 44.719 voti ponderati, contro i 41.597 di Gatta e gli appena 8.184 di Di Mauro. Gatta ha vinto nei piccoli comuni, i 30 enti con scheda azzurra: 138 schede per lui, 127 per Nobiletti e 14 Di Mauro. Ha avuto la meglio anche nei comuni di fascia arancione, tra i 3mila e i 5mila abitanti (Bovino, Carpino, Deliceto, Ischitella, Peschici, Rodi Garganico, Serracapriola e Zapponeta): 53 amministratori hanno votato per lui, 40 per Nobiletti e uno solo per Di Mauro.
Quanto alle schede grigie, ovvero i comuni tra i 5mila e i 10mila abitanti (Cagnano Varano, Carapelle, Lesina, Mattinata, San Paolo di Civitate, Stornara, Stornarella, Troia e Vico del Gargano), ci sono stati 56 votanti per lui, 44 per Nobiletti e 11 per Di Mauro. Nobiletti è arrivato primo nei comuni tra 10mila e 30mila abitanti, quelli con scheda rossa: 77 votanti per lui, Gatta fermo a quota 44 schede e Di Mauro a 12. Si tratta di Apricena, Monte Sant’Angelo, Orta Nova, San Giovanni Rotondo, San Marco in Lamis, San Nicandro Garganico, Torremaggiore e Vieste, ovvero netta prevalenza di amministrazioni di centrosinistra con l’unica eccezione del paese del Sindaco Antonio Potenza, sponsor di Di Mauro. Il garganico avrebbe dovuto dilagare specie nei comuni più grandi, quelli oltre i 30mila abitanti da scheda verde (pari al 42,752% del totale dei voti), dove eccezion fatta per la Manfredonia per Sindaco Gianni Rotice (col solo gruppo di FI contro la linea pro Di Mauro) il resto era prerogativa del centrosinistra, che governa a Cerignola, Lucera e San Severo. E invece Gatta ha ottenuto 45 voti, contro i 40 di Nobiletti e i 10 di Di Mauro. Come dire che Manfredonia gli è costata la rielezione: se è vero che Gatta è stato votato dai 7 eletti di FI, vuol dire che ha perso i 2800 voti degli altri 8 consiglieri di maggioranza, ovvero la quasi totalità del distacco da Nobiletti (3.122).
Questo spiega l’enorme amarezza dell’ormai ex presidente di Palazzo Dogana, che ha perso per il suicidio politico del centrodestra, spaccatosi in due. “Ovviamente non posso nascondere il mio rammarico per la risposta scarna e al di sotto delle aspettative giunta dai Monti Dauni”, commenta Nicola Gatta.
“E, naturalmente, per le contrapposizioni, frutto di capricci ed astio personali senza fondamento politico o amministrativo, che hanno provocato quelle divisioni che sono state determinanti per la vittoria di Nobiletti. La candidatura di Di Mauro, infatti, ha ottenuto complessivamente il consenso di appena 48 amministratori, certificando così di non aver ricevuto neppure il voto di tutti coloro i quali l'avevano sottoscritta, 129 per l'esattezza. Come avevo detto sin dall'inizio nulla di più di una 'candidatura civetta', che non aveva niente a che fare con l'identità del centrodestra, palesemente evocata a sproposito, e presentata con il solo ed unico obiettivo di impedire la mia riconferma. Quello che si è concluso con il responso elettorale di ieri è stato un mandato esaltante, un’esperienza straordinaria che mi ha permesso di misurarmi con il governo di un ente complesso ed importante. Sono convinto di aver restituito in questi quattro anni dignità istituzionale, ruolo e funzione all’amministrazione provinciale, come dimostrano i numerosi risultati raggiunti e la corposa programmazione messa in campo. Obiettivi che è stato possibile centrare innanzitutto con il preziosissimo contributo della squadra che mi ha accompagnato nel mio mandato, a cominciare dai consiglieri provinciali che mi hanno affiancato rendendo la nostra attività così ricca e produttiva”, continua Gatta.
“Ora comincia per la Provincia una stagione diversa, che però credo non possa prescindere da quanto è stato fatto ed in cui debba essere avvertito il dovere di valorizzare l’immensa attività che abbiamo costruito e portato avanti. Noi non ci fermeremo”. E c’è già chi scommette ora sulla corsa di Gatta alle prossime elezioni regionali. Ma dapprima ci saranno le comunali di Foggia, in autunno, e la guerra nel centrodestra avrà inevitabilmente strascichi pesanti anche su quel fronte.
Fonti di FdI sono nette al riguardo: “Con questa Lega non si riuscirà mai a fare niente perché è collusa con gli interessi del Pd e ciò è incompatibile con la natura stessa di FdI. Mentre le provinciali sono a turno unico con voto ponderato, le comunali sono a doppio turno. La Lega può fare quel che vuole ma con i numeri che ha raccolto alla Provincia dimostra che, al Comune, non arriverà mai al ballottaggio. Prendere le distanze dalla Lega adesso permetterà di recidere nettamente anche con il passato landelliano. La sconfitta di Gatta rappresenta quindi un elemento di rottura con la Lega che, è evidente, gioca per il Pd. I numeri raccolti dalla Lega certificano la sua marginalità. D’altro canto, le elezioni provinciali sono state una occasione per aggregare mondi che, con le Lega dentro la coalizione di centrodestra, non sarebbe stato possibile attrarre”.
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